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Altrabenevento: “L’Anac blocca il progetto Lumode per il Terminal Bus e piazza Risorgimento”

15/06/2021
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“L’Autorità Nazionale Anti Corruzione su segnalazione di Altrabenevento blocca la cementificazione del terminal bus e piazza Risorgimento. Il progetto della Lumode deve essere rifatto, il finanziamento ministeriale non può superare il 49% e il Consiglio Comunale deve valutare l’interesse pubblico.

L’ANAC a seguito dell’esposto presentato dall’associazione Altrabenevento – scrive Gabriele Corona –  ha segnalato al Comune di Benevento la necessità di rivedere, in autotutela, il procedimento di gara per la costruzione di un palazzo sull’area dell’attuale terminal bus con parcheggio interrato in piazza Risorgimento.

Il preliminare presentato dalla Lumode di Gricignano di Aversa, approvato dall’amministrazione Mastella ad agosto 2016 e modificato nel 2020, è stato inserito dalla Giunta Comunale nel programma per la “riqualificazione delle periferie” e prevede la spesa di circa 9 milioni e 500 mila euro dei quali circa 7 milioni (75% del totale) a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con il finanziamento di soli 2 milioni e mezzo (25%) il privato che si aggiudica la gara, o il promotore del project financing, Lumode, dovrebbe gestire gli appartamenti, i servizi e il parcheggio per 29 anni.

Altrabenevento ha segnalato che il Consiglio Comunale non ha mai accertato l’interesse pubblico e che in  ogni caso la proposta approvata dalla Giunta viola l’articolo 180 comma 6 del D.Lgs 50 del 2016 che impone anche per i project financing  la percentuale del 51% a carico del privato.

L’Ufficio Tecnico del Comune nella relazione all’ANAC ha precisato che la Lumode non ha ancora presentato la rimodulazione del piano economico dopo le modifiche del 2020 e che il finanziamento pubblico, calcolando anche le spese di gestione indicate nel preliminare del 2016, è pari al 33,98% del totale.

L’Anac, pertanto, in attesa della proposta rimodulata da Lumode, ha archiviato l’esposto di Altrabenevento ma ha evidenziato che “la ricostruzione fornita dal RUP (responsabile del procedimento) in ordine al rapporto tra finanziamento pubblico e privato non possa essere condivisa. Infatti, fermo restando che i calcoli condotti dal RUP – e non dal promotore- si fondano su un piano economico-finanziario non più attuale e prima facie,  non appaiono del tutto coerenti con le indicazioni regolatorie dell’Autorità.”

L’Autorità  Anticorruzione sottolinea che “Privo di pregio appare poi l’assunto secondo cui la procedura di gara e i relativi documenti sarebbero già stati approvati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quest’ultima, infatti, non si è espressa sulle modalità con le quali vanno concretamente affidati i lavori di realizzazione dell’intervento in questione, bensì sulla ammissibilità del progetto al finanziamento erogato …”.

L’ANAC, ha concluso ricordando che la nuova proposta di project financing, riformulata come previsto dal Codice degli Appalti, dovrà essere sottoposta a valutazione  di pubblico interesse da parte del Consiglio Comunale.”

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