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Elezioni Regionali 2015: ufficializzati i 16 “impresentabili”. Tra i sanniti Sandra Lonardo Mastella e Fernando Errico

29/05/2015
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Nella lista degli impresentabili ci sono anche i candidati sanniti Fernando Errico (Ncd) e Sandra Lonardo Mastella (Forza Italia), che sostengono il candidato alla presidenza Stefano Caldoro.

elezioni regionali campania 2015

La commissione parlamentare antimafia ha pubblicato i nomi dei cosiddetti candidati “impresentabili” alle elezioni regionali di domenica 31 maggio: oggi è anche il giorno in cui si chiude la campagna elettorale. Il lavoro della commissione, presieduta da Rosy Bindi del PD, ha riguardato circa 4.000 candidati ma solo alle regionali, non alle amministrative nel loro complesso: non c’è stato il tempo di concludere le verifiche sui candidati dei circa 1.000 comuni che vanno al voto.

I candidati sono stati giudicati “impresentabili” in base a quanto stabilito da un “codice etico” approvato dalla commissione nel settembre del 2014, che non ha valore di legge ma chiedeva a partiti e movimenti di non candidare o sostenere anche in modo indiretto attraverso il collegamento ad altre liste persone rinviate a giudizio, indagate sottoposte a misure cautelari o condannate anche non in via definitiva per una serie di reati. Riguarda inoltre i latitanti e i sindaci o i componenti di giunte o consigli comunali sciolti per mafia (i dettagli, si possono leggere qui). L’adesione al codice era volontaria «e la mancata osservanza delle disposizioni o anche la semplice mancata adesione allo stesso non dà luogo a sanzioni, semmai comporta una valutazione di carattere strettamente etico e politico nei confronti dei partiti e formazioni politiche».

I nomi sono 16: tutti candidati in Puglia e Campania. E le loro situazioni sono molto diverse dal punto di vista giudiziario: ci sono persone con condanne non definitive, altre con processi in corso ma assolti in primo grado, altre che non hanno questioni in corso con la giustizia.

Campania
– Alberico Gambino, Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Luciano Passariello, Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Antonio Scalzone, Popolari per l’Italia (che ha ritirato la candidatura), a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Antonio Agostino Ambrosio, Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Sergio Nappi, Caldoro Presidente, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Fernando Errico, NCD per Caldoro, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Sandra Lonardo Mastella, Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Francesco Plaitano, Popolari per l’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Raffaele Viscardi, Popolari per l’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– Vincenzo De Luca, candidato alla presidenza della regione per il PD
– Domenico Elefante, Centro Democratico-Scelta Civica, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD)
– Carmela Grimaldi, Campania in rete, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD)

Puglia
– Enzo Palmisano, a sostegno di Francesco Schittulli (“Oltre con Fitto”)
– Massimiliano Oggiano, a sostegno di Francesco Schittulli (“Oltre con Fitto”)
– Giovanni Copertino, a sostegno di Adriana Poli-Bortone (Forza Italia)
– Fabio Ladisa, Popolari con Emiliano, a sostegno di Michele Emiliano (PD)

La questione degli “impresentabili” è stata molto discussa soprattutto dopo la pubblicazione delle liste che erano state presentate in sostegno del candidato del Partito Democratico in Campania Vincenzo De Luca. Il PD aveva risposto alle critiche suggerendo che gli elettori avrebbero fatto bene a non votare alcune persone candidate nelle liste a sostegno del candidato del PD, complicata anche per altri motivi; la stessa posizione è stata presa dal presidente del Consiglio e segretario del PD, Matteo Renzi, che la scorsa settimana era a Salerno a sostenere De Luca e che negli ultimi giorni lo ha pubblicamente difeso.

Allo stesso modo, però, è stata criticata anche la commissione antimafia: alcuni trovano inopportuno che un organo ufficiale dello Stato pubblichi liste di candidati definendoli “impresentabili”, quando la stessa legge dello Stato permette a queste persone di candidarsi. Inoltre l’analisi riguarda solo le elezioni regionali ed è stata pubblicata il giorno della chiusura della campagna elettorale. La commissione ha detto che il ritardo con cui è stata presentata la lista va attribuito al complicato lavoro di analisi e incrocio dei dati di prefetture, tribunali e casellario giudiziario, che non è nazionale.

La reazione di De Luca è stata :  “Denuncio Rosy Bindi per diffamazione e la sfido a un pubblico dibattito per sbugiardarla. Rosy Bindi, pia donna di potere ha utilizzato fra i suoi sponsor politici uno dei peggiori esponenti della clientela politica in Campania, massimo produttore del debito sanitario, di cui illustrerò opere e virtù. È evidente  che c’è un uso strumentale della mia persona, l’aggressione vera è al segretario del partito Matteo Renzi e ha l’obiettivo di mettere in difficoltà il governo nazionale”.

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Cancellato il nome di Iacolare, inserito per errore
Il legale di un altro candidato, Biagio Iacolare (Udc), ha subito diffidato la commissione a eliminare il nome del suo assistito dalla lista perché la sentenza di proscioglimento per prescrizione su cui si fonda l’inserimento nella lista è stata annullata senza rinvio dalla Cassazione, lo scorso 24 marzo, «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato». In serata la commissione ha ammesso l’errore e cancellato Iacolare dall’elenco.

