Ospedale S. Agata de’Goti. Valentino interviene contro i tagli delle Unità Operative.

 

Non passa inosservata a palazzo San Francesco la notizia dei tagli e del ridimensionamento operato dall’ASL ai danni del presidio ospedaliero “S.Alfonso Maria de’Liguori”.

Più volte il sindaco Carmine Valentino e l’Amministrazione in carica si sono fatti portavoce della “questione ospedale” ponendo interrogativi e proponendo soluzioni alle incomprensibili dinamiche di tagli lineari in tema di  sanità che penalizzano una struttura per la quale tante battaglie sono state avviate e portate a termine, sin dalla sua agognata apertura.

“Ciò che apprendo in queste ore, ha dichiarato il Primo Cittadino è il frutto di una crisi del sistema sanitario che non deve però intaccare strutture strategiche ed importanti come il de’Liguori. Tagli e ridimensionamenti del genere, con la riduzione di addirittura 4 unità operative, non tengono conto del bacino di utenza che questa struttura può e deve soddisfare e non rispondono alle logiche che sono alla base dell’apertura dell’ospedale santagatese . Abbiamo già portato avanti e vinto la battaglia per l’apertura di questo presidio ospedaliero e non ci spaventa dover affrontare altre battaglie per garantire ai cittadini delle valli Caudina, Telesina e della limitrofa provincia di Caserta una sanità di qualità con servizi d’eccellenza, che erano, mi ripeto, requisiti essenziali e imprescindibili per questo nuovo ospedale.

Il mio invito è rivolto a tutte le preposte Istituzioni affinchè si riveda, alla luce delle effettive e reali esigenze territoriali, una decisione che non appare congrua né strategica ma legata a sole logiche di tagli e ridimensionamenti indiscriminati che ledono fortemente i principi della tutela della salute pubblica e contravvengono alla più razionale e naturale implementazione di servizi sanitari diversificati ed efficienti in una struttura a ciò preposta sin dalla sua nascita. Come Amministrazione comunale siamo pronti a mettere in campo ogni azione utile per salvaguardare questo presidio ospedaliero nonché i lavoratori ed i professionisti che gravitano intorno a quello che doveva essere già da tempo punto d’eccellenza della sanità provinciale e regionale”.

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