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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fondi UE e FSC, Sandra Lonardo: “Ancora una volta strappo a danno del Meridione”

27/04/2021
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Discorso Sen. Lonardo in discussione generale in Senato su Comunicazioni del presidente del Consiglio in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza:

senatrice Sandra Lonardo

Grazie Presidente, 

Presidente del Consiglio, Colleghi,

“Oggi, stiamo per votare un Documento importante. Sarebbe dovuto essere un momento solenne, ma tale non è, e non può esserlo, perché il Sud, ancora una volta, non è stato reso protagonista, di quel protagonismo cui l’Europa l’aveva candidato.

Vince l’Italia, se vince il Sud! Si ripete spesso… Beh! Ancora una volta, questo non avverrà.

Questo è il motivo per il quale ci sono state pesanti critiche e prese di posizioni da parte di Presidenti di Regioni del Sud e di ben 500 Sindaci, che si sono riuniti, in piazza, per evidenziare lo strappo, che, ancora una volta, è stato compiuto a danno del Meridione.

Nonostante le parole fatte giungere dalla Ministra Mara Carfagna alla piazza, le perplessità restano tutte. La Ministra ha fatto riferimento alla Cassa per il Mezzogiorno ed ai fondi UE e FSC.

Beh, voglio precisare che i fondi della vecchia Cassa per il Mezzogiorno ammontavano a 140 miliardi di euro e che  i soldi del Fondo Sviluppo e Coesione, oltre che i fondi strutturali 21-27 e i React-UE sono fondi già dovuti al Sud, a prescindere.

Non credo sia giusto presentare qualcosa che già è tuo di diritto, come un regalo generosamente concesso.

Sono sicura che la Ministra volesse evidenziare che, finalmente, per una volta, i fondi assegnati non saranno per buona parte dirottati al Centro-Nord (spero!), dopo più di venti anni di tale consolidata prassi, tanto regolare, quanto illegale.

Ora, a conti fatti, può sembrare una gran cosa presentare una cifra superiore (che, in realtà, è nettamente inferiore) a quella che fu erogata dalla Cassa per il Mezzogiorno.

Voglio anche ricordare che la spesa per la Cassa corrispondeva a circa il 5% del Pil, pari alla cifra annua garantita dall’Italia per gli aiuti ai Paesi del Terzo mondo, quando, al Nord, nel contempo, gli investimenti pubblici ammontavano al 35% del Pil.

Ma il vero punto della questione, che ha indotto i 500 sindaci ad alzare la voce contro il Piano, è che quanto si sta facendo passare per concessione straordinaria offerta al Mezzogiorno, assegnandogli il 40% appena dei soldi Next Generation EU è, in realtà, un illegittimo dirottamento di fondi predisposti dall’Europa appositamente per il Sud Italia, allo scopo di avvicinare le due parti del Paese.

L’Italia, è stata la nazione che ha beneficiato della fetta più cospicua dei fondi, il 28% in più, questo è avvenuto proprio a causa della difficile situazione del Mezzogiorno.

Il Sud ha contribuito ad attirare ben 135 miliardi dei 209 assegnati all’Italia dalla UE. Pertanto, al Sud sarebbe dovuto spettare il 65% dei finanziamenti Next Generation.

Non è così, non sarà così, e mi sembra un furto.

L’Unione Europea ha fissato per l’attribuzione dei fondi tre criteri ben precisi:

1) reddito pro capite

2) tasso medio di disoccupazione riscontrato negli ultimi cinque anni

3) percentuale della popolazione.

E c’è un’aggravante, se è vero che il Nord, durante la prima fase della pandemia, ha perso il maggior numero di vite umane, il Sud ha subito le conseguenze economiche peggiori.

Tutto giocava in favore del Sud, ma si è voluto fare altro.

Se ricordo bene, il 7 ottobre 2019, l’Europa inviava una missiva all’Italia, intimando il taglio dei fondi strutturali, qualora avesse persistito nell’ostinata e consueta sua prassi di sottrarre denaro al Sud in modo illegittimo. Sono curiosa di vedere cosa succederà ora.

Ecco perché, Signor Presidente, pur dandole atto del suo impegno, resto perplessa per quanto attiene agli investimenti ed alle risorse destinate al Mezzogiorno d’Italia.

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