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Solidarietà dall’Associazione Fuori dal Coro a Giuseppe De Lorenzo. I soci hanno scritto al Procuratore della Procura di Napoli

21/10/2012
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I soci fondatori dell’Associazione per la legalità “Fuori dal coro”, nell’apprendere dell’ennessimo attacco nei confronti del proprio Presidente, Giuseppe De Lorenzo, nell’esprimere a questi la più viva solidarietà, hanno indirizzato al Procuratore Francesco Curcio della Procura di Napoli una lettera aperta .

Questo il testo inviato al Procuratore:Illustre Procuratore Curcio, ricorrendo oggi il terzo anniversario dell’annientamento giudiziario che interessò l’Asl beneventana, ci rivolgiamo a lei con l’intento, a distanza del tempo trascorso, di fare un’analisi, schietta e sincera, dei risultati concretamente raggiunti a seguito dell’inchiesta portata avanti dalla Procura della Repubblica di Napoli con l’ausilio dell’opera meritoria del nucleo investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Caserta.

In questa occasione, sicuri interpreti della riconoscenza mai sopita di Giuseppe De Lorenzo, potremmo dire tante cose, ma ci limiteremo ad elencarne solo alcune. In quei mesi terribili di tre anni fa furono in pochi a soffrire con il nostro Presidente, unitamente ai colleghi medici di quest’ultimo, una sparuta minoranza, che gli furono vicini. Quel lungo calvario, conclusosi appunto il 21 ottobre 2009, ha inciso, irrimediabilmente, sulla vita di Giuseppe De Lorenzo e su quella dei suoi familiari.

Ancora oggi, si rivive il massacro delle verità che ogni giorno dovevano essere ascoltate nel momento in cui, con cadenza certosina, venivano intessute colpe non commesse al solo scopo di colpire il personaggio scomodo che, voce solitaria, si era posto di traverso contro i guasti della sanità politizzata sino all’inverosimile.

Con il suo aiuto prezioso, con quello dell’ex Procuratore Capo, Giovandomenico Lepore, e dei Carabinieri di Caserta, è vero, in ultimo, Giuseppe De lorenzo, ha vinto la guerra, ha dimostrato di saper fronteggiare da solo nemici invincibili ed armati sino ai denti, ma, è lecito chiedersi se quella lotta sia servita a qualcosa. E’ una domanda, quest’ultima, alla quale è difficile offrire una risposta. L’unica vittoria certa è stata quella che i detrattori non hanno raggiunto lo scopo prefissato di licenziare dal posto di lavoro il loro avversario. Poi, tutto è rimasto come prima.

Il processo che si sta tenendo a Napoli durerà, come sempre, lunghi anni per, in ultimo, finire, anche considerando la quantità degli accusati, nella prescrizione. Alcuno degli autori di primo piano del tentato annientamento ha, ad oggi, pagato per il proprio comportamento. Gli attori delle intercettazioni e gli esecutori di quelle pilotate votazioni sono rimasti al proprio posto, imperterriti. Nessuno si è preoccupato di dare loro una diversa destinazione. Addirittura, dopo le nomine dei nuovi manager, politiche come prima e più di prima, spadroneggiano, quasi che l’Asl sia un feudo di loro proprietà.

Il nuovo Direttore Generale, Michele Rossi, che ha preso il posto di De Stefano, da lei esiliato, a qualcuno di questi ha favorito la carriera con nuovi incarichi. Che tristezza! Eppure, ci creda, proprio De Lorenzo aveva plaudito, non da tutti compreso e da molti contestato, alla nomina del nuovo Direttore Generale, invece quest’ultimo non ha avuto neanche l’avvedutezza di leggere almeno i testi di quelle intercettazioni che, ancora oggi, non possono far parte di una società civile. Niente! Tranne queste premiazioni, perchè di premiazioni si tratta, l’Asl è precipitata nell’inerzia più totale. La sfiducia alberga nella stragrande maggioranza dei dipendenti. Si tira a campare pensando solo a contenere le spese.

Sembrerebbe che addirittura vi siano reciproche denunce da parte di alcuni vertici. Il che è gravissimo. Ed ora si è dato inizio, per festeggiare degnamente l’anniversario, di tentare, ancora una volta, di infilzare De Lorenzo. Stessi attori, stessi personaggi, stesso campo di battaglia. Ma dei particolari sarà lo stesso De Lorenzo, a quanto è dato sapere, a rendere informata la pubblica opinione convinto che questa volta sia la Procura della sua città a difendere le sue giuste rivendicazioni.

E’ stato solo messo da parte, si fa per dire, il regista di quelle intercettazioni. Solo perchè lo ha deciso la politica. Eppure, fra tanti difetti, il regista, definiamolo così, aveva ed ha un merito: quello di essere fors’anche il solo a conoscere a fondo il dettato legislativo in materia sanitaria. Ma tant’è!

Allora, ci chiediamo se la lotta di De Lorenzo e le sue sofferenze siano, in ultimo, servite, veramente, a qualcosa. Allora, ci chiediamo se la sua opera di magistrato superiore abbia avuto un riscontro concreto. Allora, ci chiediamo se quei mesi di indagini da parte dei Carabiniei, che onorano la divisa che indossano, abbiano sortito qualche effetto.

Illustre Procuratore, il nostro è un semplice sfogo, quello di cittadini onesti che credono nella giustizia. Non auspichiamo, è ovvio, un suo intervento, allo stato, tra l’altro, legalmente impossibile, ma non abbiamo saputo perdonarci l’eventuale silenzio. Da parte nostra, malgrado tutto, continueremo a lottare e De Lorenzo darà ancora voce a quelli che parlare non possono. Sono tanti, forse, troppi. Perseguirà la strada di sempre. Anche per loro.

Soci fondatori Associazione Fuori dal coro”.

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