mercoledì 23 Giugno 2021 Pietrelcina. Sagra del carciofo: salta la quarantatreesima edizione del prelibato prodotto | infosannionews.it mercoledì 23 Giugno 2021
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Pietrelcina. Sagra del carciofo: salta la quarantatreesima edizione del prelibato prodotto

09/05/2021
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Nell’aula consiliare il 10 maggio alle 17,30 attesa per il Presidio Slow Food. Masone: “per noi è un’importante occasione di sviluppo, complementare alla vocazione del nostro paese”.

di Lino Santillo

La storica sagra del carciofo di Pietrelcina giunta alla quarantatreesima edizione anche quest’anno non ci sarà. Come avvenuto per l’anno 2020 causa il Covid- 19 e le misure restrittive del governo centrale non sarà possibile la manifestazione che ha sempre richiamato migliaia e miglia di visitatori e amanti del prelibato prodotto locale. Intanto, l’amministrazione comunale presieduta da Domenico Masone nei giorni scorsi ha posto in essere una stupenda e lodevole iniziativa. Si tratta della manifestazione d’interesse legata alla partecipazione della comunità agricola del carciofo di Pietrelcina presidio slow food. E, proprio lunedì 10 maggio alle ore 17,30 presso la sala consiliare del comune di Pietrelcina, avrà luogo l’ultimo incontro preliminare alla costituzione formale della comunità agricola del carciofo di Pietrelcina, presidio Slow Food. I produttori del territorio hanno avuto modo di manifestare il loro interesse, a far parte della nascente comunità agricola, compilando ed inviando, entro venerdì 7 maggio alle 14, il modulo disponibile sull’apposito link. All’analisi del numero di manifestazioni d’interesse pervenute, qualora le esigenze organizzative dovessero richiederlo, sarà possibile prevedere uno scaglionamento degli aderenti, preventivamente comunicato. “Il Presidio del carciofo di Pietrelcina – dichiara il primo cittadino – nasce con l’obiettivo di recuperare la sua coltivazione, sempre più residuale principalmente per la carenza di manodopera locale, cercando, al contempo, di dare vita a un’operazione comunitaria condivisa che consenta alle nuove generazioni di portare avanti il lavoro dei loro padri. Il marchio del Presidio Slow Food, da sempre, sinonimo di certificazione di qualità ed eccellenza, certamente rappresenterà un’importante occasione di sviluppo, complementare alla vocazione di Pietrelcina, che saprà generare le basi per un significativo indotto ed andrà ad integrarsi con l’offerta turistica locale. Mantenere vivo questo prodotto, che aiuta a rendere conosciuta e apprezzata la nostra terra oltre i confini regionali, ha un valore inestimabile”. Per quanto attiene la denominazione del Presidio, il primo cittadino prosegue: “Inizio modulo la denominazione “Carciofo di Pietrelcina” è riservata al carciofo che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal manuale di coltivazione, allevamento e produzione della varietà tradizionale di carciofo di Pietrelcina. La zona di coltivazione, raccolta, produzione e confezionamento del Presidio Slow Food “Carciofo di Pietrelcina” comprende: il comune Pietrelcina e le sue aree limitrofe ed i comuni di Pago Veiano, Pesco Sannita e Paduli. Nella cittadina di Pietrelcina, in provincia di Benevento, la coltivazione del carciofo fu introdotta intorno al 1840, ad opera, sembra, di un prefetto originario di Bari. Da allora il carciofo è stato sempre coltivato in piccoli appezzamenti da aziende familiari. La coltivazione del carciofo di Pietrelcina non si è mai interrotta e, per farne apprezzare la sua tenerezza e per il suo sapore molto delicato, dal 1976 i pietrelcinesi celebrano una sagra che si tiene nel maggio di ogni anno. Anche l’operazione di legatura, detta “ammazzamento” segue un antico procedimento tradizionale: si raccolgono in mazzetti ognuno dei quali è composto da quattro mammarelle, cioè capolini centrali, detti anche “cimarole”, legate con dei giunchi, detti “vinchi” in dialetto, che ancora oggi si raccolgono, come una volta, lungo le sponde del vicino fiume Tammaro. Nella provincia di Benevento la superficie coltivata a carciofo è sempre attestata su una media di circa 30 ettari, molto inferiore alle altre provincie campane in primis Salerno, seguita da quelle di Napoli e Caserta. Il comune di Pietrelcina ha però sempre avuto una superficie coltivata a carciofo pari a circa la metà degli ettari provinciali testimoniando così la sua vocazione alla produzione di carciofo. Negli ultimi anni però la varietà tradizionale di Pietrelcina – termina il sindaco Domenico Masone – ha subìto un drastico ridimensionamento in quanto è stata sostituita con varietà di carciofo “romanesco” migliorate e più produttive per questa ragione è presente nella Banca del Germoplasma Vegetale Campano tra varietà tradizionali in via d’estinzione. Il presidio Slow Food per il “Carciofo di Pietrelcina” designa il frutto riconducibile alla specie Cynara cardunculus L. subsp. scolymus. È una specie poliennale, l’impianto della coltura può essere effettuato attraverso i carducci, germogli che si differenziano alla base delle piante nel corso della vegetazione”.

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