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Comitato Sannita ABC : “che fine fanno i canoni di depurazione nel Comune di Castelpoto?”

21/12/2020
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Durante il Consiglio comunale di Castelpoto del 04/12/2020 (delibera n. 39 del 04/12/2020), scrivono dal Comitato,  il consigliere di opposizione Cosimo Mazzone ha verificato che nel bilancio non sono previsti in entrata i canoni di depurazione che dovrebbero, quali entrate a destinazione vincolata, essere destinate in uscita, con la previsione di un apposito capitolo di spesa, ad opere fognarie e depurative. La verifica è davvero allarmante perché ha rilevato la mancanza delle scritture contabili relative al prelievo del canone di depurazione, incassato attraverso il pagamento delle bollette dell’acqua, sia in entrata che in uscita. Questo vuol dire che i canoni di depurazione vengono introitati da Gesesa Spa senza riversamento nelle casse del comune con conseguente impossibilità di verificare, in modo trasparente, la correttezza della spesa. Quanto prelevato a titolo di canone di fognatura e depurazione non può essere trattenuto e nemmeno compensato con altri crediti, ma deve essere destinato alla fognatura o alla depurazione. Non siamo noi a dirlo, ma delle significative sentenze della magistratura contabile. La sentenza della Corte dei conti del Veneto n 196/2019 stabilisce che il concessionario del servizio riscossione, quale agente contabile della riscossione dei canoni ex legge n.206 del 1995, è tenuta a riversare al Comune le somme che ha riscosso per tale titolo entro i termini previsti. Il principio va applicato anche per i concessionari del servizio idrico che riscuote in nome e per conto del comune. Inoltre con la delibera n. 388 del 15 ottobre 2019 la Corte dei conti Lombardia ha riconfermato con chiarezza l’esistenza dei vincoli del tributo versato dai cittadini utenti del servizio idrico. È legittimo allora farsi qualche domanda, continuano dal Comitato : che fine fanno i canoni di depurazione nel Comune di Castelpoto? Qual è la situazione in merito negli altri 21 comuni sanniti gestiti da Gesesa Spa? La vicenda è già nota agli organi di stampa locale, tant’è che Pompeo Nuzzolo del Vaglio ha più volte rilevato questa “anomalia” (da ultimo vedi articolo pubblicato sul Vaglio il 18.12.2020). La Corte nella sentenza sopra citata, condannando la società concessionaria del servizio riscossione a restituire le somme trattenute e non riversate al comune, ha confermato che il canone non può essere oggetto di compensazione con nessun soggetto che riscuote in nome e per conto del comune e che lo stesso è vincolato sia per la cassa che per la competenza. Il cittadino versa quanto dovuto a titolo di canone, il comune non contabilizza e le perdite restano in attesa di trasferimenti di risorse a fondo perduto. Siamo in presenza ad un enorme “favore” che il comune ha fatto alla Gesesa? È vero che siamo a Natale in periodo di regali, ma è opportuno che i doni siano fatti in primo luogo a chi è più bisognoso. Quanti depuratori si sarebbero potuti costruire se il canone fosse stato correttamente riversato nelle casse comunali? Siamo certi, concludono dal Comitato,  che questi doni natalizi non sfuggiranno agli organi di controllo.

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