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Azienda San Pio, Io X Benevento: “mortificata da una gestione sanitaria che merita approfondimenti”

30/09/2022
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“Per evitare strumentalizzazioni o accuse ridicole e prive di fondamento, l’Associazione IO X Benevento ha sempre supportato le denunce con riscontri documentali inconfutabili. Oltre alle tante denunce che l’utenza ha direttamente prodotto per fatti di cronaca importanti, più volte il sodalizio, ha studiato e denunciato irregolarità che palesemente mettono in evidenza le modalità che caratterizzano la gestione sanitaria dell’AORN S. Pio, chiedendo agli Organi competenti di verificare e  accertare eventuali responsabilità.

Se oggi si riscontrano una serie di criticità che incidono in maniera determinante sulle prestazioni sanitarie che interessano l’utenza, allora è legittimo formulare delle domande. La prima che dovrebbe nascere spontanea probabilmente dovrebbe riguardare l’operato della Direzione Strategica: chi ha valutato il Direttore Generale Dott. Mario Ferrante? Perché è stato confermato il Direttore Sanitario Dott. Giovanni Di Santo? Alcuni degli elementi che emergono da uno studio che l’associazione ha condotto con degli esperti e che potrebbero rispondere alle domande, dovrebbero far riflettere e potrebbero far comprendere bene molte dinamiche di governo sanitario.

“II Consiglio dei Sanitari, costituito con provvedimento del Direttore Generale, è un organismo elettivo dell’Azienda con funzioni di consulenza tecnico-sanitaria. Esso fornisce parere obbligatorio al Direttore Generale per le attività tecnico-sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo e per gli investimenti ad essa attinenti ( quindi pensiamo ai tanti investimenti fatti). Esprime, altresì, pareri sulle attività di assistenza sanitaria. I pareri del Consiglio dei Sanitari s’intendono come favorevoli  se non formulati entro dieci giorni dalla richiesta; in casi urgenti e motivati i pareri vanno formulati entro i più brevi termini indicati nella richiesta. Le modalità di funzionamento del Consiglio dei Sanitari sono previste da un apposito regolamento. Il Consiglio dei Sanitari è presieduto dal Direttore Sanitario.” (da Atto Aziendale in vigore). Il Consiglio dei sanitari è stato costituito con delibera n.388 del 14/06/2018, l’incarico è per tre anni, ed è quindi scaduto in data il 13/06/2021 (15 mesi fa). Il Dott. Di Santo è il Presidente del Consiglio dei sanitari che è scaduto da un anno e mezzo e non è stato più ricostituito. In questo anno e mezzo a chi sono stati chiesti e chi ha espresso i PARERI OBBLIGATORI? Tutti gli atti posti in essere sulle attività tecnico-sanitarie e di assistenza sanitaria sono nulli in quanto non sono stati chiesti i PARERI OBBLIGATORI?

Come mai chi doveva vigilare e valutare non abbia prestato attenzione in un anno e mezzo che gli atti organizzativi e quelli dei tanti investimenti non erano supportati dai pareri obbligatori?

Abbiamo approfondito il tema del “Comitato di Dipartimento: definisce le linee di indirizzo clinico ed organizzativo del Dipartimento; definisce linee guida utili per un più corretto indirizzo diagnostico-terapeutico; elabora la proposta di obiettivi gestionali ed assistenziali del Dipartimento; adotta modelli per la verifica e la valutazione di qualitàdell’assistenza erogata; propone l’istituzione di gruppi operativi interdipartimentali; propone piani di aggiornamento e riqualificazione del personale; individua la rosa di candidati a direttore di Dipartimento da proporre al Direttore Generale. Esso si riunisce, previa convocazione formale del Direttore di Dipartimento almeno una volta ogni due mesi per la verifica periodica degli obiettivi e per individuare eventuali correttivi ed interventi idonei ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse, nonché ogni qualvolta debba esprimersi su: la gestione ed utilizzazione, in modo coordinato ed integrato, delle risorse attribuite (umane, finanziarie e tecnologiche) per il perseguimento degli obiettivi; la definizione degli obiettivi del Dipartimento che verranno negoziati dal Direttore dello stesso con la Direzione Strategica; la verifica della corrispondenza dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi concordati; le modalità organizzative del Dipartimento nell’ambito clinico (percorsi assistenziali, presa in carico, appropriatezza, ecc.).” (da Atto Aziendale in vigore).  Il 17 dicembre 2018 sono stati proclamati gli eletti e dopo tre anni è scaduto l’incarico il 16 dicembre 2021.  Dopo dieci mesi ancora non vengono indette le elezioni. Alcuni Dipartimenti sono privi dei comitati ma hanno i Direttori di Dipartimento. La Direzione Strategica composta dal dott. Di Santo e dal dott. Ferrante, ha proceduto a nominare, poi a sospendere in autotutela e poi a rinominare, a poco più di sei mesi dalla scadenza i nuovi Direttori di dipartimento, illegittimi in quanto alcuni ricoprono tale incarico da oltre tredici anni mentre non potevano essere nominati per più di due mandati (totale sei anni). I direttori di Dipartimento vengono comunque pagati probabilmente procurando un danno erariale. Come mai sono sfuggiti anche questi elementi a chi doveva valutare Di Santo e Ferrante e nonostante ciò sono stati comunque confermati? Il Collegio Sindacale nominato dai Ministero di Economia e Finanza e dal Ministero Salute oltre quello nominato dal Governatore De Luca come mai non hanno verificato e tenuto in considerazione questi elementi? I direttori di Dipartimento, senza comitato, sono componenti del collegio di direzione Organo dell’Azienda, com’è possibile che non si siano accorti in dieci mesi che il comitato e quindi i direttori non hanno potuto svolgere i propri compiti? In questo anno chi ha svolto tali funzioni ? Dovremmo chiederlo a DI SANTO e FERRANTE? Chi risponderà delle indennità che hanno percepito i Capi Dipartimenti illegittimi in quanto non avevano requisiti per poter essere ancora rinominati?

