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Movimento Difesa del Cittadino: per la Corte Costituzionale sono legittime le norme che liberalizzano gli orari commerciali

06/01/2013
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Liberalizzazione degli orari commerciali e delle aperture dei negozi. La Corte costituzionale conferma la legittimità delle norme e respinge i ricorsi delle Regioni.

La sede provinciale del Movimento Difesa del Cittadino accoglie positivamente la pronuncia della Corte Costituzionale che ha respinto i ricorsi contro la liberalizzazione degli orari commerciali e delle aperture (art. 31 , commi 1 e 2 del D. L. 6.12.2011 n. 201 c.d. Salva Italia convertito con L. 22.12.2011 n. 214), promossi dalle Regioni Piemonte e Veneto, dalla Regione siciliana, dalle Regioni Lazio e Lombardia, dalla Regione autonoma Sardegna, dalla Regione Toscana e dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.
La Sentenza n. 299 del 11/19 Dicembre 2012 è chiara nel respingere molte della accuse assolutamente pretestuose mosse contro un provvedimento che intende rilanciare la concorrenza nel commercio, liberandola dai lacci burocratici e regolamentazioni protezionistiche imposti da Regioni e Comuni a tutto svantaggio dei consumatori e degli stessi commercianti liberi di scegliere come gestire la propria attività in un periodo di grave crisi.
Per Francesco Luongo, Segretario Nazionale dell’associazione la decisione mette fine a tutta una serie di polemiche sulla norma respinte già dallo scorso anno confortando le ragioni di gran parte delle associazioni dei consumatori che pure si sono spaccate sul tema.
Per la Consulta si tratta di misure coerenti con l’obiettivo di promuovere la concorrenza, risultando proporzionate allo scopo di garantire l’assetto concorrenziale nel mercato di riferimento relativo alla distribuzione commerciale.
La Corte sottolinea anche che la liberalizzazione dell’orario degli esercizi commerciali, così come delle giornate di apertura, non determina alcuna deroga rispetto agli obblighi e alle prescrizioni cui tali esercizi sono tenuti in base alla legislazione posta a tutela di altri interessi costituzionalmente rilevanti quali l’ambiente, l’ordine pubblico, la pubblica sicurezza, la salute e la quiete pubblica.
Sarà, ad esempio, quindi possibile, già sulla base della vigente legislazione, per l’autorità amministrativa, nell’esercizio dei propri poteri, ordinare il divieto di vendita di bevande alcoliche in determinati orari, oppure disporre la chiusura degli esercizi commerciali per motivi di ordine pubblico; così come dovranno essere rispettate le norme che vietano emissioni troppo rumorose a presidio della quiete pubblica (avverso le quali è anche prevista dall’art. 659 del codice penale una tutela di carattere penale).
Anche con riferimento alla tutela dei lavoratori, la norma impugnata non consente alcuna deroga rispetto alla legislazione statale, oltre che alla contrattazione collettiva, in materia di lavoro notturno, festivo, di turni di riposo e di ogni altro aspetto che serve ad assicurare protezione e tutela ai lavoratori del settore della distribuzione commerciale.
Per la sede Provinciale dell’associazione dei consumatori è confermata la tesi già sostenuta in un parere scritto depositato lo scorso anno al Comune di Benevento che correttamente ha optato per la liberalizzazione completa. Tutte le altre Ordinanze sindacali limitative delle aperture emesse da molti Comuni anche in provincia di Benevento decadranno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Sentenza.

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