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Vicenda Ristorò: il sindaco e Moschella non devono perdere altro tempo

31/03/2015
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Anche l’art. 19 del capitolato di appalto consente di rescindere il contratto con la Ristorò per il servizio di mensa scolastica.

pepe e moschella
Dopo 4 mesi di denunce pubbliche di Altrabenevento, il servizio giornalistico del Corriere della Sera, le proteste decise dei genitori nei confronti del sindaco alla assemblea del 25 marzo ed alcune interrogazioni parlamentari, l’amministrazione comunale ha sospeso il servizio di mensa e avviati presunti accertamenti che servono solo a prendere tempo. Il comandante Moschella che da dicembre scorso ha continuato a ripetere che “le denunce di Altrabenevento non hanno trovato riscontro” al punto da paventare finanche la querela a mio carico per “procurato allarme”, adesso scopre di aver firmato il contratto con la ditta della famiglia Barretta-Porcelli, senza accorgersi che mancava il certificato di agibilità. Quando a dicembre glielo abbiamo fatto notare ha risposto che si trattava di un documento irrilevante, ma qualche giorno fa ha sospeso il servizio proprio per mancanza di quel documento. Non ha ritenuto però doveroso, riconoscere l’errore e di conseguenza dimettersi. Continua così anche a cincischiare con i NAGGHY di pollo perchè è consapevole, come abbiamo spiegato varie volte, che sono surgelati precotti e quindi, ai sensi dell’art. 7 del Capitolato di Appalto, motivo di rescissione ipso facto del Contratto. Prima ha chiesto alla ditta AIA come sono i suoi NAGGHY senza accorgersi che quelli non hanno gli stessi ingredienti indicati sulla etichetta della vaschetta servita il 16 marzo, poi ha chiesto alla famiglia Barretta- Porcelli se quella etichetta è stata effettivamente prodotta dalla Ristorò. E c’è da scommettere che la rinomata ditta sosterrà che si tratta di un falso che io ho prodotto, come le 500 etichette della “pasta e ceci” del 3/12/2014 che abbiamo ritrovato in una vasca delle fogne del capannone bruciato.
Il sindaco, da parte sua, preoccupato che il suo pranzo di Pasqua sia rovinato dalle mamme che minacciano di portargli le leccornie che i loro figli hanno dovuto mangiare alla mensa scolastica soprattutto nell’ultimo anno, giustifica il suo barcamenarsi con la impossibilità si trovare motivi per la rescissone del contratto. Evidentemente gli sfugge che l’art. 19 del capitolato che tra le “clausole di risoluzione espressa” prevede anche “il mancato rispetto delle tabelle dietetiche” che si combina con i restanti articoli del capitolato. Quindi, le verdure dovevano essere fresche ed invece la Ristorò ha risparmiato bei soldi, soprattutto per il costo del lavoro, servendo quelle surgelate o addirittura quelle precotte, come le patate; il pollo doveva essere macellato 3 giorni prima e poi tenuto semplicemente in frigorifero, ed invece è sempre surgelato; i nagghy sono indiscutibilmente precotti.
Intanto la Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica ha cominciato ad acquisire un po’ di documenti , speriamo che possano capire in fretta da dove arrivano gli alimenti, magari prima del prossimo scoop della stampa nazionale su questo argomento.

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