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DDL Zan. Il Gruppo parità di genere di Civico22: ennesima occasione persa.

28/10/2021
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Stroncato un dialogo parlamentare. Il voto segreto? Una vigliaccheria per assumersi responsabilità.

“Come noto, il Ddl Zan è stato bloccato ieri al Senato e probabilmente non sarà facile riprendere il discorso in breve tempo. Ma qual era lo scopo del disegno di legge? Il principio che guida tutti gli articoli è quello della prevenzione e del contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Di fatto, la legge prevedeva un inasprimento delle pene per i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Non solo, per la prima volta il disegno favoriva la diffusione di una cultura del rispetto e dell’inclusione da insegnare ai nostri bambini già a partire dalle scuole elementari ed istituiva una giornata nazionale contro l’omofobia. Come Gruppo di Parità di genere di Civico 22 non possiamo che constatare con rammarico che, quella di ieri, sia stata l’ennesima occasione persa. Innanzitutto perché, con la cosiddetta tagliola, si è stroncato un dialogo parlamentare che poteva portare ad un dibattito costruttivo per migliorare gli aspetti più delicati del disegno di legge. Ma soprattutto perché, annullando di fatto l’approvazione del disegno di legge, i nostri parlamentari hanno archiviato il problema della discriminazione per motivi di razza, di etnia e di genere per meri interessi politici e ideologici. Infine, la modalità di bocciatura realizzata tramite il voto segreto, è stata la vigliaccheria con cui si è voluto chiudere il discorso in modo definitivo senza prendersi la responsabilità della decisione presa. Perché era così importante che il DDL Zan fosse approvato? Innanzitutto perché la legge partiva da una presa di coscienza: una parte dei cittadini italiani è discriminata e pubblicamente offesa e queste parte necessita di una maggiore tutela. Ma soprattutto perché la legge invitava a diffondere una cultura rispettosa e di parità nel percorso formativo dei nostri ragazzi. Questo aspetto rappresenta una novità importante nel nostro ordinamento perché per la prima volta il legislatore italiano ha cercato di rimuovere una discriminazione non solo tramite interventi ex post (ovvero attraverso l’inasprimento delle pene per atti discriminatori) ma gettando delle basi per evitare che le nostre generazioni future non commettano più crimini riconducibili alla discriminazione di genere, razza o religione. Dopo le vicende spiacevoli che sono successe di recente anche nella nostra piccola comunità beneventana, come gruppo di Parità di Genere vogliamo esprimere la nostra solidarietà a tutte le persone discriminate che oggi si sentono meno tutelate di ieri dopo la bocciatura del disegno di legge e ci impegniamo a promuovere in tutti luoghi una cultura volta all’inclusione e all’uguaglianza di genere.” E’ quanto scrivono Giovanna MEGNA, Elide APICE, Rossella MATRANGOLO, Anna RABUANO, Serena MARTONE e Donatella INTORCIA

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