Pietrelcina: Al via dopo tre anni la benedizione annuale delle famiglie.

Dopo tre anni, ritorna tale importante tradizione per ogni nucleo familiare.

Fr. Daniele e fr. Carlo: “tutto quello che raccoglieremo come offerte sarà devoluto per l’arredamento della “Casa Padre Pio” (Oratorio).

di Lino Santillo

Al via nel paese natale di padre Pio la benedizione annuale delle famiglie. Dopo diversi ritorna tale importante tradizione ad opera della parrocchia “S. Maria degli Angeli” – Santuario Diocesano “San Pio da Pietrelcina” nelle persone del parroco fr. Daniele Moffa e del Vicario parrocchiale fr. Carlo Maria Laborde. Ovviamente, la benedizione delle case è senza dubbio una tradizione, ma vi è anche uno specifico significato.

Capita spesso di interrogarsi sul significato della benedizione della casa e della famiglia. Il termine “Benedire” ha molti significati e non è possibile pensare a una definizione univoca per racchiudere in un concetto il valore della benedizione. Il termine benedire ha diversi significati. Il primo ad esempio è legato alla parola, bene-dire significa per l’appunto “dire bene”. Pensiamo alle Sacre Scritture, così come accade tra i cristiani, si benedice a Dio, ovvero viene lodato per le sue opere e lo ringraziamo per i suoi benefici.

In questo senso vengono benedetti anche gli uomini, in relazione a Dio, alla beata Vergine e ai santi.

Sempre nelle scritture, troviamo che anche Dio benedice. Ed ecco un secondo significato della benedizione. Quando Dio benedice non lo fa per lodare se stesso o le sue opere, ma diffonde sulle stesse protezione e moltiplicazione. Così troviamo scritto: “Dio li benedisse: Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra” (Gn 1,22).

La benedizione è quindi legata alla trasmissione della vita stessa. Poiché la vita è un dono, la benedizione la moltiplica.

Un terzo significato lo ritroviamo con San Tommaso. Il santo riprese la definizione di San Gregorio Magno, che recita così: “la benedizione di Dio sta a significare il conferimento dei suoi doni e la loro moltiplicazione” (Commento alle Sentenze, libr. 2, dist. 15, 3, 3). Nella Sacra Scrittura la benedizione è simbolo di abbondanza e agiatezza, due concetti che spesso sostituiscono il significato di pace.

Anche nell’Antico Testamento veniva data molta importanza alla benedizione e alla maledizione dei patriarchi. La benedizione veniva impartita da Dio ma poteva essere esercitata anche da parte dei ministri di Dio pronunciando la “parola efficace”.

Prendiamo come riferimento la Bibbia di Gerusalemme, in particolare la benedizione data da Melchisedek, sacerdote del Dio altissimo, ad Abramo. Secondo la Sacra Scrittura “la benedizione è una parola efficace (Gn 9,25) e irrevocabile che, anche quando viene pronunciata da un uomo, trasmette l’effetto che esprime, perché è Dio stesso che benedice per mezzo dell’uomo” (Cfr. nota a Gn 14,19).

L’irrevocabilità è riconosciuta da Isacco nel momento in cui si accorge che Giacobbe gli ha conferito la benedizione al posto di Esaù. La Bibbia di Gerusalemme riporta ancora una volta che: “Le benedizioni (come le maledizioni) una volta pronunciate sono efficaci e irrevocabili”.

Nel Nuovo Testamento invece, Gesù benedice i bambini, diffonde in loro la salute, la protezione e i favori divini. Allo stesso modo Gesù benedice il pane prima di moltiplicarlo. Così come benedice il pane e il vino nell’Ultima Cena prima di consacrarli nel suo corpo e nel suo sangue.

È lo stesso Gesù a comandare ai suoi discepoli di portare pace nelle case, per mezzo della benedizione, e portare così la sua protezione. La chiesa ereditò e moltiplicò usanza in favore di persone e di cose. Ancora oggi infatti le formule di benedizione sono numerose e varie e sono raccolte in un libro speciale chiamato Benedizionale. In passato erano contenute invece nel Rituale Romano. Anche gli oggetti possono essere benedetti: le abitazioni, le macchine, il sale, l’olio e molto altro. Si tratta di un modo per conferire agli oggetti la forza per tenere lontano gli influssi del maligno e trovare la benevolenza di Dio.

Ricordiamo che la benedizione non è un sacramento, ma un sacramentale. Questo significa che non ha un potere immediato, ma dipende dalla grazia e dalla devozione delle persone a cui sono destinati e che li utilizzano.

In genere la benedizione è quasi sempre sostenuta da una preghiera oppure da uno o più segni di croce per ricordare che ogni benedizione ci viene per i meriti della passione e della morte in croce di Gesù Cristo.

