Pietrelcina 7 settembre: 113° anniversario delle prime stimmate di San Pio. Ecco le celebrazioni

Un’intera giornata dedicata alle celebrazioni eucaristiche con la presenza di fr. Guglielmo Alimonti e fr. Aldo Broccato.

Alle 16,30 inizio del pellegrinaggio a piedi per via del Rosario

di Lino Santillo

La comunità religiosa dei frati cappuccini, l’intero popolo di Pietrelcina, come pure tutti i  fedeli e devoti di Padre Pio commemorano  il 113° anniversario delle prime Stimmate di San Pio da Pietrelcina da quel lontano 7 settembre 1910. Un’intera giornata dedicata alle celebrazioni eucaristiche  e al grande evento “delle stimmate invisibili” a Piana Romana. Per la giornata del 7 settembre, sempre nella Chiesa “Padre Pio Santo” alle 11,30 santa messa presieduta dal padre Guglielmo Alimonti, coordinatore dei gruppi di preghiera per l’Abruzzo e il Molise, cittadino onorario di Pietrelcina – discepolo di Padre Pio. Alle 14,30 adorazione eucaristica.

Nel pomeriggio  presso la chiesa parrocchiale di “Santa Maria degli Angeli” alle 16,30 inizio pellegrinaggio a piedi per la via del Rosario. Alle 18,00 nella Chiesa “Padre Pio Santo” la recita del santo rosario. Alle 18,30 solenne celebrazione eucaristica presieduta da fr. Aldo Broccato, Vicario provinciale, rettore del santuario di Santa Maria delle Grazie e di Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. A seguire, concerto “Ensemble Estro Armonico”, con musiche di Bach, Vivaldi, Caccini, Pachelbel.

I frati cappuccini, fanno sapere che è disponibile una navetta del tutto “gratuita” per tutti i pellegrini, alle ore 17,45 e alle ore 18,15. Con partenza dal Convento – piazza Santissima Annunziata – Piana Romana e ritorno.

“…Ieri sera mi è successo una cosa che io non so né spiegare né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi un anno che vi sta ripetendo…”. Questa è la confessione che Padre Pio fa sull’apparizione delle prime stimmate che compaiono sul corpo il 7 settembre del 1910. Era l’inizio – dichiara Nina Serago – di un fenomeno che fra Pio confessa in una lettera dell’8 settembre 1911 al padre spirituale padre Benedetto da San Marco in Lamis.

Fra Pio si trovava a Pietrelcina dal 1909 a causa della sua salute e in attesa di ricevere notizie per essere ordinato sacerdote, cosa che accadrà il 10 agosto del 1910. Durante i caldi pomeriggi estivi, fra Pio, amava trascorrere lunghe ore immerso nella preghiera e nello studio all’ombra di un grande olmo. Ai piedi di quest’albero, gli zii e i cugini gli costruirono una capanna di paglia per offrirgli un riparo dalla calura. In questo angolo di pace, le sue preghiere ed i suoi momenti di raccoglimento venivano disturbati dal “maligno” che, gli appariva con le sembianze di un grosso serpente oppure di un enorme gatto. Proprio sotto quest’olmo fra Pio riceve le prime manifestazioni divine. Le ferite mistiche, i primi segni della passione di Cristo compaiono per la prima volta il 7 settembre del 1910. Quel giorno il suo rientro a casa per la cena si fece attendere di molte ore. La madre aveva già preparato la tavola per la cena e, Padre Pio contrariamente al suo solito, non arrivava. Quando arrivò a casa scuoteva le mani come se bruciassero. “Ecchè – disse la madre – suoni la chitarra?” Padre Pio non rispose nulla e tenne per sè ciò che poi confessò nella lettera dell’8 settembre per la prima volta a padre Benedetto. In occasione della sua ordinazione sacerdotale aveva fatto scrivere sull’immaginetta – ricordo : “… Con te io sia per il mondo via, verità, vita… Per te sacerdote santo…vittima perfetta”. Il Signore accettò l’offerta di questo sacerdote che volle essere testimonianza del Cristo vivente non solo attraverso la parola ma soprattutto con la sua vita. La risposta del Signore fu suggellata dalle piaghe che gli furono impresse il 7 settembre a Piana Romana”.

