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Altrabenevento: Il Sindaco/Don Abbondio, continua a scappare dalle sue responsabilità: le motivazioni per la sospensione del servizio mensa sono ridicole.

26/03/2015
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“Ci sono tutti i presupposti per la rescissione del contratto”!!

– afferma Altrabenevento –

gabriele corona“Ieri il Sindaco Fausto Pepe,  – spiega nella nota Gabriele Corona di Altrabenevento – al termine di un’affollata conferenza stampa e subissato di critiche da parte dei genitori dei bambini che utilizzano il servizio mensa gestito dalla Ristorò, è stato costretto ad annunciarne la sospensione. Infatti il primo cittadino ha emesso stamattina il provvedimento con motivazioni ridicole, vale a dire contenere la “situazione emotiva” che si sarebbe determinata dopo la pubblicazione sul sito del Corriere.it di una video inchiesta. Stamane alcuni dirigenti scolastici hanno incomprensibilmente fatto uscire i bambini da scuola alle 12, anche quelli che da tempo sono autorizzati a consumare un panino in sostituzione dei pasti della Ristorò. Si è determinato così un ennesimo disagio per i genitori e ciò sarà sicuramente utilizzato per giustificare la ripresa del servizio della ditta dei Barretta quanto prima.
Eppure, dal video del giornalista Antonio Crispino, al quale esprimiamo piena solidarietà per gli ingiusti attacchi subiti dal Comandante Moschella, emerge chiaramente che la Ristorò ha mentito quando ha sostenuto di non aver prodotto la pasta e ceci piena di insetti, che poi ha dovuto nascondere nelle fogne di un capannone bruciato.
Il giornalista del Corriere documenta anche l’occultamento di quintali di zolfo che erano stipati proprio affianco alla mensa fino alla denuncia di Altrabenevento del dicembre scorso. Nella video inchiesta sindacalisti e dipendenti della azienda testimoniano che la ditta conosceva in anticipo la data dei controlli che comunque sono stati effettuati in gran parte proprio dopo la denuncia di Altrabenevento e cioè dopo oltre un anno dall’inizio del servizio.
La Ristorò ha annunciato, con ben due comunicati stampa farneticanti, l’intenzione di querelare Altrabenevento e il Corriere della Sera per avere organizzato una congiura ai suoi danni con immagini e dichiarazioni false. La famiglia Barretta – Porcelli ha addirittura l’ardire di sostenere che le 500 vaschette con la pasta e ceci, sulle quali è ancora appiccicata l’etichetta prodotta dalla Ristorò il 3 dicembre 2014, sono state da me preparate e nascoste nella vasca della fogna del loro capannone bruciato.
Invece la realtà che emerge anche dal servizio del Corriere della Sera – continua nella nota –  è assolutamente incontestabile e ha dimostrato, se ancora ve ne fosse bisogno, che la Ristorò è assolutamente inattendibile e che i controlli sono stati parziali e carenti. Solo il Sindaco e il Comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Moschella, continuano a ripetere che a loro risulta sia tutto a posto, perché nessuno degli enti di controllo ha segnalato anomalie.
Proprio ieri, però, la Asl ha precisato ieri alla Procura della Repubblica che i controlli sul rispetto del contratto firmato dal Comune non compete a loro. Sostengono i vertici dell’Azienda che essi si limitano ad indicare il menù, ma il controllo sul rispetto della quantità e della qualità dei cibi spetta al Comune di Benevento. È esattamente ciò che noi ripetiamo da 4 mesi, indicando esattamente le ripetute violazioni al contratto (tempi di cottura e consegna dei pasti, somministrazione di prodotti surgelati e precotti, mancata indicazione delle grammature, qualità scadente del pasto).
Dunque, il Comandante Moschella continua ad inviare a tutti gli enti le richieste di controllo che avrebbe dovuto effettuare egli stesso da tempo, mentre la Asl si dichiara competente solo per i controlli igienici dei locali. Ci spieghi allora perché non si è mai accorta che i forni sono luridi come si vede chiaramente nel video del Corriere della Sera, anche in un giorno in cui non sono erano stati usati.
Il Sindaco ieri ha ripetuto, come hanno già fatto il comandante della Polizia Municipale e la Ristorò, che io sono passibile di denuncia per procurato allarme. Sono convinto e confermo   – conclude  nella nota – tutte le denunce che ho fatto pubblicamente e, se proprio dobbiamo adombrare reati penali, ricordo che i mancati controlli sul servizio di mensa scolastica costituiscono evidentemente un concorso in truffa.

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