Poi, altra anomalia è stata riscontrata per ciò che riguarda i concorsi. Infatti, in tutti i concorsi per primari è stato nominato membro della commissione di concorso il dott. Giovanni Di Santo nonostante fosse un un iscritto del sindacato ANPO (dichiarato dallo stesso Dott. Di Santo nel curriculum presente sul sito aziendale), studiando ci siamo accorti che l’ dall’art. 35 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, vieta a coloro che ricoprono incarichi sindacali di far parte delle commissioni concorsuali, poi, questa norma è stata superata  dalla sentenza 23 ottobre 2007, n. 5572 della V sezione del Consiglio di Stato. Il tema è che il Direttore Sanitario Di Santo, da una parte sul CV pubblicato sul sito aziendale, dichiara di appartenere al sindacato ANPO mentre nel verbale n.1 del 23 febbraio 2022, dichiara di non essere rappresentante sindacale e dunque idoneo per essere nominato membro della commissione valutatrice per il concorso di UOC di ortopedia. Il dirigente dell’Area Risorse Umane ha controllato le Autocertificazioni ed in particolar modo la dichiarazione del dott. Di Santo ove conferma di non essere membro di un sindacato? Il Collegio Sindacale nominato dal Ministero di Economia e Finanza e dal Ministero della Salute oltre quello nominato dal Governatore De Luca ha verificato questo elemento?

Il concorso del primario di Ortopedia ha generato molte proteste e dai verbali pubblici del Concorso di Direttore di Struttura Complessa di Ortopedia, pubblicati sul sito aziendale, è facile verificare che in prima battuta la commissione propone pubblicamente due domande, sempre le stesse, a tutti i concorrenti. La valutazione della prova orale ha generato un voto ed un giudizio sintetico. Ebbene, risulta che il più bravo con il punteggio di 51 viene giudicato buono, quello che raggiunge al colloquio un punteggio di 49 viene giudicato discreto ma quello che è stato il peggiore al colloquio 48 viene giudicato ottimo. Il verbale n. 2 del 23 febbraio 2022 è pubblico, il dott. Giovanni Di Santo, sindacalista ANPO, è tra i firmatari.

Alla luce di quanto emerso, e che si trasmette anche alla Procura della Repubblica per accertare anche probabili condotte di rilievo penale e alla Corte dei Conti per chiedere di approfondire in merito alle indennità percepite dai capi dipartimento illegittimi, per evitare qualsiasi tipo di dubbio, l’associazione allega anche tutti gli atti che documentano inconfutabilmente quanto sostiene. Pertanto, si invitano anche i diretti interessati coinvolti e penalizzati dagli atti prodotti negli ultimi anni, a provvedere contestando quanto da loro subito prima presso il TAR e poi presso la Procura.

Ovviamente poiché risulta davvero difficile comprendere come siano state sottovalutate le prove concorsuali, chiederemo al Consigliere regionale Gino Abbate di farsi portavoce e di chiedere un’audizione in Regione presso la Commissione Sanità anche per capire meglio il criterio di valutazione che ha determinato la riconferma del dott. Di Santo a Benevento e del dott. Ferrante all’ASL di Avellino.

Considerando le problematiche che ricadono sull’utenza e di ciò che sta venendo alla luce, sarà anche legittimo chiedere le dimissioni del dott. Di Santo ma riteniamo più appropriato un intervento delle Autorità competenti. Altresì, chiediamo al Direttore Generale Morgante che pare stia effettuando una ricognizione generale, di prendere una netta posizione a riguardo verificando quanto emerge dalla sua verifica e quanto da noi sostenuto.

La richiesta di una accurata perizia tecnica in merito alla gestione sanitaria degli ultimi cinque anni, trova incidenza per quanto oggi parzialmente segnalato e documentato ma che ovviamente rimane solo una goccia nel mare che ricade sulle prestazioni sanitarie erogate dal nosocomio a servizio dei cittadini”.

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