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Non doversi procedere contro Sandra Sandrucci, sconfitto in Tribunale Lucio Lonardo

03/02/2015
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Alessandra Sandrucci, criticando la raccolta differenziata e l’accumulo dei rifiuti in una vasca a Piano Borea, non ha diffamato il Presidente dell’ASIA, Lucio Lonardo. Questa la decisione del Giudice per le Indagini Preliminari.

altrabenevento

In un comunicato inviato alla stampa, Altrabenevento fa sapere che questa mattina il Giudice per le indagini preliminari dott. Roberto Melone ha deciso di non dover procedere nei confronti di Sandra Sandrucci per il reato di diffamazione. Questo è quanto scrivono dall’ associazione per la città sostenibile contro il malaffare “Altrabenevento”:
“Stamane all’udienza in Camera di Consiglio, il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Roberto Melone ha deciso non doversi esperire l’azione penale nei confronti di Alessandra Sandrucci, che nel 2011 era stata querelata dal Presidente dell’ASIA Lucio Lonardo in relazione alle dichiarazioni rese durante la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale.
Il 4/05/2011 i candidati della lista ORA Antonio Medici, Alessandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti e Renato Siciliano con una Conferenza Stampa tenutasi dinanzi alla discarica di Piano Borea, avevano contestato il comportamento dell’ASIA che, accumulando i rifiuti organici in alcune vasche dove rimanevano a marcire, rendeva inefficace la raccolta differenziata diligentemente effettuata dai cittadini.
Il Presidente dell’ASIA procedeva a querelare per diffamazione la sola Sandrucci vice presidente di Altrabenevento, associazione per la città sostenibile contro il malaffare. A seguito delle indagini della Procura della Repubblica, il P.M. dott.ssa Patrizia Filomena chiedeva l’archiviazione del procedimento non ravvisando estremi di reato. Lonardo assistito dall’avv. Nazzareno Lanni si opponeva confermando di ritenersi diffamato dalle dichiarazioni della Sandrucci. All’udienza odierna il difensore dell’indagata, l’avv. Nunzio Gagliotti, produceva una memoria difensiva alla quale è stata allegata la copia dei sopralluoghi effettuati dall’ARPAC e dal Corpo Forestale dello Stato sulle vasche di Piano Borea, che confermavano l’accumulo dei rifiuti in putrefazione e la produzione di percolato prodottosi, ricordando che proprio per quei fatti Lonardo è sotto processo insieme al Sindaco Pepe,al Dott.Romito dell’ASIA,all’ex presidente del Consorzio BN1 Avv.Giorgione e al liquidatore dello stesso Dott. Cossiga.
Il GIP si è pronunciato in udienza e, in applicazione della giurisprudenza della Cassazione sul diritto di critica politica e richiamati gli atti prodotti, ha disposto di non doversi procedere nei confronti dell’avvocato Sandra Sandrucci”.

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