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I.A.C.P. Del Vecchio: Abbiamo sempre dato risposte a tutti quelli che ce le hanno chieste!

23/07/2012
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Conferenza stampa questa mattina all’Istituto Autonomo Case Popolari di Benevento del Presidente avv. Gaetano Del Vecchio in relazione alla questione degli atti relativi al corrispettivo che gli acquirenti degli immobili I.A.C.P. devono pagare, corrispettivo  direttamente scaturente dal Q.T.E. finale e non più corrispondente a quello del bando originario.

Conferenza Stampa del Presidente dell'I.A.C.P. di Benevento avv. Gaetano Del Vecchio

 

La conferenza si è aperta con alcune doverose precisazioni dell’avv. Gaetano Del Vecchio che ha esordito dicendo :” A me piace più operare che ostentare il lavoro, questo in un contesto di grandi difficoltà economiche nel quale versa l’Ente”. Ha continuato poi facendo la cronistoria del suo mandato per meglio capire tutti i passaggi che oggi hanno portato a far sorgere questa problematica con gli acquirenti, ed ha chiarito che : ” Io sono stato nominato su indicazione della Provincia di Benevento da l’allora Presidente Regionale Bassolino il 24 Marzo 2010.

avv. Gaetano Del Vecchio

C’è  stato anche un periodo di vacatio fino al 15 Giugno 2010 per nominare il Consiglio e quindi  io ho assunto le funzioni di Presidente. Il 7 Dicembre successivo poi la Regione Campania ne ha dichiarato lo scioglimento per cui io sono stato commissario dell’Ente assumendo le funzioni di responsabile.Tutti gli atti deliberati o adottati ancorchè riconducibili all’ente, che io riconosco, non appartengono alla mia gestione e quelli che riguardano gli alloggi sono datati 1990/1994. Quindi sono bandi che non riguardano la mia gestione ne quella del mio predecessore l’avv. Umberto del Basso De Caro che saluto e ringrazio di essere qui oggi. In essi effettivamente veniva indicato come prezzo per la cessione dell’alloggio un prezzo che veniva anche dichiarato definitivo ed il bando aveva allegato anche un prospetto con la tipologia di costruzione, le superfici dell’alloggio ed il prezzo che, come detto, veniva indicato come costo definitivo. Sulla scorta di questi bandi si effettuavano le prenotazioni con i cittadini che così ritenevano proprio che quello fosse il costo definitivo e che forse, altrimenti, non ne avrebbero potuto sostenere altro, tenuto conto che era previsto anche un abbattimento che poteva raggiungere anche la percentuale del  30%. Vengono poi appaltati i lavori e quindi completati. Durante gli stessi si verificano situazione che hanno interessato la magistratura sia civile che penale formando quindi già oggetto di riscontri civili e penali e ci sono stati anche degli arbitrati. Sotto la spinta degli assegnatari che erano ansiosi di entrare in possesso delle abitazioni l’allora Consiglio di Amministrazione, insieme al Prefetto, prima ancora che i fabbricati fossero collaudati e che il Q.T.E. finale fosse redatto,immise  i cittadini   negli alloggi.  In presenza di pendenze della magistratura che dava ragione ai prenotatari perchè il corrispettivo doveva essere quello del bando l’allora consiglio autorizzò il tutto predisponendo anche l’atto. Una volta immessi negli alloggi molti,forse troppi, pensavano di fare azioni giudiziari per vizi di costruzione ma in moltissimi casi erano esagerati i danni richiesti ed in altri casi le richieste erano strumentali per ritardare i pagamenti. L’Istituto, vistosi aggredire con azioni giudiziare per danni fece domanda riconvenzionale per avere pagato l’alloggio non al costo del bando ma a quello della determinazione del costo finale. Questa strada in prima analisi non era stata ritenuta dalla magistratura esatta  mentre in appello è stato ribaltato il tutto e la magistratura si è espressa dicendo che il corrispettivo è quello che viene fuori dal Q.T.E finale.”. Continua Del Vecchio : ” Hanno tutta la mia comprensione e capisco il disappunto però io come il mio predecessore, siamo di nomina politica ma questo non significa che in quanto tali possiamo e dobbiamo andare contro gli interessi pubblici o contro gli interessi dei cittadini perchè se cosi fosse sono pronto a dimettermi. Tutto ciò non mi appartiene e dopo questa conferenza non risponderò più se non nelle sedi opportune. Definire la mia proposta di transazione una “proposta del mercato del pesce” non è accettabile. Insieme all’avv. Umberto Del Basso De Caro stiamo cercando nelle sedi regionali le soluzioni e chi parla dovrebbe sapere che un atto sbagliato fatto da me è censurabile sia in sede civile che penale.

