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Il M5S chiede la riconvocazione del G8 Cultura

19/06/2020
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Una città che aspira a diventare capitale italiana della Cultura deve studiare innanzitutto la storia dei suoi fallimenti passati e presenti, delle sue mancate o inefficaci progettualità e strategie. È trascorso quasi un decennio dal riconoscimento UNESCO, ma la Chiesa di Santa Sofia ha ancora problemi di orari di apertura, il Chiostro necessita di riattivazioni strutturali e multimediali, il Campanile è tornato nella disponibilità dei colombi. Il Museo del Sannio, inoltre, continua ad essere usato dai turisti anche per i suoi bagni, considerato che non si riesce ad installare quelli pubblici autopulenti, richiesti da tempo dal MoVimento 5 Stelle ed ora, nella fase del post Covid-19, divenuti protettivi dal contagio. Sembra che tutti siano pronti per la ripartenza, ma le idee sono poche e circolano confuse.

In verità, il periodo pandemico ha solo accentuato un radicato atteggiamento di indisponibilità ad un lavoro condiviso per un programma partecipato di tutela e valorizzazione, in chiave turistica, dell’imponente patrimonio culturale collegato al territorio beneventano.

Restringendo l’analisi ai periodi più vicini a quello attuale, ricordiamo le promesse di campagne diffuse di scavi e di riscoperta dell’Anfiteatro romano, da collegare al parco, oggi tristemente chiuso, realizzato in zona Cellarulo, dove un’amministrazione di fine anni novanta aveva supportato il progetto, nato dal basso, di un Parco letterario dedicato alle streghe.

Nel 2014 fu approntato un accurato piano turistico, di cui si è persa traccia.  Nel 2018 arrivarono in città 130 scienziati per un loro congresso internazionale promosso dalla Sistur (Società Italiana di Scienze del Turismo): occasione imperdibile, ma regolarmente perduta, per farsi aiutare a trasformare il potenziale turismo in economia, trasformando il Sannio “da territorio a destinazione”, per sintetizzare col titolo di un dossier realizzato da Confindustria e Unifortunato.

Nel frattempo, è arrivata anche la straordinaria promozione del Benevento in Serie A, che sta brillantemente per ripetersi, ma i trasporti non hanno fatto il salto di categoria e rimangono disastrosi. Ancora si è in attesa del ripristino da parte della Regione del collegamento ferroviario domenicale della città con Napoli, attraverso la sempre più precaria tratta “Valle Caudina”.

La politica culturale oggi non è in cima all’agenda istituzionale locale: Benevento, abituata a pensarsi per decenni come Città Spettacolo, ha finito nel tempo col subire rassegne strapaesane e di massa, capaci finanche di mortificare monumenti della memoria con l’affiancamento di ruote panoramiche, oppure scopre progetti di depuratori in zone di pregio archeologico, dove continuano ad affiorare preziosi reperti.

Per aiutare le istituzioni preposte a dialogare tra loro, nel marzo 2017 la Rete Campus ha proposto e realizzato il “G8 – Benevento Cultura”, network istituzionale di confronto ed azione per la custodia, tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali del Sannio, composto da Soprintendenza, Prefettura, Comune, Provincia, Università, Arcidiocesi, Questura, Arma dei Carabinieri.

Tale gruppo, che doveva essere permanente, ha subito confermato le teorie di Bauman sulla liquidità contemporanea… Si è tornati, così, alle solite scaramucce, in particolare tra Comune e Soprintendenza: sui dehors, sull’abbattimento dei pini monumentali, sulla ripulitura del monumento a Manfredi e a Dante (di cui, nel 2021, si ricorderanno solennemente i 700 anni dalla morte).

Intanto, stiamo perdendo gli affreschi delle piazze Sabariani e Orsini, né vi è traccia delle 14 cassette di reperti ritrovati nella campagna di scavi degli anni novanta, effettuata dalla Soprintendenza nel sottosuolo della Rocca dei Rettori, chieste ufficialmente dalla Provincia. Quest’ultima, a sua volta, continua a non espletare il concorso bandito da anni per un responsabile scientifico del Museo del Sannio e rinuncia ad avvalersi del contributo di consolidate professionalità, operanti da tempo nella biblioteca e nell’emeroteca provinciali.

Il mai valorizzato dinosauro Ciro avrà la gioia di sentirsi meno giurassico di certi amministratori…

Pertanto, il MoVimento 5 Stelle chiede che si torni a convocare ad horas il tavolo inter-istituzionale del G8 Cultura, per progettare e governare il difficile periodo della ripartenza.

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