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Corona sulla mensa scolastica “una serie di casatielli”. Fausto Pepe: “ho ascoltato e preso atto di tutto e verificheremo”

17/12/2014
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Gabriele Corona non le manda a dire nella sua conferenza di presentazione del dossier denominato “Scarpe e Ceci” figlio diretto di quello di alcuni anni fa a proposito del polo calzaturiero mai decollato che era denominato “Ci hanno fatto le scarpe”. Filo conduttore che unisce nel tempo le due vicende sembra sia riconducibile alla stessa famiglia che in effetti ha gestito e gestisce, tra le altre, anche le due attività.

 

Corona, con a latere Sandra Sandrucci ed Enzo Fioretti, ha lamentato diverse anomalie e mancanze delle pubbliche istituzioni, a partire dalle mancate o richieste in ritardo autorizzazioni, ai mancati controlli, alle eventuali omertà.

E parte puntando il dito sulla Signora Rossana Porcelli,  a suo dire ” pensionata per invalidità eppure, ogni giorno, non si sa perché ed a che titolo, dirige e dà disposizioni, riceve le Forze dell’ordine eccetera all’interno della mensa stessa”.

E proprio la struttura che ospita la mensa, è stata oggetto anche dei controlli di Altrabenevento. La stessa prima era la sede del polo calzaturiero costituitosi tra beneventani e ditte marchigiane che ” si erano inventati di trasformare Benevento in un polo calzaturiero” che avrebbe dovuto assumere ben 290  giovani e che aveva ricevuto contributi per macchinari, formazione etc. Risultato ? Nessuna assunzione.

La mensa di quella attività sembra, da quanto detto da Corona, sarebbe stata destinata, con dovute variazioni, a mensa per i bambini non tenendo conto però che mentre la prima avrebbe dovuto cucinare 290 pasti o poco più, per le scuole si viaggia intorno a 1700 pasti.

Uno sguardo alle autorizzazioni urbanistiche e sanitarie e saltano fuori altre anomalie legate a frazionamenti della struttura, richieste di agibilità non più valide viste le modifiche sostanziali fatte, Scia alimentare chiesta dopo l’espletamento della gara e così via.

Insomma, per Corona, una serie di “casatielli” (distrazioni) che dal 1998 ad oggi hanno caratterizzato il tutto fino a giungere ai giorni nostri quando si scopre che il Permesso a Costruire per modificare i locali e potervi impiantare l’attività per la mensa scolastica è del 3 Dicembre 2013, il n.2448,  ma la mensa li vi funzionava già dal mese di Novembre! Per non parlare poi del certificato di agibilità mai chiesto e rilasciato non potendosi più far riferimento a quello del 2008 ormai piucchè superato!

Poi tutta una serie di altre anomalie:

– manca un secondo punto di cottura per le emergenze che la Ristorò avrebbe dovuto avere secondo la gara d’appalto;

– ha la struttura confinante con una discarica, accertata dai Carabinieri essere di alimenti scaduti;

– la tracciabilità degli alimenti, confezionamento di almeno 2 pasti da tenere a disposizione per 72 ore per le necessarie verifiche;

– preparazione dei pasti lo stesso giorno della somministrazione nel mentre sembra che la carne venga preparata 1 o 2 giorni prima senza uso dell’abbattitore.

E poi i mancati controlli. Sia il Comune che l’Asl potevano farli ma pare che qualcosa non sia andato per il verso giusto visto che non se ne hanno notizie ma le pentole e le caldaie, fotografate da Altrabenevento, presentano qualche problema!L’Arpac poi si è decisa ha fare il controllo dell’aria il giorno prima della presentazione del dossier cosa che ha fatto anche l’Asl per le sue competenze e si sono poste esche per i topi in pari data.

Poi l’episodio della negazione dell’episodio degli insetti nella pasta e ceci da parte del comune di Benevento e la mancata comunicazione della filiera dei ceci incriminati (da dove vengono, come sono stati conservati etc.)

Una parola anche per gli addetti ai lavori e non, visto che frequentano le cucine anche persone che non dovrebbero esserci: non hanno il vestiario adatto, non ci sono sistemi di protezione adeguati e il trasporto del cibo avviene in contenitori le cui condizioni igieniche sono inaccettabili ha dichiarato Altrabenevento.

L’Asl poi, ha rincarato la dose Corona, avrebbe dovuto verificare sapendo che aveva affidato il servizio mensa alla Ristorò per gli utenti dei centri di igiene mentale di Bucciano, Morcone, Molinara e Puglianello e che in questo casi i parenti dei malati avevano preferito preparare loro i pasti anzicchè far mangiare ai loro congiunti quanto preparato dalla mensa.

J’accusse finale di Corona che ha ipotizato “una casta all’interno del Consiglio comunale se è vero che nessun consigliere comunale, né di maggioranza e né di opposizione, pur essendo a conoscenza della questione mensa, non ha obiettato e non ha chiesto lumi in sede di Consiglio comunale. Evidentemente si comportano così, perché, all’interno della mensa, lavora ed è “coinvolto” anche un consigliere comunale”.

Diritto di replica per il Sindaco Fausto Pepe, presente dall’inizio, che ha risposto a Corona dicendo : “Non condivido tutto quello che è stato detto e mi astengo da fare commenti riguardo alla maggioranza ed all’opposizione. La maggior parte delle cose sostenute oggi, a noi erano già note da anni, dato che la vicenda della mensa è stata sempre una “questione sensibile ed è un tema da dipanare e da capire. Intanto, ho ascoltato e preso atto di tutto e verificheremo.La mensa scolastica è un servizio pubblico che, al Comune, costa 2.450.000 euro”.

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