Anpi Benevento : “Cento anni fa i fascisti uccisero Giacomo Matteotti”

Che si intitoli quanto prima un luogo centrale della città al martire dell’antifascismo.

Il 10 giugno del 1924, cento anni fa, il rapimento e l’uccisione di Giacomo Matteotti rappresentano il debutto ufficiale del regime fascista in Italia. L’assassinio del deputato socialista, voluto direttamente da Mussolini, fece cadere, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, l’ultimo velo sul gruppo dirigente che stava per dare vita, in Italia, a un regime ventennale, caratterizzato da un potere totalitario, autoritario e liberticida. Giacomo Matteotti è una delle figure più fulgide della nostra storia nazionale. Avvocato, sindaco di Villamarzana, consigliere provinciale di Rovigo, fu esponente di spicco del Partito socialista. Eletto nel 1919 alla Camera dei deputati, promosse, nel 1922, la costituzione del Partito socialista unitario divenendone segretario nazionale. Intransigente antifascista, difensore dei braccianti agricoli poveri, più volte minacciato e aggredito da gruppi fascisti, ostacolato nella professione forense e nell’attività parlamentare, nel 1924, alla Camera dei deputati, pronunciò una durissima e documentata requisitoria sulle violenze fasciste contro i candidati socialisti, comunisti, repubblicani, liberali, progressisti e sui numerosi brogli che avevano caratterizzato le elezioni svoltesi con la legge maggioritaria Acerbo. Su Il popolo d’Italia Mussolini scrisse subito che sarebbe stato necessario “dare una lezione al deputato del Polesine”. L’invito (o l’ordine) non cadde nel vuoto, sicché, il 10 giugno ’24, a Roma, una squadraccia fascista aggredì e rapì Matteotti in Lungotevere Arnaldo da Brescia. Caricato a forza su una macchina, il parlamentare socialista venne ucciso a coltellate dopo ripetute percosse. Le spoglie saranno ritrovate, malamente occultate in un boschetto di Riano Flaminio, solo il successivo mese di agosto. Riconosciuti e processati a Chieti, due anni dopo, i fascisti omicidi confessi, difesi dal braccio destro di Mussolini, il ras cremonese Roberto Farinacci, ebbero miti condanne, uscendo poco dopo di prigione. L’ANPI del Sannio ricorda con commozione la figura di Matteotti, la affida, come esempio mirabile di cittadino e di politico esemplare, alle giovani generazioni e si prepara ad organizzare, entro la fine dell’anno, un convegno di studi, con la partecipazione di storici di grande prestigio, destinato soprattutto alle scuole beneventane. Coglie infine l’occasione del centenario per ricordare al sindaco Mastella e al consiglio comunale che a Matteotti, dal 1992, a Benevento, non è più formalmente dedicata né una strada né una piazza. Per tale motivo, rinnoviamo l’invito alle istituzioni cittadine di provvedere al più presto, dando seguito all’impegno assunto pubblicamente dal Sindaco stesso nel mese di gennaio di quest’anno e assicurando, nel contempo, la massima disponibilità dell’ANPI del Sannio a collaborare in tale direzione.