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Ambrosone (Udeur). Prezzi alloggi Iacp : procedure poco convincenti

19/07/2012
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La vicenda della rivalutazione dei prezzi degli alloggi IACP di cui alla legge 457/78 continua a confermare una serie di contraddizioni e procedure poco convincenti che meritano alcune considerazioni dopo gli interventi del commissario IACP Nino Del Vecchio e quello del presidente di Altrabenevento Gabriele Corona – afferma Luigi Ambrosone segretario cittadino dell’Udeur.

Appare del tutto anomalo – continua l’esponente politico – che a distanza di anni l’IACP si ricorda di aver commesso una serie di errori nei procedimenti amministrativi che avevano determinato rispettivamente il bando di concorso, il preliminare d’acquisto e l’atto di compravendita, secondo le cifre stabilite e considerate come prezzo definitivo per l’acquisto delle varie tipologia di appartamenti. Sembrerebbe quasi come se d’incanto si ricordi che tutte una serie di procedure erano state viziate e per risolvere il caso si inventa di diffidare e mettere in mora i proprietari e futuri acquirenti quasi come se fossero inadempienti oppure come se non avessero rispettato quanto richiesto, in termini economici, esattamente dallo stesso IACP. Le considerazione del presidente Gabriele Corona ricostruiscono esattamente la storia di questi alloggi e soprattutto che quanto richiesto dallo scrivente, unitamente dal comitato di quartiere 180 alloggi IACP, circa la trasparenza degli atti con relativi QTE iniziale e QTE finale, non risulta essere mai pervenuto. Sarebbe il caso che l’IACP inviasse a tutti i proprietari un quadro analitico del perché il QTE finale sia lievitato così tanto e cosa avrebbe prodotto tali aumenti sproporzionati. Appare inverosimile la richiesta di circa 25 mila euro, in media, per ogni singolo acquirente che moltiplicate per il numero degli alloggi farebbe lievitare il costo finale dei singoli insediamenti abitativi di circa 4500 milioni di euro. Sarebbe opportuno comprendere cosa sia stato prodotto in termini costruttivi per 4500 milioni di euro in più rispetto a quanto previsto dal capitolato d’appalto. Sembrerebbe quasi come se, con tale cifra, i singoli alloggi avessero subito modifiche sostanziali e di lusso rispetto ai materiali usati e previsti nei rispettivi capitolati. Allo scrivente – ribadisce Ambrosone – non risulta che i capitolati d’appalto abbiano subito varianti tali da dover giustificare una cifra così rilevante, anzi in quasi tutti gli insediamenti sembrerebbe che addirittura non sia stato rispettato quanto previsto dal capitolato stesso sia in termini di prodotti usati e sia come rifiniture di costruzione a regola d’arte. Inoltre non si capisce come mai l’IACP abbia atteso tanti anni, fino ad arrivare al 2012, per diffidare gli acquirenti rispetto al QTE finale visto che lo stesso risulterebbe decretato dalla Regione Campania nel lontano 1993 e che la sentenza di corte d’appello, a cui si riferisce il commissario Del Vecchio, risale al periodo di fine 2009. Per quale motivo le diverse amministrazioni dello IACP hanno ignorato dalla suddetta data di notificare il QTE finale, sottoscrivendo una serie di atti di compravendita al costo finale stabilito dal bando. Così come non si capisce, nel caso dei 180 alloggi di S. Maria degli Angeli, con quali importi e perché sia stato pagato l’arbitrato transazione alla ditta CONCA per un importo pari 1.968.853.00 euro e con quale impegno di spesa sia stata pagata la somma di 1.577.349,00 per maggiori oneri di esproprio e connesso contenzioso per non aver adempiuto al decreto definitivo di esproprio nel periodo di 5 anni dal decreto di prima occupazione suolo come previsto dalla normativa in materia. Così come non risulta chiaro se la somma di circa 2.000.000 di euro, come da valutazione dell’UTE rispetto ai 45 locali ad uso diverso di abitazione, sia stata considerata in detrazione per essere locali di proprietà dell’IACP e realizzati al costo complessivo per l’intero insediamento al prezzo di gara aggiudicato. Sono tutte considerazioni che meritano una dettagliata trasparenza degli atti prima di procedere a diffidare gli acquirenti che, pur rispettando l’invito del commissario Del Vecchio, non saranno mai disponibili ne a transigere ne a farsi carico di somma aggiuntive se non a seguito di decisioni della competente autorità giudiziaria. L’invito – conclude il segretario cittadino dell’Udeur – al Commissario Del Vecchio è di transigere i diversi vizi amministrativi dello IACP con la Regione Campania per trovare le giuste soluzioni ad errori e inadempienze che per certo non sono da imputare agli acquirenti, ma da ricercare in altre sedi e stanze rispetto alla superficialità dell’operato delle figure preposte alla gestione della Pubblica Amministrazione. Luigi Ambrosone Segretario Cittadino e C. Comunale Udeur

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