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Bersani: L’Italia non può fare a meno del Mezzogiorno

30/10/2012
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Dissi a Maroni sei un terrone rispetto ai Finlandesi. Non voleva crederci. Ora dopo il niet degli scandinavi deve crederci per forza.

Tanta gente ad aspettare  Pierluigi Bersani questa sera al Teatro Massimo di Benevento. Tanta l’attesa in un momento particolare della vita politico-economica italiana con la crisi che sta attanagliando tutti i settori e senza l’ombra, al momento,  di una via d’uscita.  Qualche timida protesta, non indirizzata verso l’esponente politico, ma verso il Governo nella persona del Ministro Profumo, gli insegnanti, qualche altra protesta, molto più timida, quella dei pensionati e tanta voglia di capire dove il segretario nazionale del Partito può portare la nazione.

E’ stato il segretario dei Giovani Democratici Iavarone a rompere il ghiaccio della serata leggendo i messaggi inviati dagli onorevoli Costantino Boffa e Mario Pepe che si scusavano con Bersani per non essere presenti ma motivi parlamentari (voto di fiducia) li avevano trattenuti in quel di Roma.

Un breve saluto è stato portato anche dal segretario provinciale Erasmo Mortaruolo che ha ringraziato per la presenza anche le delegazioni del Partito Socialista Italiano e di Sel prima di dare la parola all’ospite illustre della serata.

Un Bersani vivace, sicuro, padrone della scena quello che si è presentato sul palco, inquadrando le problematiche a 360 gradi, rivendicando origini radicate,  illustrando infine il proprio programma.

Sulle motivazioni delle primarie il leader del Pd si è espresso in maniera favorevole in quanto uno dei motivi alla base delle stesse è la rottura del muro che si è eretto tra i cittadini, la politica e le istituzioni. Occorre, per Bersani, una politica aperta che incontri i cittadini.

Dicevamo una conversazione di circa un ora durante la quale si sono toccati vari temi ad iniziare da quello della scuola, perchè l’istruzione è una cosa importante. I tagli previsti non permettono che si sviluppi un modello di scuola adeguato che recuperi la sua centralità rivalutando il ruolo degli insegnanti, cosa che il concorso bandito dal Ministro Profumo di sicuro non realizza. E qui ci è stato lo scroscio di applausi degli insegnanti precari presenti in sala.

Ma non solo il mondo della scuola sotto la lente di Bersani, ma tutto il mondo del lavoro perchè occorre rilanciare la media e piccola impresa, il settore edile e tutto l’indotto perchè solo tassando e non rimettendo in moto la produzione l’Italia non può risollevarsi. E, a detta del segretario nazionale del Pd, non può bastare che Berlusconi affermi che scenderà in campo per risolvere i problemi, dove tra l’altro ormai non esiste neanche più il campo. Quello che fa il cavaliere è definito da Bersani solo un populismo pericoloso dimenticando che è stato lui al Governo per tanto tempo.

Anche il Mezzogiorno nel mirino di Bersani perchè senza il Mezzogiorno non ci può essere sviluppo in Italia. L’Italia non può fare a meno del Mezzogiorno come l’Europa non può fare a meno dell’Italia. Quello che è successo in Grecia non  poteva accadere qui. L’Italia è troppo importante per l’Europa. E’ come un maglione. Se si tira il filo Italia si sfila tutto.

Nell’escursus programmatico spazio importante anche alle donne ed al tema della legalità, che devono avere una attenzione particolare ed essere al centro della programmazione.
Bersani ha affermato che occorre riformare la legge elettorale ma farla in maniera seria, perche recuperi alla politica i cittadini che invece sono sopraffatti dalla sfiducia come hanno dimostrato le elezioni di domenica in Sicilia dove oltre il 50% della popolazione si è astenuta e dove il Movimento 5 stelle è cresciuto proprio sull’onda della protesta. Ha anche invitato Bersani a vedere su internet le regole date proprio da Grillo per le prossime elezioni dove per essere candidato nel movimento 5 stelle si deve essere stato obbligatoriamente un candidato non eletto ad altre elezioni. Cosa, commentata da Bersani, su stile staliniano.

Per governare, a concluso il leader del Pd, occorrono spalle forti, non sarà facile e toccherà a noi farlo.

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