L'avv. Del Basso De Caro assiste alla Conferenza del Presidente dell'I.A.C.P. di Benevento

Quando io sono stato nominato sono stato avvertito del problema. Con una nota veniva richiesto anche il mio pensiero sulla questione dell’eventuale scorporo del costo dei locali commerciali dal Q.T.E. finale. La delibera di Giunta Regionale n.1371 del 2010 diceva che il costo di trasferimento non poteva essere inferiore al costo convenzionale stabilito dal Q.T.E. finale del programma costruttivo approvato. Di fronte a questo indirizzo della Regione essendo io promanazione di essa, nonostante il quadro normativo e di indirizzo abbastanza chiaro, con il Direttore Generale abbiamo chiesto parere all’avv. Nicola Di Donato, esperto e vecchio legale dell’Ente, a cui vennero fatte tre domande: 1) il prezzo dell’immobile deve essere determinato in base al prezzo dell’appalto o a quello del Q.T.E.; 2) nel caso di contratti già stipulati con prezzi di vendita  del bando come deve regolarsi  l’amministrazione qualore decidesse di assumere come modalità del prezzo quella che deriva dal Q.T.E. finale?  3) il costo dei locali commerciali va sottratto? L’avv. Di Donato partendo dal bando ed in ossequio alla normativa conclude ” Nel caso in cui l’I.A.C.P. non dovesse richiedere il prezzo del Q.T.E. finale si verificherebbe un ingiusto vantaggio del cittadino ed un danno all’Istituto” e nel parere viene richiamato anche l’art.1339 del c.c. e cioè  un atto stipulato con un corrispettivo diverso da quello previsto per legge da vita ad un contratto nullo, non annullabile, ma nullo proprio. In data 14 Aprile 2011 il sottoscritto richiamando tutto quanto, ha assunto un atto presidenziale di indirizzo con il quale facevo mio tutto il parere e che si può riassumere in tre punti : 1) i prezzi di cessione sono quelli del Q.T.E. finale  approvato dalla Regione Campania che ha determinato il contributo per ogni assegnatario; 2) dare mandato di verifica delle liti pendenti con possibile decurtazione dal costo di cessione dei vizi accertati; 3)scorporo del costo dei locali commerciali; 4) mandato affinchè si arrivi ad una soluzione positiva con uniformità di trattamento. Per quanto riguarda Gabriele Corona ho avuto un fugace incontro, molto fugace, per strada e l’ho invitato all’Istituto per spiegazioni. Mai visto.  Ho avuto modo di incontrarlo per altri problemi al comune  dicendogli che lo stavamo ancora aspettando ed invece attraverso la stampa mi arrivano domande ed interrogazioni alle quali non posso sottrarmi ma voglio stigmatizzare  questo comportamento perchè questo non è modo di agire. Vogliamo parlare di cose serie ! Non è la stampa che può fare da postino se no facciamo “C’è posta per te” !  Perchè prima di parlare nessuno si interessa di andare alla fonte per avere notizie ? C’è anche una legge che da accesso agli atti. Abbiamo dato risposte a tutti quelli che ce le hanno chieste, è una cosa normale. Quello che però non va è la diffamazione facendo capire sottobanco che ci fossero ditte da salvaguardare. Io sono pronto a fare la storia di tutti e non ho niente da tutelare e meno che meno voglia di colpire i cittadini. Non abbiamo niente da nascondere o da occultare  e come me il Presidente che mi ha preceduto. Quando ero assessore al Comune di Benevento, insieme all’avv. Del Basso De Caro, sollevammo il problema delle cooperative che avrebbe dovuto realizzare opere di urbanizzazione in cambio del pagamento degli oneri di costruzione e che invece non avevano realizzato proprio nulla e facemmo partire ben 420 lettere e così successe la rivoluzione! La Regione Campania – continua Del Vecchio – quando è stata interessata da una lettera del SUNIA ci ha chiesto una Relazione. Noi abbiamo risposto e la Regione  non ha potuto fare altro che prendere atto della correttezza delle operazioni. Ciò nonostante, poichè ci rendiamo conto degli errori  del passato, non ci siamo fermati ed io ho scritto all’on. Marcello Taglialatela, lettera data anche all’avv. Del Basso De Caro, dicendo che trattasi di problematiche  giuridiche ma anche sociali, e quindi di avere un incontro per trovare soluzioni che siano conciliabili con le posizioni  degli assegnatari e quanto previsto dalla legge. E’ uno sforzo al quale devono partecipare tutti con in testa gli assegnatari che devono però dare meno credito agli atti giudiziari che fanno solo gli interessi degli avvocati o dei sindacalisti. Se non c’è questa possibilità io sarò costretto a proseguire su questa strada perchè è l’unica conforme alla legge ed alla mia coscienza. Nei casi in cui ci sono vizi lamentati e documentati o accertati con accertamenti preventivi o comunque dimostrabili e riconosciuti sono disponibile ad esaminare di effettuare una compensazione partendo dal Q.T.E. finale scorporato del costo dei locali commerciali. Per questo motivo, avendo noi pagato le imprese, stiamo “fuori” di 9 milioni di euro e siamo costretti a effettuare i lavori di riparazione degli appartamenti prendendo soldi con lo scoperto e ad oggi abbiamo 2 milioni di scoperto! Noi amministriamo una macchina esplosiva che ha a che fare con i problemi della povera gente!”

Servizio di Giovanni Chiusolo

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