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Poste italiane. Piano di “chiusura” di moltissimi uffici postali essenzialmente nei piccoli Comuni.

18/07/2012
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Adiconsum: “non bisogna poi dimenticare le persone più anziane o di chi comunque vive nei piccoli centri del territorio, in aree già penalizzate da una scarsa distribuzione dei servizi, che da anni fanno affidamento sui servizi postali”.

Pietro Giordano: “la riduzione della spesa non può essere attuata in maniera lineare applicando parametri standardizzati ed uguali per tutti”.

Poste Italiane

Ogni anno, Poste Italiane deve inviare all’autorità di vigilanza un Report sugli uffici postali e sulle strutture di recapito che non garantiscono l’equilibrio economico. Quest’anno Poste italiane ha inviato all’Agcom un piano di “chiusura” di moltissimi uffici postali essenzialmente nei piccoli Comuni.
“Leggiamo – dichiara Pietro Giordano, Segretario generale dell’Adiconsum – di 1156 uffici postali in tutto il Paese che chiudono e 638 sportelli da razionalizzare, con la conseguenza di una riduzione sia degli orari che dei giorni di apertura”.
“Le Poste si muovono, quasi esclusivamente verso i settori che creano profitto, come banche, assicurazioni e telefoni, dimenticando sempre di più che il recapito della corrispondenza spetta a tutti i cittadini – prosegue Giordano -.
Non bisogna poi dimenticare le persone più anziane o di chi comunque vive nei piccoli centri del territorio, in aree già penalizzate da una scarsa distribuzione dei servizi, che da anni fanno affidamento sui servizi postali, e per i quali i disagi dovuti alla chiusura degli sportelli sarebbero molto più gravi.
Se a ciò aggiungiamo l’aumento del 20% sul costo del bollettino, veramente non riusciamo a comprendere la scelta che l’azienda sta mettendo in campo”.
Conclude Giordano: “credo che il piano di riorganizzazione non possa essere basato esclusivamente sul rapporto tra costi/ricavi effettuato per ogni singolo ufficio postale, ma anche sulla constatazione della sua utilità sociale. Ed è per questo che chiediamo un tavolo di confronto con il coinvolgimento di tutte le Parti sociali, insieme alle Associazioni dei consumatori e gli Enti locali per scongiurare un piano di tagli lineari applicando semplicemente parametri standardizzati ed uguali per

tutti”.

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