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Diritto come forma di controllo sociale per una convivenza civile e pacifica

15/05/2013
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Presso l’Auditorium di Sant’Agostino, stamattina si è disquisito del volume“Le Dodici Tavole. Le prime leggi dell’antica Roma” (Roma, Nuove Edizioni Romane, 2011) di Luigi Capogrossi Colognesi.

La presentazione del volume è avvenuta questa mattina presso l’auditorium di Sant’Agostino, dell’Università del Sannio, alle ore 10, 30. Dinanzi ad una folta platea hanno preso la parola : Eva Cantarella, Aglaia McClintock, Luigi Labruna, il rettore Filippo Bencardino, Carmela D’Aronzo, Antonella Tartaglia Polcini, nonchè l’autore Luigi Capogrossi Colognesi. La partecipazione al seminario ha consentito l’ottenimento di crediti formativi per “altre attività”. L’evento era aperto al pubblico e l’iniziativa rientrava tra le attività di orientamento della Facoltà di Giurisprudenza presso le scuole superiori. Gli studenti del Liceo Classico Giannone e i corsisti di “Istituzioni e storia del diritto romano” dell’Università del Sannio hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con l’autore e con gli illustri ospiti .
Il volume “Le dodici tavole” di Luigi Capogrossi Colognesi prende il titolo dalla prima codificazione normativa di Roma del 450 a.C. Le Dodici Tavole considerate sin dall’antichità fons omnis publici privatique iuris, fonte di tutto il diritto pubblico e privato, rappresentano sul piano mitico l’origine di quel diritto che arriva sino ai giorni nostri. Redatte da una magistratura apposita,  esse ebbero il merito di disciplinare senza equivoci le procedure necessarie ai privati per accedere alla giustizia, sancendo un indubbio vantaggio per la classe plebea, nonché l’eguaglianza di patrizi e plebei dinanzi alla legge. I primi due capitoli, oltre a sancire l’importanza del diritto in materia di matrimonio, danno spazio anche alla grande sfera dei ” sentimenti”. Il diritto infatti si basa sulle emozioni e sui sentimenti perchè i due mondi non sono scinti.

Le vicende narrate nel libro si svolgono in un arco temporale  che va dall’età regia a metà del settimo secolo sino alla vittoria contro Cartagine del 202 a.C.  Ritroviamo nel libro personaggi realmente esistiti e personaggi immaginari sapientementi legati insieme, che aiutano a calarsi nella realtà di un mondo di cui la maggior parte delle volte ci sfuggono le ragioni .
Il romanzo è dedicato non solo ai ragazzi – in realtà è stato scritto per i  nipotini dell’autore– ma anche alle persone di tutte le età, in quanto sceglie un punto di vista inedito privilegiando alcune tappe evolutive di quel diritto che sfocia inevitabilmente nella vita quotidiana.

All’inizio ci sono stati  i saluti del rettore e di Luigi Labruna, professore emerito di Diritto romano e diritto dell’antichità presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II,   entusiasti dell’iniziativa, perchè è un libro che affascina, che attrae, che insegna senza stancare inserendo elementi fantastici ed  elementi tipici del racconto.E’ iImportante perchè si fa chiarezza sulle origini del diritto romano in tutte le sue forme sociali. Per la prof.ssa D’Aronzo, che da anni si batte affinchè gli studenti facciano esperienza per acquisire sicurezza e competenza al momento dell’ingresso all’università di giurisprudenza, questo è un momento significativo nella vita degli studenti grazie anche all’ impegno bilaterale raggiunto che si concretizza con appuntamenti pomeridiani degli alunni del liceo con  i professori della facoltà  e con incontri come questo odierno. Questa mattina hanno partecipato tutti gli alunni delle prime classi liceali che hanno attentamente letto il libro, hanno prodotto già due articoli sulla stampa locale e in più hanno preparato numerose domande da porre all’autore incuriositi da questo affascinante mondo del diritto romano, un diritto che non abroga simultaneamente la legge in sè ma che rispetta i momenti di riflessione e di ragionamento per arrivare anche al capovolgimento della legge stessa.

Per la professoressa Tartaglia Polcini è un momento di profonda gioia perchè accomuna tutti in quanto membri di questa comunità:  come universitas, come momento di crescita, in quanto il dialogo  non ha età , come il diritto, sempre presente, come gli interlocutori presenti, dai ragazzi di 15-16 anni a professori illustri. Il merito dell’autore sta infatti nell’analisi dell’esperienza giuridica nella realtà sociale, un legame tra realtà e fantasia, tra astrazione delle cose e la realtà in cui viviamo. La Tartaglia Polcini ha perciò ringraziato la prof. McClintock per l’importante iniziativa messa in atto. Per la McClintock infatti sono importanti momenti come questi perchè tutti i giorni, ogni aspetto della nostra vita è accompagnato o dal rispetto di una legge o dalla trasgressione di una forma giuridica, il libro allora assume un valore rilevante perchè è come se ci prendesse per mano e ci accompagnasse in un viaggio a ritroso di conoscenza del diritto stesso.

Eva Cantarella, già professore di Istituzioni di diritto romano e di Diritto Greco dell’Università Statale di Milano, è antichista di fama internazionale. Il 2 luglio 2002 è stata nominata “Grande Ufficiale della Repubblica Italiana”, “motu proprio” dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2003 ha vinto il Premio Bagutta con il suo libro Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto. Per lei è un libro molto interessante, un libro “diverso” e speciale, ” diverso” perchè un grande accademico come l’autore ha scritto un libro “divulgativo”, termine oggi abbastanza raro.Il diritto è qualcosa che bisogna iniziare a guardare con occhi diversi, bisogna farlo conoscere nei licei, e a tal proposito la Cantarella ringrazia la prof.ssa D’Aronzo per l’impegno continuo e per il collegamento che ha intessuto tra il liceo stesso e l’università. Il “diritto” infatti è un fenomeno sociale, una forma di controllo sociale per la convivenza civile e pacifica. Importante perchè unisce due mondi apparentemente distinti ma che all’interno del libro si legano sapientemente : la storia e la fixio o  narrativa.

Luigi Capogrossi Colognesi, l’autore, è professore emerito di Diritto Romano dell’Università la Sapienza, accademico dei Licei. E’ considerato tra i massimi esperti della sua materia. Fra i suoi numerosi lavori ricordiamo Max Weber e le economie del mondo antico (Laterza 2000) e Storia di Roma tra diritto e potere (Il Mulino, 2009). Con Le Dodici Tavole si misura per la prima volta con la letteratura per ragazzi. Scritto principalmente per i suoi nipoti è riuscito a farsi “leggere” anche da persone grandi, grazie all’impegno e la passione profusi nel libro. Ha mostrato nella sua opera, un diverso approccio alla materia, un approcio più semplice e più agile, anche per chi non è esperto, come i ragazzi.

Sono seguite poi le numerose domande dei lettori presenti in sala, incuriositi  e nello stesso tempo appassionatisi alla presentazione di questo autentico e maneggievole volume di diritto “pensato, scritto e voluto” per ragazzi.

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