La comunità di Pietrelcina si è preparata  a celebrare il 113° anniversario delle prime stimmate di San Pio con un appuntamento teologico- culturale fortemente voluto dal Guardiano del Convento dei frati cappuccini fr. Fortunato Grottola. Dal 4 al 6 settembre il tradizionale convegno giunto alla sesta edizione dal titolo : “Dialoghi sotto l’Olmo”. Il progetto di Dio approvato dall’uomo “Francesco Forgione”. Nel corso delle tre serate del convegno hanno relazionato fr. Fortunato Grottola (Padre Pio mistico  e maestro di spiritualità in Raffaelina Cerase); Fr.Luigi Lavecchia (esperienze mistiche e libertà: analisi della scelta vocazionale di Padre Pio); infine, nella serata del 6 settembre, Sua eccellenza mons. Felice Accrocca, arcivescovo metropolìta di Benevento (il progetto di Dio sull’uomo). Le tre serate di riflessioni e dibattiti a Piana Romana, all’interno della Chiesa “Padre Pio Santo” sono servite per capire quello che è avvenuto in Padre Pio prima della sua stimmatizzazione e come il Signore l’ha preparato a questo evento mediante un disegno ben preciso a cui lo stesso Padre Pio s’è sottomesso senza risparmiarsi. Le fasi di questo percorso sono state l’identificazione di Padre Pio con Cristo Crocifisso espressa con il suo amore alla Croce e la sua offerta di vittima diventando così collaboratore della stessa missione di Cristo. In queste condizioni avviene la stimmatizzazione invisibile, seguita dal singolare fenomeno della trasverberazione per passare poi alla stimmatizzazione vera e propria, quella visibile e permanente che si verificò nel coro della chiesetta di Santa Maria delle Grazie il 20 settembre del 1918. In fra Pio, fin da bambino si nota uno sforzo continuo, fiducioso, umile per giungere alla perfetta imitazione di Cristo. Diventa la ragione della sua vita. Imitare Cristo, però, vuol dire principalmente immedesimarsi e conformarsi in quello che costituisce l’aspetto più importante della sua vita: il mistero della Croce. L’epistolario è ricco di espressioni che manifestano questo amore. Dietro questo amore alla croce c’è la sua incondizionata offerta di vittima al Signore. La giornata del 7 settembre si conclude proprio  a Piana Romana. In effetti, per giungere a Piana Romana, fra Pio ogni giorno percorreva questa stradina di campagna che oggi noi chiamiamo del Rosario. Durante questo momento di preghiera vogliamo immaginare il passo faticoso di Padre Pio, quella preghiera silenziosa nella solitudine e nello sforzo proprio a causa delle sue condizioni fisiche. Attraverso la recita del Santo Rosario vogliamo contemplare il mistero della gioia rivissuto da Padre Pio nella contemplazione di Cristo che si fa uomo per noi, di Maria che dà la luce suo Figlio e lo offre al mondo. Vogliamo poi contemplare il mistero del dolore. Camminando lungo questa strada è giusto che ricordiamo le sue piaghe, le sue lacrime, il suo sangue e il suo amore. Padre Pio assieme alla Vergine Maria, percorre il tratto del dolore e poi si avvicina ai Misteri della gloria e ai Misteri della luce. Padre Pio si è fatto “uno con Cristo nella Croce”. La sapienza del Vangelo è proprio questo: trovare Cristo e divenire una cosa sola con lui, nell’accettare la croce come segno di comunione con Gesù per la propria salvezza e per la salvezza del mondo.
Il 113° anniversario delle prime stimmate di San Pio ci invita ancora una volta a ricordarci che ogni cristiano è chiamato a vivere il proprio cristianesimo con le mani giunte, gli occhi rivolti a Cristo, per non perdersi e per non perdere quell’amore che Dio continua ancora oggi a seminare nel mondo. Padre Pio si trova lungo la via che porta a Maria e da Maria a Gesù Cristo.

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