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All’insegnamento di “Diritto e Letteratura” il contributo delle prof.sse Cacciapuoti e Matronola

25/11/2013
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Il 26 Novembre  quello della prof.ssa Fabiana Cacciapuoti ed il 28 Novembre quello della prof.ssa Daniela Matronola.

Martedì 26 novembre, alle ore 14:00, presso il plesso didattico di via Calandra, l’insegnamento di “Diritto e Letteratura”, tenuto dal prof. Felice Casucci, nell’ambito del Corso di Studi in Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Sannio, ospita il contributo della prof.ssa Fabiana Cacciapuoti, dal titolo: “Tra segno e metafora: riflessioni sull’ingiuria nelle forme letterarie“. Il contributo affronta il tema dell’ingiuria. L’idea di ingiuria è presente in maniera costante nelle diverse forme letterarie, tanto da poterne delineare la funzione quale segno e metafora in alcuni momenti dell’espressione letteraria. Dai testi dei grandi classici (Omero, Virgilio) al romanzo e al pensiero filosofico ottocentesco europeo (Dostoevskij, Tolstoj, Leopardi), fino alle riflessioni novecentesche (Saramago, Levi, Arendt), l’ingiuria assume significati diversi, trasformandosi da motivo legato all’azione del singolo ad essenza del dramma dei soggetti che compongono l’umano.

Fabiana Cacciapuoti è responsabile del fondo leopardiano alla Biblioteca Nazionale di Napoli, membro del comitato scientifico del Centro Nazionale di studi leopardiani, co-direttore della rivista “Appunti leopardiani”.
Tra i suoi lavori: edizione tematica dello Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi, basata sugli indici dell’autore, Donzelli, Roma, 1997-2003, 6 volumi; Dentro lo Zibaldone. Il tempo circolare della scrittura di Giacomo Leopardi, Donzelli, Roma, 2010; Giacomo de’ libri. La biblioteca di Leopardi come spazio delle idee, Electa, Milano, 2012.

Giovedì 28 novembre, alle ore 9:00, presso il plesso didattico di via Calandra, l’insegnamento di “Diritto e Letteratura”, tenuto dal prof. Felice Casucci, nell’ambito del Corso di Studi in Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Sannio, ospita il contributo della prof.ssa Daniela Matronola, dal titolo: “ABSIT INIURIA MORTIS – Vincenzo Cerami e l’ingiuria”. La conversazione muove dal dato che in modo repentino Vincenzo Cerami è scomparso dal mondo, lo scorso luglio. Per questo la reazione in quegli stessi giorni al tema dell’ingiuria non ha potuto che essere di scoramento per l’ingiuria della malattia che ha sortito l’ingiuria della morte prematura. Dunque l’ingiuria nella doppia accezione di danno e ferita, di calunnia e offesa, in generale nel suo esito beffardo di sottrazione, più che mai è apparsa tema legato al nome e all’opera di Cerami con la forza delle circostanze. A ben guardare, in ogni caso, la letteratura, il cinema, il teatro, anche gli interventi civili portati senza sfarzo e agiti con serietà e impegno, il percorso artistico intero di Vincenzo Cerami (legato a Pier Paolo Pasolini che lo allevò e lo istruì, e poi sviluppato in direzione contraria e ostinata ma non ribelle per volontà di opposizione al maestro), tutto sta lì a testimoniare i due temi a lui cari e sempre centrali nel suo lavoro: il rispetto della parola come intermittenza al cospetto del silenzio, e la santità delle creature viventi. A partire da questi due fuochi, Cerami si è battuto come un leone per comprendere l’uomo che uccide sempre l’albatro: uccide sempre la bellezza, dunque offende l’ordine naturale. In itinere, nelle proprie finzioni, cioè, Cerami ha accompagnato i propri fratelli umani fin dentro i loro inferni, separati e distanziati dai loro stessi delitti dalla pur naturale creaturalità. Solo la contemplazione fortuita di un nuovo spettacolo di bellezza (è il monito dei grandi poeti) potrebbe restituire gli esclusi alla bellezza da cui vengono e alla verità: le sante creature di Cerami spingono spesso a fondo il piede sul carro violento, trascinate lontano dall’innocenza o si ostinano, impavide e incoscienti, a portare la bellezza dentro l’inferno e non è detto che soccombano del tutto.

Daniela Matronola è docente di Lingua e Letteratura Inglese, autrice di narrativa e versi, è presente su riviste e quotidiani con recensioni, interviste e traduzioni. Vive e lavora a Roma.

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