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Contratto di Lago, Maglione: «No a personalismi, sì alle associazioni agricole».

Accolgo con piacere il dibattito che si è aperto a seguito della mia riflessione sul costituendo contratto di lago che definirà le strategie per l’utilizzo della diga di Campolattaro.

Un dibattito che denota la volontà di partecipare e non di subire le scelte e mi fa piacere essere riuscito a dare voce a chi, erroneamente, non viene ascoltato. Tutti convengono su una partecipazione ampia e diffusa ma è anche necessario che l’organismo debba conservare comunque una operatività. Sicuramente, ribadisco, che la presenza del sindaco di Benevento non è necessaria visto che il Sannio è ben rappresentato dalla Provincia, a meno che non si voglia assecondare una mera volontà di presenzialismo fine a se stessa. Condivido invece che al tavolo debbano farne parte gli amministratori dei territori su cui ricade l’estensione dell’invaso, come i sindaci di Morcone e Campolattaro. È necessario, però, visto anche gli utilizzi irrigui che nella futura regia del contratto di lago siedano i rappresentanti delle principali associazioni del mondo agricolo. Nello specifico mi riferisco a Cia, Coldiretti e Confagricoltura. Ritengo giusto che sia la Regione a ricoprire il ruolo di Ente attuatore, perché è dalla stessa che proviene più della metà delle risorse, e apprezzo lo sforzo, ancora verbale, di trovare risorse aggiuntive per realizzare le infrastrutture irrigue secondarie. Così come è giusto che il commissario governativo abbia solo il ruolo di verificare il cronoprogramma. Ritengo altresì importante che la Regione debba ascoltare anche le riflessioni di chi a Roma ha determinato la definizione del PNRR e quindi le risorse aggiuntive utili a realizzare l’intervento di cui si discute. Di conseguenza un confronto politico su questo aspetto è necessario e in tal senso mi attiverò.