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Adiconsum, Contraffazione: In crescita sia la contraffazione tradizionale che quella via web

28/01/2014
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Pietro Giordano, Adiconsum: “Per combattere e battere la contraffazione serve sforzo comune e coordinamento tra tutti i soggetti, compresi i Consumatori. Indispensabile l’apertura di Osservatori provinciali per monitorare il fenomeno in modo capillare  perché la contraffazione non viene solo dall’estero”.

 

 

 

 

La contraffazione è un vero e proprio cancro per l’economia dei Paesi. In Italia muove un giro d’affari di 7 miliardi di euro, che toglie 110.000 posti di lavoro e il 18% delle entrate fiscali. La relazione della Guardia di Finanza evidenzia nel 2013 un aumento del 25% dei prodotti contraffatti e un aumento del 60% di quelli acquistati online.

 

La contraffazione – dichiara Pietro Giordano, Segretario generale Adiconsum è un male da estirpare, perché alimenta le mafie, l’illegalità, la criminalità organizzata, il lavoro minorile. Non c’è bene che non possa essere contraffatto, anche l’indicazione del Made in Italy, strumento di tracciabilità dal settore tessile all’alimentare.

 

La lotta alla contraffazione – prosegue Giordanonon può essere svolta solo dalla meritoria attività investigativa e di sequestro delle merci delle Forze dell’Ordine, ma è necessaria anche la promozione di un cultura della legalità che in molte aree depresse economicamente del Paese manca, proprio perché sono mancate da parte dello Stato misure di rilancio della produzione e quindi dell’occupazione e dei consumi.

 

Un Paese privo di un’economia sana – continua Giordanoè più facilmente preda di organizzazioni criminali o di pseudo imprenditori che seguono i “principi” dell’illegalità, del guadagno facile, a dispetto dei diritti delle persone, come il diritto alla salute e alla sicurezza. Per questo è necessario il contributo di tutti: Istituzioni, Forze dell’Ordine, Imprese, Consumatori.

 

La contraffazione non proviene solo dall’estero, ma nasce anche nel nostro Paese – dichiara Giordano Ecco perché devono essere istituiti Osservatori a livello locale che monitorino il fenomeno in maniera capillare. Osservatori che vedano la presenza delle Associazioni Consumatori, che, attraverso le proprie sedi locali, conoscono in profondità il tessuto socio-economico del territorio su cui sorgono.

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