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Inferno Mediterraneo al Cilindro Nero di San Giorgio del Sannio

09/04/2018
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“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. (Inferno, XXVI, 85-142)

Al Cilindro Nero di San Giorgio del Sannio, per la rassegna teatrale curata da Angelo Sateriale, è stato affrontato un tema attuale con diversi spunti di riflessione.

“Inferno Mediterraneo” di Riccardo Corcione, con Laura Tedesco, Laura De Santis e Azzurra Cavicchia, ha dato anima ad una questione morale ed umana inerente ai tanti sbarchi di immigrati in Sicilia ed alle vittime di quel mar Mediterraneo, che tanto dà e tanto toglie.
Un disegno di luci costruito per dare intensità ai vari momenti di dialogo creatisi fra tre sorelle: Anna, Rosa e Giulia.
Una, presa dalle avventure dei suoi viaggi, l’altra avvolta dalle storie dei suoi libri (soprattutto i grandi classici) e la terza, una figura dolorosa chiusa nel faro dell’isola.

Giulia, la sorella perduta, dialoga attraverso il suono delicato del suo violino che fa da sfondo a questo percorso di morte e dolore.
Attraverso i propri sogni e le proprie convinzioni, in scena anche tre teli di colore diverso, blu come il profondo mare, giallo come la sabbia dorata delle coste e rosso, del sangue versato dai tanti corpi finiti nelle profondità marine per inseguire quel sogno di speranza.
Parallelamente alla storia attuale, i versi di Dante (i personaggi di Pier delle Vigne, Ulisse e del conte Ugolino) fanno da esempio vicino alle vicende delle tre protagoniste.
Raccontare il dolore di vite spezzate, anche attraverso la musica, per simboleggiare una tragedia umana, simile a quelle dell’antichità, espresse dai grandi scrittori e poeti di un tempo.
La traversata del Mar Mediterraneo è la “strada più mortale del mondo”, tempio di quei ‘lottatori di speranza’, come li ha definiti Papa Francesco. Tante sono le vittime in quel mare che da culla di culture è diventato un grande cimitero di corpi, di idee e di pensiero della società.

La Stagione Teatrale “Cilindro Nero” prosegue domenica 15 aprile, alle 18.30, con Angelo Sateriale e Alessandro Gorgoni in “Dimentica il tuo nome”.

di Emilio Spiniello

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