Il rito della benedizione delle case.
La benedizione delle case, o la Benedizione delle Famiglie, viene effettuata dal parroco o dai suoi collaboratori che visitano una per una le famiglie del suo territorio e impartisce il rito della benedizione. Si tratta di una tradizione davvero molto antica che viene rispettata ancora oggi dalle parrocchie e dalle comunità cristiane.

La chiesa raccomanda infatti che ogni parrocchia effettui annualmente le benedizioni, seguendo l’esempio di Gesù, che inviava i suoi discepoli a portare nelle case il dono della pace.

La benedizione annuale delle famiglie da parte del parroco è considerata un’occasione preziosa e essenziale per il ministero pastorale. Con l’arrivo del Tempo Pasquale, nelle diocesi romane, inizia il periodo per la benedizione annuale ha origine dal rito stesso della benedizione. In occasione della solenne Vigilia Pasquale le famiglie ricevono l’acqua lustrale benedetta. Nelle diocesi di rito ambrosiano invece, il periodo delle benedizioni è quello natalizio.

Secondo le norme del rito, è importante che la benedizione venga impartita all’interno di una casa abitata, poiché il gesto riguarda propriamente la famiglia e non i locali.

Come viene indicato dal Benedizionale, gli elementi essenziali del rito sono:

Come nasce questa consuetudine pasquale?
Nelle chiese che seguono il rito romano, la tradizione vuole che la benedizione delle case ricada in occasione della Pasqua. Una spiegazione la possiamo trovare nella lettura del brano che riguarda la Pasqua ebraica nel libro dell’Esodo (12,1-14).

Come si racconta nelle scritture, con il sangue dell’agnello immolato per la Pasqua, gli ebrei spalmarono gli stipiti e l’architrave della porta d’ingresso delle loro case. In questo modo il Signore passò oltre le abitazioni ebraiche per impedire all’angelo sterminatore di uccidere i primogeniti maschi. I bambini primogeniti del popolo egiziano invece, che manteneva in schiavitù il popolo ebreo, furono uccisi poichè le porte delle loro case non erano contrassegnate in alcun modo.

Allo stesso modo, accogliendo il sacerdote e la benedizione di Dio, nella Pasqua cristiana ci si prepara alla liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte grazie al sacrificio del vero Agnello. La Pasqua di Cristo, anche grazie all’acqua benedetta nella solenne Veglia del Sabato Santo, entra così nelle nostre case, rinnova la nostra vita come accade nel Battesimo, ci purifica e ci rende nuove creature. Ala luce di tale tradizione e procedure sia il parroco fr. Daniele, come pure il vicario parrocchiale fr. Carlo hanno inviato una lettera ad ogni famiglia pietrelcinese.

“Cari amici, pace e bene.

Vi scriviamo questa lettera per comunicarvi che  già dal  26 febbraio abbiamo iniziato la visita alle famiglie per la consueta benedizione delle case.

Sono quasi tre anni che non compiamo questo gesto a causa della pandemia.

E un gesto sacramentale tanto atteso da tutti, che racchiude un ricco significato spirituale. Ricevere la benedizione è il desiderio di ricevere la carezza di Dio che ci consola, che ci salva, che con l’amore paterno, viene incontro ai figli porgendo loro la mano della provvidenza.

È un gesto forte, che ci libera dal male e dai mali che assediano la nostra vita, dovremmo essere “affamati” di benedizioni, che ci pongono sotto la protezione della Santissima Trinità, della Vergine Maria e dei Santi.

In alcune culture è prassi, quando si incontra il sacerdote, prima ancora di salutarlo, chiedere immediatamente la benedizione.

Anche nella nostra parrocchia, i pellegrini vengono con fede, per ricevere la benedizione per intercessione di San Pio da Pietrelcina.

Alla benedizione corrisponde il segno della croce e l’aspersione con l’acqua benedetta, che “ravvivano in noi il ricordo del nostro battesimo e l’adesione al Cristo Salvatore Quest’anno, – rimarcano fr. Daniele e fr. Carlo – in occasione dell’anno mariano che stiamo vivendo, doneremo alle famiglie che visitiamo una piccola icona della Madonna della Libera, nostra amata Regina e Patrona. Solitamente nella benedizione delle famiglie c’è la condivisione di un gesto di generosità, attraverso una volontaria offerta.

Vi comunichiamo, che tutto quello che raccoglieremo sarà devoluto per l’arredamento della “Casa Padre Pio”, il centro Pastorale della nostra parrocchia (oratorio).

Carissimi, saremo davvero felici di incontrarvi e condividere con voi la benedizione del Signore, anche voi pregate per noi e per la nostra bella e amata parrocchia.

Se ci fossero esigenze particolari in merito all’orario, fatelo presente al parroco.

Buon cammino quaresimale a tutti voi”.

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