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Il M5S sull’assenza di strategie culturali a Benevento

24/07/2021
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Già lo abbiamo detto, scrive Annamaria Mollica, ma occorre ripeterlo: una città che aspira a diventare capitale italiana della Cultura deve studiare innanzitutto la storia dei suoi fallimenti passati e presenti, delle sue mancate o inefficaci progettualità e strategie. Grazie all’avventata presentazione da parte dell’amministrazione Mastella di un “frettoloso” dossier nel 2017, Benevento è stata bocciata per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2020. Il nuovo bando ministeriale ha escluso la nostra città dalla possibilità ravvicinata ad ulteriori partecipazioni e, così, Benevento resta tristemente a guardare l’elenco delle 24 città che si sono candidate a “Capitale italiana della Cultura 2024”, titolo che significa anche l’assegnazione di un contributo statale di un milione di euro. È trascorso un decennio dal riconoscimento UNESCO, ma la Chiesa di Santa Sofia ha ancora problemi di individuazione della proprietà e di orari di apertura, il Chiostro necessita di riattivazioni strutturali e multimediali, il Campanile è tornato nella disponibilità dei colombi. Il Museo del Sannio, inoltre, continua ad essere usato dai turisti anche per i suoi bagni, considerato che non si riesce ad installare quelli pubblici autopulenti, richiesti da tempo dal MoVimento 5 Stelle Il periodo pandemico e le elezioni in arrivo hanno purtroppo accentuato il già radicato atteggiamento di indisponibilità della maggioranza ad un lavoro necessariamente condiviso di progettazione della ripartenza. L’ex assessore Picucci promise soltanto gli Stati generali della Cultura e del Turismo, mentre l’assessora Del Prete non punta su forme di partecipazione, nemmeno su quelle previste dallo Statuto comunale, né è disposta a ricominciare da quel “G8 della Cultura” attivato da Rete Campus. Nel 2014 fu approntato un accurato piano turistico, di cui si è persa traccia. Nel 2018 arrivarono in città 130 scienziati per un loro congresso internazionale promosso dalla Sistur (Società Italiana di Scienze del Turismo): occasione imperdibile, ma regolarmente perduta, per farsi aiutare a trasformare il potenziale turismo in economia, trasformando il Sannio “da territorio a destinazione”, per sintetizzare col titolo di un dossier realizzato da Confindustria e Unifortunato. Se, come assicura il direttore artistico di Città Spettacolo, conclude Annamaria Mollica, quest’anno la storica rassegna beneventana sarà trasformata in un “minestrone”, quale scatto strategico vogliamo aspettarci?

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