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Questa mattina a Palazzo Mosti la Commissione Regionale Anticamorra

16/07/2012
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Fausto Pepe: “Le ultime operazioni  delle forze dell’ordine hanno dimostrato che cresce il radicamento”

Audizione d’Inchiesta Regionale Anticamorra

Si è svolta questa mattina a Palazzo Mosti l’audizione della Commissione d’Inchiesta  Regionale Anticamorra, presieduta da Gianfranco Valiante. Erano presenti anche i consiglieri regionali Angelo Marino, Luca Colasanto e Umberto Del Basso De Caro. “Nessun territorio può sentirsi immune da questo fenomeno – ha esordito il presidente Valiante -. Abbiamo deciso di venire nel Sannio, anche per incontrare direttamente i rappresentanti del territorio e superare così lo scollamento esistente tra istituzioni. Vogliamo aiutare chi amministra a sentirsi meno solo nella lotta alla criminalità organizzata”.

Audizione d’Inchiesta Regionale Anticamorra

Successivamente è intervenuto il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, secondo cui “quello della lotta alla criminalità organizzata è tema che non va mai sottovalutato, soprattutto in una zona che non è affatto avulsa dal fenomeno delle infiltrazioni camorristiche. Le ultime operazioni anticamorra hanno, infatti, dimostrato che il livello di penetrazione è forte e che c’è un crescente e progressivo radicamento del fenomeno sul territorio. L’aver considerato questo territorio tranquillo ha probabilmente favorito l’infiltrazione, soprattutto per quanto riguarda il settore del riciclaggio”.

 Il sindaco ha poi ricordato che “nel 2008 il Comune di Benevento sottoscrisse un protocollo di legalità con la prefettura, introducendo la novità dei controlli anche nel settore dell’edilizia privata. Lo facemmo anche alla luce di quanto era accaduto nelle cosiddette “sub aree” in seguito alle lottizzazioni. Abbiamo, inoltre, proposto alla prefettura di richiedere il certificato antimafia anche a chi eventualmente succedesse nella proprietà dei suoli. Comunque, ci rendiamo conto che non basta firmare un protocollo di legalità e che occorre prestare grande attenzione a quanto accade sul territorio, soprattutto in un momento di grande difficolta economica come quello attuale”.

 Fausto Pepe ha, infine, denunciato l’eccessiva lentezza che si registra nell’ottenere informazioni dalle prefetture di altre province: “A volte ci vogliono persino due anni per avere i certificati antimafia. Di qui la necessità di un maggior grado di informatizzazione delle procedure”.

 Successivamente sono intervenuti i consiglieri Aldo Damiano (“Occorre una maggiore sensibilità da parte della Regione nei confronti delle esigenze delle zone interne. Anche in questo modo si contribuisce ad arginare certi fenomeni”),Mario Pasquariello (“Va senza dubbio aumentata l’attenzione. Ma va aumentato anche il sostegno da parte della Regione nei confronti dei comuni e delle associazioni operanti nel terzo settore, che spesso svolgono un ruolo sostitutivo”) , Angelo Miceli (“Fenomeni come usura e racket trovano terreno fertile nell’attuale crisi. Di qui la necessita di maggiori azioni di sostegno da parte della Regione”) e Giuseppe Zollo (“La politica non deve essere solo forma ma anche contenuto. Occorre essere più incisivi, stanziando fondi a favore delle fasce sociali più deboli”), gli assessori Rosario Guerra (“Il dato che più allarmante è quello della disoccupazione giovanile, che inevitabilmente favorisce il reclutamento da parte della malavita organizzata”) e Mirna Campone (“Occorre agire soprattutto nelle scuole dove bisogna diffondere la cultura della legalità”) e, infine, il presidente del Consiglio, Luigi Boccalone (“Non siamo immuni dal fenomeno camorristico, anche se non siamo certamente ai livelli delle province di Napoli e Caserta”).

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