Polemica Asl-Rummo – Valentino: “Spero prevalga l’interesse collettivo”.

E’ con stupore e grande amarezza che negli ultimi giorni si è assistito ad uno scontro tra i Vertici del Rummo e ASL sulla questione “Radiologia” all’ospedale “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” della nostra Città, scrive Carmine Valentino sindaco di S.Agata de’ Goti.

Dopo la pubblicazione della delibera n. 135 del 27 giugno scorso, con la quale il Direttore Generale dell’ASL dott. Michele Rossi aveva rinnovato la convenzione con il “Rummo” di Benevento per usufruire a Sant’Agata delle prestazioni professionali dei radiologi del Civile, indispensabili per la copertura di tutti i turni di servizio, ero tranquillo e ritenevo che fino al prossimo 31 dicembre non ci sarebbe stato alcun problema per gli Utenti che ogni giorno usufruiscono delle prestazioni sanitarie del “Sant’Alfonso de’ Liguori”.
Leggere, invece, che di fatto vi sono possibili impedimenti a continuare a prestare tale servizio a Sant’Agata, è stata una vera e propria doccia fredda; di più perché, conoscendo gli uomini e ben sapendo che non si tratta di improvvisatori, mi sono chiesto per quale motivo non si vuole consentire alla radiologia di Sant’Agata di garantire i propri servizi all’utenza. Si vuole forse creare una crisi più generale che coinvolga l’intero ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” ? E perché ?
Non voglio pensare che tutto ciò possa nascondere interessi speculativi e/o di parte ma è veramente poco comprensibile che il “Rummo” non aderisca al rinnovo della convenzione dei Radiologi approvata dall’ASL , in un momento di grande sofferenza del Servizio Sanitario Regionale che ha imposto gli ulteriori e dolorosi tagli alle Unità Operative dell’Ospedale ASL, di cui abbiamo appreso nei giorni scorsi e per i quali, come Amministrazione Comunale, abbiamo già avuto incontri con il Direttore Michele Rossi.
Come Sindaco ho particolarmente a cuore la salute dei cittadini che si affidano ai servizi e alle cure del Sant’Alfonso Maria de’ Liguori: un ospedale nato per rispondere alle esigenze sanitarie di un bacino di utenza di oltre 80.000 abitanti, a cavallo di tre province, e che non può, né deve essere asservito a logiche personalistiche e che, in quanto tali, sono contrarie e confliggono con l’inviolabile diritto alla salute, riconosciuto a tutti i cittadini dalla stessa Costituzione.
Mi auguro,conclude Valentino,  comunque, che alla fine prevalga il buonsenso e che si possa tornare a ragionare di “sanità” in termini di interesse collettivo, di qualità dei servizi erogati e di rispetto dei cittadini che, prima di essere Utenti di questo o quell’ospedale, sono, appunto, Cittadini !

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