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Bonus e Superbonus Edilizi: Sandra Lonardo presenta mozione in Senato affinchè vengano riviste le decizioni assunte dal Governo

09/02/2022
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Sandra Lonardo 

“Ho depositato, in Senato, una mozione, sottoscritta dai colleghi senatori Gaetano Quagliariello, Paolo Romani, Sandro Biasotti, Massimo Berutti, Andrea Causin, Raffaele Fantetti, Marinella Pacifico e Silvana Abate, per impegnare il Governo a porre in essere ogni iniziativa utile, volta a impedire che il giusto e doveroso contrasto alle illegalità, nell’ambito dei cosiddetti bonus e superbonus edilizi, non si traduca in una paralisi di un settore trainante per la ripresa produttiva e occupazionale e in un ingiusto danno per i fruitori e per le aziende che hanno già compiuto programmazioni e investimenti ostacolati da un cambio delle regole in corsa.

Ecco perché ho chiesto che vengano riviste, a tal fine, le decisioni assunte – o quantomeno differendone per i contratti già in essere l’efficacia per un tempo congruo, stimabile in un sette mesi – e sostenute proposte avanzate nella medesima direzione in ambito Parlamentare”.

Lo dichiara la Sen. della componente IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI-NOI DI CENTRO (Noi Campani) del gruppo Misto, Sandra Lonardo.

Di seguito la Mozione presentata in  Senato:
Premesso che:
I cosiddetti bonus e superbonus edilizi hanno svolto e svolgono tuttora un ruolo importante nella ripresa economica delineata per il post-pandemia, configurandosi quale volano in grado di attivare importanti filiere produttive e occupazionali. Stime di settore parlano di una incidenza del 15,2% di crescita del Pil tra gennaio e settembre 2021 nel comparto delle costruzioni;
Componente rilevante del successo delle suddette agevolazioni in termini di numero di fruitori e di volumi economici movimentati è stata la possibilità di optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, in luogo della detrazione fiscale, per le spese sostenute per gli interventi coperti dai superbonus. Tale facoltà ha infatti consentito l’accesso alle misure anche ai soggetti privi, al momento dell’avvio dei lavori, di disponibilità economica o capienza nel reddito tassabile;
La legge di bilancio 2022 ha previsto la proroga delle diverse scadenze collegate ai vari bonus e superbonus edilizi, confermando lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta come opzioni alternative alle detrazioni.
Considerato che:
Per fronteggiare fenomeni di frodi e abusi perpetrati da imprese e general contractor di dubbia etica, denunciati dalla Agenzia delle Entrate, il cosiddetto decreto Sostegni Ter ha imposto drastiche limitazioni, prevedendo che la cessione del credito per i bonus edilizi possa avvenire una sola volta, senza possibilità di replica da parte degli operatori tecnici coinvolti nel complesso procedimento. Analoga decisione è stata assunta per quanto riguarda lo sconto in fattura.
Rilevato che:
E’ certamente condivisa e condivisibile l’esigenza di contrastare frodi e abusi nell’utilizzo di questi strumenti di agevolazione fiscale e rilancio economico e occupazionale;
Se perpetrata con misure improvvise e generalizzate, impattante addirittura su contratti già in essere, l’iniziativa di contrasto all’illegalità rischia tuttavia di paralizzare ogni attività lecita, non solo vanificando le potenzialità delle agevolazioni in termini di indotto economico, ma causando grave nocumento in ragione di investimenti già effettuati nonché sperequazioni sociali nell’accesso ai bonus edilizi.
Osservato che:
Le nuove limitazioni si aggiungono a un quadro di complicazioni burocratiche, di rincaro dei prezzi e di difficoltà nel reperimento delle materie prime, impattando peraltro su lavori avviati o programmati per i quali – anche alla luce delle difficoltà appena menzionate – le imprese avevano già sostenuto investimenti in manodopera e approvvigionamento di materiali, perdendo ora la certezza di vedere i crediti ceduti dai propri clienti accettati dagli istituti di credito;
Secondo le stime di Confartigianato, le nuove misure introdotte, e in generale il quadro di incertezza e “volatilità” normativa che ha visto il cosiddetto “superbonus 110%” essere soggetto a ben 9 interventi di modifica nell’arco di 20 mesi, metterebbero a rischio le assunzioni di 127mila lavoratori già previste dalle imprese del settore per il primo trimestre del 2022;
Concluso che:
Come denunciato dai ripetuti allarmi da parte delle organizzazioni di categoria e delle associazioni e degli ordini professionali, le nuove misure rischiano di penalizzare, più che gli autori delle frodi, coloro che hanno operato e programmato nella legalità, nei binari delle possibilità offerte dalla legge;
Impegna il Governo
A porre in essere ogni iniziativa utile volta a impedire che il giusto e doveroso contrasto alle illegalità non si traduca in una paralisi di un settore trainante per la ripresa produttiva e occupazionale e in un ingiusto danno per i fruitori e per le aziende che hanno già compiuto programmazioni e investimenti ostacolati da un cambio delle regole in corsa, rivedendo a tal fine le decisioni assunte – o quantomeno differendone per i contratti già in essere l’efficacia per un tempo congruo, stimabile in un sette mesi – e sostenendo proposte avanzate nella medesima direzione in ambito Parlamentare.
Sen. Sandra Lonardo
Sen. Gaetano Quagliariello
Sen. Paolo Romani
Sen. Sandro Biasotti
Sen. Massimo Berutti
Sen. Andrea Causin
Sen. Raffaele Fantetti
Sen. Marinella Pacifico

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