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Compostiera di Comunità, Abbamondi: “bene cogliere le opportunità ma non a discapito di alcuni cittadini”

21/09/2019
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Sulla compostiera di comunità interviene l’ avv. Angela Abbamondi, capogruppo di Telese Riparte con una nota chiarificatrice nella quale espone quanto segue:

Con delibera n. 168 del 28 agosto scorso l’attuale Giunta ha individuato il sito in cui collocare la compostiera di comunità.

“Ricordiamo che nel 2017 quando decise di aderire alla manifestazione pubblica di interesse indetta dalla Regione Campania che prevedeva la fornitura gratis delle compostiere di comunità vi fu un grosso malcontento popolare seguito da un incontro pubblico in cui il Sindaco diede rassicurazioni in ordine al sito ove sarebbe stata collocata.

Ed infatti, nel mentre già circolavano voci sull’area, individuata nel piazzale adiacente alla clinica Maugeri di proprietà comunale, la maggioranza, pressata dalle numerose critiche emerse nell’incontro, provenienti principalmente dai proprietari di immobili limitrofi, fece dietro-front e optò per l’area adiacente il depuratore comunale, in zona stazione, decentrata rispetto al centro abitato ma comunque facilmente raggiungibile.

Apprendiamo ora che la scelta è stata ulteriormente cambiata ed è ricaduta nel piazzale antistante il nuovo palazzetto dello Sport, in area urbanizzata e, come se non bastasse, vicina ad attività commerciali di alimenti freschi che mal si conciliano con un centro di raccolta dell’umido.

Pur non contestando, in astratto, la bontà della compostiera di comunità, solleviamo serie critiche sulla nuova localizzazione in quanto, a nostro avviso, mortificante per gli abitanti di Via Ubaldo Mainolfi e Via Lagni. Carofano nella scorsa campagna elettorale aveva promesso di riqualificare l’area, da anni ormai degradata ed abbandonata a se stessa. Ebbene non solo non ha mantenuto fede alle promesse ma ora ha fatto di peggio individuando proprio lì la sede della compostiera che altro non è che una discarica comune, seppur di piccole dimensioni.

Tra l’altro parrebbe che anche da un punto di vista tecnico l’area non godrebbe dei requisiti necessari per l’installazione di tale impianto in quanto priva dell’allacciamento alla fogna, tant’è’ che ancora oggi i cittadini della zona sono costretti a
sversare le acque reflue in fosse biologiche.

Successivamente alla pubblicazione della delibera di giunta su richiamata, abbiamo ricevuto numerose lamentele da parte degli abitanti di Via Lagni e di Via Ubaldo Mainolfi i quali non intendono tollerarne la presenza e noi ci sentiamo di stare dalla loro parte. _*Del resto quello che non si è disposti ad accettare nel proprio quartiere non è corretto imporlo al quartiere vicino.*

Ad avvalorare ulteriormente le preoccupazioni degli abitanti del posto, che facciamo nostre, vi è anche il fatto che le compostiere di comunità presuppongono una gestione virtuosa della raccolta dall’umido e mal si prestano ad una governance come la nostra che, ahinoi, proprio in materia di rifiuti ha dato prova di grande inefficienza, riuscendo a peggiorare l’unico servizio che funzionava, trasformando la raccolta in un incubo.

Sulle possibili incidenze dell’impianto sulla qualità della vita dei residenti è necessario pertanto fare chiarezza e per questo motivo abbiamo presentato una interrogazione finalizzata a conoscere, tra l’altro, la motivazione che ha spinto il Comune a cambiare la localizzazione iniziale; se, come pare, oltre al prefabbricato che ospiterà il macchinario vi sarà anche una tettoia, aperta ai lati, destinata al completamento della maturazione ed essiccazione del compost, con possibile rilascio di polveri nell’aria ed immissioni di odori molesti; se alla luce delle criticità evidenziate, non ultima l’assenza della rete fognaria, l’ente e’ intenzionato a trovare un sito più idoneo.

Eppure al posto di Carofano sarebbe stato possibile cogliere l’opportunità’ offerta attraverso soluzioni più congeniali con il nostro territorio, come le compostiere di condominio o di una o più’ collettivita’ produttrici di grandi quantità’di umido ( come ad esempio cliniche, grandi ristoranti etc….) individuate con una manifestazione pubblica di interesse che avrebbero poi provveduto a collocare il macchinario in area privata, ne’ più’ ne’ meno di come accade per le compostiere di famiglia. Altro traguardo accessibile ed ugualmente auspicabile sarebbe stato quello di richiedere la compostiera in associazione con uno o più’ Comuni limitrofi, superando in questo modo il problema della mancanza di suolo pubblico.

Purtroppo quando non c’è approfondimento e programmazione e si rincorre sempre la decisione dell’ultima ora i risultati non possono che essere deludenti”.

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