I Primari del San Pio : “Noi costantemente sotto pressione ma le emergenze sono sempre garantite”

I primari dei vari Reparti dell’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa per rispondere alle polemiche che negli ultimi giorni hanno montato una mini protesta, tra politici e funzionari pubblici, e che per cascata, secondo i medici, finiscono per investire la loro professionalità. Invero le rimostranze erano per lo più diretta al Direttore Generale dott.sa Maria Morgante che, ha detto anche del Sindaco Mastella, diserta gli inviti per dare spiegazioni o quanto meno chiarire responsabilità, non sue, e possibili accorgimenti funzionali. E, in linea con quanto sta facendo, neanche questa mattina la dott.ssa Morgante si è presentata in conferenza stampa, preferendo far togliere le castagne dal fuoco ai primari dell’Azienda. Il primo intervento è stato del direttore della Chirurgia d’urgenza e del Dipartimento dell’Emergenza dott. Gennaro Maurizio Buonanno che ha snocciolato un pò di numeri relativi al Pronto Soccorso del San Pio e che ha visto nel corso dell’anno 2025 oltre 43000 accessi con più di 1500 ricoveri ordinari. Questo stato delle cose fa attestare il “boarding” ossia l’attesa da parte del paziente di un posto letto in reparto dopo la decisione di ricovero, mediamente alle 60/70 unità che tra Dicembre e Gennaio, a causa del picco influenzale, ha raggiunto punte eccezionali di 162 pazienti, numeri sicuramente inferiori a quelli delle grandi metropoli ma capaci di stressare una struttura come quella del San Pio. Malgrado ciò tra Natale e Capodanno sono stati eseguiti 8 interventi per frattura del femore in sole 48 ore e 8 endoscopie, di cui 4 d’urgenza, in sole 24 ore. Il dott. Mario Annecchiarico, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale ed Oncologica, ha poi evidenziato che il vero problema è la difficoltà di trovare dei medici disposti a lavorare in Pronto Soccorso e se oggi si riesce comunque a reggere le emergenze lo si deve alla disponibilità dei medici di altri reparti. Questo si ripercuote anche sul Pronto Soccorso di Sant’Agata de’ Goti che, senza personale, non è possibile riaprire h24. La dott.ssa Maria Gabriella Coppola, direttrice della Medicina Interna, ha poi sottolineato come il problema del sovraffollamento non riguarda solo Benevento ma è riconosciuto in campo Nazionale anche dal Ministero e dalle Regioni, ribadito anche nelle Linee Guida del 2025. Il boarding del San Pio è dovuto ad una miscelanea di motivi: da un lato invecchiamento della popolazione, aumento dei pazienti fragili e cronici, accessi impropri al pronto soccorso e riduzione dei posti letto che a livello nazionale dal 2020 al 202 sono stati di circa -30.000 e dall’altro il problema che oltre il 53% degli accessi riguarda codici bianchi e verdi, pazienti che dovrebbero essere gestiti sul territorio ma che ciò non avviene. Per cercare di porre rimedio a questo stato di cose l’azienda ha attivato da circa un anno un ambulatorio dedicato ai codici minori, operativo sette giorni su sette. Bisogna porre l’accento, invece, ha continuato Coppola sul bassissimo tasso di riospedalizzazione dei pazienti nei 30 giorni successivi alla dimissione. Questo è sintomo di una “buona sanità” con un percorso di cura efficace e personalizzato.

Riguardo alle difficoltà di comunicazione con i familiari, è stato ricordato che  le informazioni vengano fornite dalle 13:00 alle 14:00 e dalle 19:00 alle 20:00, semprechè non intervenga qualche codice rosso a impegnare i medici.

Sulla diatriba relativa alla paziente che è stata sulla barella del Pronto Soccorso per diversi giorni, è stato il dott. Antonio Grimaldi del reparto Oncologia, a chiarire che:  “La paziente oncologica è stata trattata a Roma e aveva avuto anni fa anche un problema neurochirurgico. È arrivata qui in Pronto Soccorso e ha ricevuto tutta l’assistenza necessaria. Se poi il figlio della signora vuole denunciare a tutti i costi questo ospedale per averle salvato la vita due volte, è qualcosa che francamente non condivido”.

In prospettiva futura c’è il nuovo Pronto Soccorso che con le sue nuove aree a diversa intensità di cura, spazi dedicati a pazienti psichiatrici, detenuti, pediatrici e fine vita, un’astanteria con letti dedicati e l’installazione di una seconda TAC di ultima generazione e di una seconda diagnostica ecografica direttamente in pronto soccorso, potrà dare un grosso aiuto alla risoluzione del problema o quanto meno a mitigarlo. La consegna delle attrezzature è per il 30 Marzo e l’apertura, probabilmente nel mese di Maggio. Poi un appello ai cittadini: “Il pronto soccorso non va utilizzato per semplici sintomi influenzali, ma per vere emergenze.”

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