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Lettera Aperta di Piernicola Pedicini (M5S), a Beppe Grillo sull’affermazione dell’economia circolare

Posted By Infosannionews On 19/06/2015 @ 9:52 In Politica | No Comments

Il portavoce al Parlamento europeo Piernicola Pedicini: “Serve un nuovo modello di sviluppo, quello dell’economia circolare: chiudiamo il cerchio della produzione con il riciclo e il riuso”.

 

Eurodeputato Piernicola Pedicini M5S

Eurodeputato Piernicola Pedicini M5S

Il portavoce del M5s Piernicola Pedicini per evidenziare l’importante risultato raggiunto durante una seduta della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, sull’affermazione dell’economia circolare per modificare i modelli di sviluppo rispetto alla produzione, al riciclo e al riuso dei materiali, ha inviato una lettera aperta a Beppe Grillo.
Pedicini ha raccontato che l’emendamento da lui presentato e approvato in Commissione Ambiente, che spingerà l’Unione europea a varare nuove regole per andare verso l’economia circolare entro il 2030, è stato ispirato anche da Beppe Grillo che già nel 1992 parlava di questo durante i suoi spettacoli.
Qui di seguito proponiamo il testo integrale della lettera aperta inviata da Pedicini a Grillo.
“Caro Beppe,
nel 1992 avevo ventitré anni. All’epoca, lo ammetto, come tutti i ragazzi pensavo solo al tennis e alle ragazze e, guardando da casa mia a Benevento‬ il tuo spettacolo andato in onda su Rai 1, non avevo pienamente capito la portata delle tue parole. Oggi mi rendo conto che quello che sembrava uno sketch nato per regalarci un sorriso era invece un meraviglioso discorso politico. ‬
Sono passati altri ventitré anni e quello spazzolino per i denti che tu impugnavi in prima serata su Rai 1, io l’ho simbolicamente portato al Parlamento europeo.
Ti racconto cosa è successo.
Il nostro modello di sviluppo è basato sul ciclo produzione-acquisto-utilizzo-rifiuto, una fabbrica produce un oggetto, qualcuno lo acquista, lo utilizza e infine lo butta via quando è logoro o non serve più. Così non si può andare lontano, non si può produrre all’infinito perché le risorse della terra sono finite e soprattutto perché il nostro pianeta non ne può accogliere tutti gli scarti. Serve un nuovo modello di sviluppo, quello dell’economia circolare: chiudiamo il cerchio della produzione con il riciclo e il riuso.
La buona notizia è che la Commissione Ambiente‬ del ‎Parlamento Europeo‬ mercoledì 17 giugno ha approvato un progetto di relazione sull’efficienza delle risorse che significa transizione verso un’‎economia circolare‬. In uno dei nostri emendamenti, che è stato approvato, chiediamo alla Commissione europea di applicare entro il 2030 il principio della “responsabilità estesa” del consumo: obbligare le grandi imprese a farsi carico dello smaltimento degli oggetti che producono. Chi fabbrica dovrà sforzarsi di produrre nel modo meno inquinante possibile e soprattutto utilizzando i componenti riusati.‬‬
Questo è solo uno dei punti che sono stati inseriti in questo rapporto, gli altri sono l’aumento del riciclaggio ad almeno il 70% dei rifiuti solidi urbani, le nuove norme sugli appalti pubblici con procedure verdi obbligatorie, l’eliminazione degli incentivi al fossile che gli italiani pagano in bolletta dietro l’acronimo ‎Cip6‬.
Purtroppo in Commissione hanno bocciato un nostro emendamento che prevedeva il divieto totale di bruciare i rifiuti. Sarebbe stata una rivoluzione! Lo avevamo presentato perché non vogliamo più ritrovarci lo spazzolino per i denti sulla tavola sotto forma di pesce che si è nutrito della diossina prodotta dai fumi degli inceneritori. Non hanno avuto coraggio. Il coraggio che troveremo noi quando saremo maggioranza.
In alto i cuori. Ti aspettiamo a Bruxelles


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