Pago Veiano: al via i festeggiamenti in onore di San Gennaro, Vescovo e Martire. Vedi Programma

Presente l’arcivescovo metropolìta di Benevento mons. Felice Accrocca. Nella serata del 19 settembre alle 22,30 attesa per lo spettacolo  di Paolo Caiazzo.

di Lino Santillo

Nella splendida località di Taverna Rocca in comune di Pago Veiano, due giorni  dedicati ai festeggiamenti in onore di San Gennaro Vescovo e Martire.

L’apposito comitato festa presieduto da Nicola De Ieso e la parrocchia di “San Gennaro  vescovo e martire” con il parroco don Gaetano Collarile si sono impegnati nello stilare un ricco  e variegato programma religioso e civile.

Lo scorso 10 settembre l’inizio della novena dedicata proprio  a San Gennaro.

Il 19 settembre, sono previste diverse sante messe. Alle ore 11, solenne concelebrazione eucaristica presieduta da sua eccellenza mons. Felice Accrocca, arcivescovo metropolìta di Benevento.

A seguire, alle ore 12 solenne processione del simulacro di San Gennaro per le strade della contrada “Taverna Rocca”, accompagnata dalla banda musicale “Città di Pietrelcina” diretta dal M° Vinicio Fierro.

In serata alle ore 19 è prevista un’altra santa messa. Per quanto attiene il programma civile, il 18 settembre vi è stato un intrattenimento musicale. Per il 19 settembre alle ore 21  la presenza del noto gruppo “I figli delle Stelle”.

A seguire, alle 22,30 attesa per la presenza di Paolo Caiazzo. I festeggiamenti termineranno con lo spettacolo di fuochi pirotecnici della ditta Antonio Caruso. Per la mattinata del 19 settembre in programma con inizio alle ore 8 la tradizionale fiera mercato.

Intanto, per quanto attiene la storia del sangue di San Gennaro, il Comitato festa ha inteso portare all’attenzione dei fedeli, uno scritto di Eugenio D’Acuti.

“La prima seria testimonianza riguardante la liquefazione del sangue di San Gennaro – come riferisce Eugenio D’Acuti – si ha il 17 Agosto 1389. Non vi sono altre diarie a certificarne date e luoghi. Il prete Uranio scrive una lettera ad un certo Pacato verso l’anno 432, quando cioè le ossa di San Gennaro, trasportate a Napoli passando per Antignano, da poco tempo erano state collocate nella sua catacomba.

Nella lettera si parla della morte di San Paolino di Nola. Vi si aggiunge che il Santo, prima di morire, ebbe la visione di San Gennaro e di San Martino. Non vi si accenna alla liquefazione del sangue.

Alla stessa non vi sono chiari riferimenti nelle due pitture raffiguranti San Gennaro del V e VI secolo presenti nella catacomba. Nella seconda metà del VII secolo vengono coniate delle monete raffiguranti San Gennaro ma senza le famose ampolline.

E nessun accenno a questo miracolo si trova nel Martirologio Geronimiano (V sec.), nel Calendario Cartaginese (VI sec.), nell’Evangeliario di Lindisfarne (Vili sec.) e nel Calendario Marmoreo (IX sec.).

Non ne parla il cronografo Giovanni Diacono, nè vi si trovano fatti in merito negli Atti Bolognesi (1180). In altri avvenimenti riguardanti San Gennaro (dalla costruzione del Duomo di Napoli, a trasferimenti o doni, i racconti delle cronache di Partenope del 1382) non si accenna al portentoso miracolo. Altre legende parlano del prodigioso evento del “Sangue sciolto” in tempi molto antichi, spesso collocando tempi, luoghi e persone in contrasto con le documentazioni storiche”.

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