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Riflessione di Antonio Ruggiero rispetto alla scelta di De Luca di nominare assessore Mario Morcone

29/09/2020
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Il consigliere Provinciale del Partito Democratico Giuseppe Antonio Ruggiero interviene sulla nomina di Mario Morcone, che con la sua “Greenenergy”,  è autore del progetto di un biodigestore a Benevento, in zona industriale. La scelta di De Luca, per Giuseppe Ruggiero, sindaco di Foiano,  è “un atto che impone una seria riflessione sulla visione che il Governatore De Luca ha del Sannio”.

“La nomina dell’ex Prefetto Mario Morcone alla carica di Assessore Regionale è un atto che impone una seria riflessione sulla visione che il Governatore De Luca ha del Sannio.

“La nostra Provincia ormai è pronta ad accettare tutto e il contrario di tutto. Si plaude per la nomina ad Assessore regionale di Felice Casucci, professore ordinario all’Unisannio, e si chiude un occhio, o si fa finta di non sentire, della nomina ad Assessore regionale dell’ex Prefetto Mario Morcone, attuale (e ci auguriamo forse) presidente della Greenenrgy, la Holding intenzionata alla realizzazione di un termovalorizzatore nell’area Asi di Ponte Valentino a Benevento.

In un mondo normale, istituzioni come la Presidenza della Provincia, il Sindaco della città capoluogo, le più importanti istituzioni (ad esempio Confindustria e Camera di Commercio) e rappresentanze del territorio avrebbero già dovuto inondare Palazzo Santa Lucia di richieste di chiarimenti per una scelta così inopportuna per il nostro territorio.

Invece, tranne l’On. Maglione, tutti gli altri restano in un assordante silenzio.

Un impianto capestre, senza alcun progetto di logistica, in un’area alluvionata durante gli eventi dell’ottobre 2015, e per giunta antieconomico rispetto ai quantitativi di scarto che produrrebbe e che dovrebbe successivamente bruciare, sono elementi di una storia palesemente strana a cui si aggiungono ulteriori episodi che non possono non farci riflettere.

L’Ato rifiuti, ad oggi, non ha prodotto l’atteso piano di gestione provinciale dei rifiuti, la cui assenza certamente non permette di realizzare impianti, ma ugualmente produce una continua presentazione di nuove istante che farebbero del Sannio il principale territorio in cui smaltire la frazione organica prodotta in tutta la Regione Campania.

Su questa questione si attende ancora l’auspicato commissariamento da parte della Regione Campania che inspiegabilmente ancora non arriva.

Gli impianti da realizzarsi a Sassinoro, a San Nicola Manfredi, l’ammodernamento dello Stir di Casalduni, il limitrofo impianto in autorizzazione a Chianche, nonostante l’assessore al turismo concesso alla nostra provincia, insieme con il mega impianto di Ponte Valentino rappresenterebbero complessivamente elementi che certamente non valorizzano il nostro territorio.

La vicenda dei rifiuti per alcuni aspetti è paradossale se pensiamo al silenzio del Sindaco di Benevento sulla questione, all’immobilismo dei suoi uomini nel consiglio dell’ATO, che sono maggioranza, per arrivare fino ai quattro membri nominati dalla Provincia nel consorzio ASI che continuano ad avallare le scelte del mastelliano Barone, mentre gli uffici tecnici della Rocca esprimono parere negativo in quanto autorità idraulica preposta alla tutela di un’area con grosse problematiche alluvionali del reticolo idrografico di propria competenza.

Il 28 settembre inoltre è stato convocato un tavolo tecnico fra la Provincia di Benevento, la Samte, l’ASIA e il Comune di Benevento sul tema dei rifiuti che si è concluso in un nulla di fatto e che ha visto assente proprio la rappresentanza del Comune capoluogo.

Tutto sembra essere in linea con la volontà di realizzare nel Sannio il primo termovalorizzatore nel silenzio generale. Tutto supportato da episodi talmente chiari come quelli del presidente dell’ASI, Luigi Barone, in grado di licenziare due delibere dal significato diametralmente opposto, bloccando l’impianto in autorizzazione nel Comune di San Nicola Manfredi e dando invece via libera a quello nell’Area ASI,  utilizzando sempre la medesi motivazione, cioè quella l’assenza di un piano d’ambito.

Ma i paradossi non finiscono qui se pensiamo che contro la realizzazione dell’impianto in autorizzazione nel Comune di Sassinoro è iniziata quella che può definirsi a tutti gli effetti una crociata atta a fermare l’autorizzazione di un impianto capace di trattare appena 20.000 tonnellate annue che sono ben poca cosa rispetto a quello che invece farà l’impianto della Greenenergy a Ponte Valentino.

Il Sannio è una strana provincia se pensiamo che lo stesso direttore dell’ATO, l’ing Romito, ha apposto la propria firma sugli elaborati tecnici del progetto di San Nicola Manfredi e che successivamente dovrebbe persino anche autorizzare.

Una follia che raggiunge l’apice quando leggiamo che l’attività di verifica ambientale, che è stata affidata dall’ASI all’Università del Sannio con determina del settore Amministrativa n° 24 del 21 luglio 2020, verrà pagata dall’Energreen S.r.l. la quale verserà 5.000 euro nel caso di mancata realizzazione dell’impianto, e 20.000 euro invece se l’impianto, grazie ad una valutazione positiva dell’Università, dovesse essere successivamente realizzato. Nel Fortore si dice “chiediamo all’acquiolo se l’acqua è fresca”

Tutte queste storie messe insieme sarebbero un interessante Dossier di un ciclo dei rifiuti costoso per i cittadini del Sannio e paradossalmente fermo. Il nuovo asse politico fra Palazzo Santa Lucia e Palazzo Mosti già presenta delle incongruenze che per alcuni aspetti sono inquietanti e che sia il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, che per giunta nominò lo stesso Barone alle universiadi, che lo stesso Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, dovrebbero spiegare ai Sanniti. Spesso il silenzio parla meglio delle parole, in una Provincia dove, purtroppo, la classe politica è economicamente dipendente dalla politica stessa.

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