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La Montagna, il Bosco, il Lavoro Forestale: risorse per un nuovo modello di sviluppo.Questo il tema del convegno che si terrà a Roma

07/07/2012
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Si tratta di rafforzare anche i concetti sulla vertenza dei lavoratori forestali sanniti. Al Convegno programmato  per  lunedì  prossimo, 9 luglio  a Roma parteciperanno solo dalla Campania circa – 120 – tra dirigenti sindacali e lavoratori forestali.

Sulla vertenza dei lavoratori forestali Sanniti e Campani, le federazioni nazionali di categoria sono più volte intervenute, per sensibilizzare le istituzioni ai vari livelli ad intervenire seriamente sulla tematica della Forestazione, oltre a sensibilizzare ed evidenziare l’importanza di tale settore. Per rafforzare tale problematica hanno programmato per il 9 luglio p.v. un convegno a Roma sul tema: “La Montagna, il Bosco, il Lavoro Forestale: risorse per un nuovo modello di sviluppo.”

Le foreste del Sannio e della Campania (italiane), pur avendo diverse e differenti funzioni, da quelle produttive, alle protettive, nonché ambientali e paesaggistiche, continuano a rappresentare un bene primario essenziale e irrinunciabile, che in una realtà come quella sannita-campana è senza dubbio di impatto fondamentale anche e soprattutto per la crescita dell’intera provincia.           Riteniamo che sia un immenso patrimonio che, purtroppo, a causa della cattiva gestione, invece di generare sviluppo e lavoro produttivo, suscita sprechi e parassitismi. Continuiamo purtroppo a notare un continuo abbandono delle zone montane che provocano oltre ad uno spopolamento delle nostre aree, anche e soprattutto un danno di grave impatto idrogeologico.

Sono ormai trascorsi troppi anni e per tale motivo assistiamo ad un lento e costante depauperamento delle foreste sannite – campane e italiane cui è dato un ruolo sempre più marginale nell’economia territoriale – regionale e nazionale fino a non considerarlo fra i settori verso cui possa rivolgersi l’interesse del mondo imprenditoriale.

Tale situazione è frutto di scelte evidentemente poco oculate, che hanno prodotto una disarticolata governance con attribuzione di ruoli e poteri non propria di una pianificazione imprenditoriale ma stratificata dalle sovrapposizioni che nel tempo sono state generate dalle alterne stagioni politiche.

In un tale contesto anche i 64.000 lavoratori forestali, dislocati in tutte le regioni – circa 4.500 in Campania – 750 nel Sannio – (secondo criteri per lo più estranei ad un sostenibile rapporto con le opere pianificate, ma determinati dal bisogno di allentare il fenomeno della diffusa disoccupazione) vengono considerati un peso, se non addirittura uno spreco. La loro professionalità, acquisita con esperienza diretta, non è riconosciuta come risorsa perché manca l’impresa e il management adeguato a farlo.

Come OO.SS. pensiamo che sia giunto il momento di affrontare in modo serio il problema delle foreste, con l’obiettivo di dare valore alla programmazione degli investimenti, in alternativa alla dannosa logica della spesa.

I Segretari Generali Cianfoni (Fai Cisl) Crogi (Flai Cgil) e Mantegazza (Uila Uil) – promotori del convegno, speigano che è un’occasione per inaugurare e sostenere, dopo troppi anni di disattenzione, un rinnovato interesse della politica verso un sistema di attività e verso le sue risorse umane, spesso trascurate o considerate come un costo anziché, ad ogni effetto, un grande, inesplorato patrimonio che attende di essere messo in condizione di produrre sviluppo e ricchezza.

Questo, sarà possibile se lo Stato e le Regioni si convinceranno dell’importanza di una programmazione e di una pianificazione imprenditoriale, utilizzando al meglio anche le risorse comunitarie, delle molteplici attività della filiera bosco – ambiente – turismo – energie rinnovabili, in alternativa alle criticabili consuetudini assistenzialistiche e di pronto soccorso, per cui l’Italia spende ogni anno centinaia di milioni di Euro per riparare i danni causati dalle alluvioni autunnali e dagli incendi estivi dei boschi.