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Il Comitato Sannita ABC replica alle dichiarazioni del presidente Ge.se.sa. Abate

29/11/2018
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Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune rimane sbigottito a seguito delle dichiarazioni apparse sulla stampa locale, dalle quali si apprende che il presidente della Ge.Se.Sa. A.p.a. “esorta il Consiglio comunale a votare un aumento di capitale Ge.Se.Sa.”.

Benevento si mobilita per la gestione pubblica dell’acqua.

“Innanzitutto si fa presente che quella indicata da Ge.Se.Sa. non è la volontà del Consiglio Comunale, tant’è che nel mese di dicembre dell’anno scorso è saltato un tentativo analogo, in quanto la maggior parte dei consiglieri non si dimostrarono disposti a consentire una ulteriore cessione privatizzazione dell’Acqua sannita. Il presidente Abate inoltre auspica che “i Comuni anche non soci possano entrare nella grande Famiglia”.
Il Comitato Sannita ABC dice ancora una volta no al tentativo di una ulteriore privatizzazione dell’acqua pubblica nel Sannio, perché l’ingresso di altri Comuni in Ge.Se.Sa. comporterebbe l’accesso ad una famiglia a cui essi non appartengono: i Comuni sono soggetti di Diritto Pubblico e non possono essere “adottati” da famiglie private.

Questo a nostro avviso è in aperto contrasto con il principio della pubblicità dell’acqua che è stato ribadito con forza sia da Papa Francesco nella Laudato sia da oltre 27 milioni di Italiani nel referendum del 2011.

Il Comitato Sannita ABC ritiene che una proposta del genere è fuori luogo e fuori tempo in questo momento storico in cui i cittadini di Benevento si stanno mobilitando per consentire un referendum consultivo sulla gestione pubblica dell’acqua.
Restiamo molto perplessi dinanzi alle dichiarazioni di Abate apparse su “Anteprima 24” dalle quali si legge di una sintonia di vedute con l’amministrazione comunale: ma non si capirebbe come l’amministrazione possa essere disponibile verso i cittadini perché si esprimano sull’acqua pubblica, e poi intraprendere una direzione opposta e contraria senza ascoltare la volontà del popolo Beneventano.

La politica, al contrario di quello che sostiene Abate, deve guardare agli interessi della collettività e non agli interessi di Ge.Se.Sa. S.p.a., la quale guarda prevalentemente ai propri interessi e non a quelli dei Beneventani.

Per questi motivi invitiamo la popolazione, che già si è mobilitata in maniera massiccia nelle scorse settimane (oltre 1.400 firme, comprese anche quelle di alcuni consiglieri Comunali di maggioranza) a continuare ad affollare i banchetti ed i punti di raccolta firme del Comitato per dimostrare con i fatti che non vuole aderire alla “Famiglia Privata”, ma desidera che l’acqua del Sannio torni al più presto nel rassicurante nucleo familiare dei Beni Comuni.

Cogliamo l’occasione per invitare i Dirigenti scolastici del Sannio a non consentire più operazioni di marketing come quella odierna dalla quale sono partite le esternazioni di Abate, perché la Scuola e l’Istruzione sono ancora un bene pubblico garantito dalla Costituzione, e che quindi non può essere svenduto alle logiche del mercato.

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