I commenti dopo la comunicazione dei nomi.

Livio De Ianni Ncd Benevento
“Non volevamo assolutamente arrivare al punto di affermare l’avevamo detto.
Ma quanto emerso dalla commissione Antimafia è l’ennesima tegola sul Nuovo Centro Destra sannita che in questi mesi qualcuno, che ha effettuato queste scelte, ha cercato di dilaniare.
Avevamo espresso forti critiche su alcune scelte di candidature innanzitutto per motivi di omogeneizzazione politica sul territorio.
Non siamo stati ascoltati e l’unica lista del Nuovo Centro Destra finita tra gli impresentabili è quella di Benevento, solo qui e in nessuna altra provincia della Campania.
L’ennesima mortificazione per il partito, per i tanti dirigenti, amministratori e militanti che avevano lavorato nei mesi precedenti per costruire un serio progetto politico.
Quanto avvenuto non fermerà di certo questo progetto ed il processo di consolidamento che il coordinamento sta portando avanti sul territorio.
Speriamo che quanto accaduto non sia però devastante per l’esito elettorale del Nuovo Centro Destra, ma che possa essere l’occasione per fare una seria riflessione e ritrovare l’unità”.

Gioacchino Alfano coordinatore regionale Nuovo Centro Destra
“L’elenco degli impresentabili resi noti dalla Commissione Antimafia va preso con cautela tenendo presente che, come ha già avuto modo di evidenziare il presidente Alfano, esiste la legge che indica chi è candidabile oppure no.
Noi rimaniamo convintamente garantisti.
Ad ogni modo, l’elenco evidenzia che i candidati di Ncd-Campania Popolare sono tutte persone perbene.
Il nostro candidato Fernando Errico, unico indicato come impresentabile in Italia, proviene dalle liste della provincia di Benevento.
Su di lui, in fase di presentazione delle liste, avevamo avuto rassicurazioni e garanzie da Nunzia De Girolamo”.

Nello Di Nardo Italia dei Valori
“La diffusione dell’elenco dei nomi da parte della commissione antimafia a 48 ore dal voto è un’iniziativa che non si può accettare, una cosa evidentemente fatta ad arte.
Siamo orgogliosi come Italia dei Valori che le nostre liste in Campania, come stiamo ripetendo sin dall’inizio di questa campagna elettorale, sono pulite e non siamo stati toccati dall’Antimafia.
Tuttavia, è singolare che si arrivi a soli due giorni dal voto per diffondere un elenco, difficile non pensare che sia una cosa fatta ad arte”.

Vincenzo De Luca candidato del Pd alla carica di presidente della Regione Campania
“Ho appreso, nell’ultima giornata di campagna elettorale che la signora Rosy Bindi segnala il mio nome tra gli “impresentabili”, in relazione ad una vicenda giudiziaria di 17 anni fa, relativa alla vertenza di lavoro degli operai dell’Ideal Standard.
Ho dato mandato al mio legale di querelare per diffamazione la signora Bindi.
Premesso che: Tutti gli atti amministrativi in questione sono stati sollecitati dal prefetto dell’epoca e dalle organizzazioni sindacali, nell’ambito della vertenza Ideal Standard; Ho rinunciato alla prescrizione; Sono orgoglioso di aver preso decisioni urbanistiche per salvare 250 lavoratori dell’Ideal Standard, e rifarei tutti gli atti esattamente come 17 anni fa; Che l’ipotesi di “concussione” che mi riguarda è relativa ad oneri di urbanizzazione richiesti a vantaggio del Comune, e calcolati dall’Ufficio Tecnico, sfido la signora Bindi ad un dibattito pubblico, entro la mattinata di domani, per poterla sbugiardare, e dimostrare che l’unica impresentabile è lei, pia Donna di Potere, che ha utilizzato fra i suoi sponsor politici uno dei peggiori esponenti della clientela politica in Campania, massimo produttore del debito sanitario, di cui illustrerò opere e virtù, nel corso del confronto.
Per il resto, è sempre più evidente che questa campagna di aggressione vuole essere un irresponsabile attacco a Renzi; e che la politica politicante, in modo trasversale, è terrorizzata dalla paura che De Luca possa governare la Campania, e fare piazza pulita.
Perderanno comunque”.

Umberto Del Basso De Caro sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
“L’intervento a gamba tesa di Rosy Bindi, a meno di quarant’otto ore dall’apertura dei seggi in Campania, costituisce una grave interferenza nella vita democratica.
La candidabilità e l’eleggibilità dei consiglieri e del presidente sono stabilite dalla legge e non dalle istruttorie, prive delle garanzie del contraddittorio, della Commissione Parlamentare Antimafia che, travalicando i propri poteri e con un tempismo molto sospetto, introduce la nuova figura degli “impresentabili”.
La cultura del garantismo, evidentemente, non appartiene alla Bindi ma è nel Dna del Partito Democratico, rispettoso della legge ed al tempo stesso custode dei valori costituzionali oggi calpestati”.

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