Pietrelcina. Imu e piano urbanistico comunale: due questioni spinose

Il consigliere di opposizione interroga il primo cittadino con relative proposte.  Cardone: “occorre rimuovere definitivamente tre criticità evidenti che concorrono ancora oggi a dare un messaggio, a mio avviso, sbagliato e contraddittorio di Pietrelcina”.

di Lino Santillo

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Il consigliere di opposizione Andrea Cardone, ritorna sulla questione legata alla problematica dell’Imu e piano urbanistico comunale (Puc). “La querelle delle aree edificabili ed il relativo accertamento ai fini Imu, – dichiara Andrea Cardone – una tempesta paventata finita in un bicchier d’acqua, pur non avendo determinato alcuna sommossa sociale di rilievo, qualche spunto di riflessione lo pone. Molti contribuenti e famiglie, rispetto agli anni passati, desiderano di fatto che alcuni terreni interessati da modifiche “di costruibilità” determinati dai precedenti piani comunali siano riportati nella loro naturale vocazione agricola e non solo. Ciò nella considerazione che in futuro per essi appare molto più difficoltoso rincorrere la sostenibilità finanziaria dell’esborso per tasse sulle proprietà, da un lato, e soprattutto che i segnali economici e gli indicatori di settore non fanno sperare, dall’altro, in possibili investimenti futuri propri e di eventuali terze economie. D’altro canto la generale decrescita sociale-economica del Sud d’ Italia – rimarca Andrea Cardone – investe anche la nostra comunità. Sulla base di questa cruda realtà, appare più coerente e produttivo immettere una politica di recupero del suolo agricolo, che punti alla valorizzazione dei territori e delle loro vocazioni, atteso che proprio di questi ultimi tempi si percepisce una maggiore sensibilità produttiva in campo agricolo, nonché nel connesso turismo naturalistico e paesaggistico che potrebbe trovare, più facilmente punti di intermodalità con il pellegrinaggio religioso nella nostra Comunità”. Sulla base di queste riflessioni, lo stesso Andrea Cardone nella qualità di consigliere comunale (capogruppo di “Oltre in Avanti”) interroga e sollecita il primo cittadino Salvatore Mazzone : “affinchè voglia adottare una nuova stagione riformatrice dell’assetto geo-urbanistico del nostro territorio, avviando la procedura di variazione necessitate del Puc vigente. Nel farlo, sarebbe opportuno cogliere l’occasione per rimuovere definitivamente tre criticità evidenti che concorrono ancora oggi a dare un messaggio, a mio avviso, sbagliato e contraddittorio di Pietrelcina: le opere decorative “da Porta Madunnella a tutta la zona Castello”, la cui rimozione dal sottoscritto è stata evidenziata e proposta fin dal lontano 2018 (come semplice cittadino); le fioriere metalliche in alto che disegnano e fanno pensare ad un paesello delle Dolomiti più che alla specificità di Pietrelcina, come terra di sacra ruralità e di quotidiano vissuto Sannita; un piano parcheggi superato da nuove viabilità e nuove esigenze di vivibilità. Vi è necessità di regolare e redistribuire ancor di più gli equilibri di traffico veicolare con le esigenze della quotidianità tra i pucinari(pietrelcinesi N.d.r.) ed i visitatori-pellegrini”.