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Altrabenevento servizio mensa: “mozzarelle da ditta sequestrata”

14/04/2016
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“Trovata una larva nella mozzarella servita in mensa, – scrive Gabriele Corona Presidente di Altrabenevento –  il fornitore è quello della provincia di Caserta già sottoposto a sequestro per gravi violazioni igieniche. I genitori della commissione mensa, contro i segreti imposti dal Comune, pubblicano su facebook i documenti relativi ai controlli effettuati e alle gravi irregolarità riscontrate, ma nessuno controlla la provenienza dei prodotti”.

“Una insegnante attenta alla salute dei bambini e cosciente delle sue responsabilità, in servizio alla scuola per l’infanzia di Pacevecchia, ha denunciato la presenza di un corpo estraneo, probabilmente una larva di insetto, nella mozzarella servita dalla cooperativa Quadrelle 2001 di Quindici (AV) che da dicembre scorso gestisce il servizio di mensa scolastica a Benevento.
La Gazzetta di Benevento, con la solita indiscrezione di palazzo, precisa che la mozzarella è arrivata a scuola direttamente nella confezione del produttore, un caseificio casertano. Nessuna responsabilità, quindi, si può addebitare alla Quadrelle 2001 che ha servito il pasto confezionato da altri. Però, almeno stavolta siamo sicuri che non può essere stato un bambino ad aver introdotto il corpo estraneo nel cibo, come ha sostenuto il direttore della Quadrelle 2001, Salvatore Balestreri, dal titolo incerto, quando è stato trovato un sassolino nella pasta e lenticchie.
Non ci spiega la Gazzetta del Comune di Benevento, come mai la ditta che gestisce il servizio mensa, che dovrebbe scegliere prodotti locali, acquista le mozzarelle in provincia di Caserta. Potrebbe verificare la Gazzetta di Pietronigro con una inchiesta giornalista che non si fondi solo sulle veline di palazzo Mosti, se il caseificio che fornisce i latticini alla Quadrelle 2001 non sia quello di Orta di Atella sequestrato a luglio scorso per gravi violazioni igienico-sanitarie?
Intanto si registra un’altra importante novità: le mamme della commissione mensa, dopo la riunione di martedì scorso, di cui Gazzetta non ha pubblicato indiscrezioni, si sono stancate dei segreti imposti dal Comune ed hanno cominciato a pubblicare sui gruppi facebook “Comitato Genitori Ic San Filippo”, “MenSana” e Mensa scolastica trasparente- Benevento” i verbali delle riunioni tenute con i rappresentanti della Amministrazione Comunale e le contestazioni della dietista.
Emergono così, ufficialmente, altre violazioni contrattuali che si aggiungono a quelle già denunciate da Altrabenevento che vengono confermate: la Quadrelle 2001 ha servito moltissime volte pasta scotta o pietanze non cotte a sufficienza; ha variato i menù senza la preventiva autorizzazione; la bustina di parmigiano reggiano prevista da contratto non è mai stata fornita; nel pane c’erano “miglioratori” non previsti dalle schede alimentari; le derrate alimentari sono ammucchiate sulle pedane; le posate di plastica sono troppo leggere e si spaccano; al personale della mensa non vengono fornite cuffie monouso; nel pesce ci sono lische pericolose.
La pubblicazione di questi documenti ancora molto parziali, è comunque un passo avanti perché dimostra che nella Commissione Mensa ci sono mamme ed insegnanti coraggiose, capaci e responsabili, a differenza di quelli che si sono solamente preoccupati di assicurare sempre che tutto era a posto senza mai compilare schede di valutazione, lamentandosi solo per le denunce di Altrabenevento.
Adesso  – continua Corona – il Comune deve spiegare quali sanzioni ha fatto alla Quadrelle 2001 a fronte delle diverse irregolarità riscontrate e pubblicare il famoso verbale dei NAS relativo alla presenza di pasta scaduta, olio e conserve non previsti dal capitolato.
E’ indispensabile,  – conclude Gabriele Corona – inoltre, che il Dirigente del Settore servizi al Cittadino, Angelo Mancini, pubblichi i verbali dei sopralluoghi effettuati personalmente o dai propri funzionari, per sapere, finalmente, chi e quando ha controllato la provenienza degli alimenti.
Si tratta di una verifica fondamentale anche per spiegare la provenienza della carne, dei petti di pollo spacciati come petti di tacchino, delle lenticchie, delle mozzarelle e della frutta, e per verificare le condizioni igienico sanitarie dei depositi e degli automezzi usati per il trasporto”.

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