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Altrabenevento: “la mensa scolastica del Comune di Benevento continua a creare discussioni”

15/12/2015
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Gabriele Corona: “I genitori non sono convinti della qualità del servizio, incerto e precario, soprattutto perché non riescono, nonostante ripetuti solleciti, ad avere dal Sindaco le dovute risposte in merito ad alcune fondamentali questioni”.

Mensa Comunale

Mensa Comunale

“I genitori – scrive Gabriele Corona per Altrabenevento –  non si fidano di un servizio mensa oscuro e incerto perché il Comune continua a nascondere documenti fondamentali.E adesso è anche vietato fotografare le etichette dei pasti. Continua a creare discussioni, apprensione e polemiche, anche sulla stampa nazionale, la mensa scolastica del Comune di Benevento e non certo per strumentalizzazioni e ingiustificate psicosi, come sostiene il comandante/dirigente Moschella.
I genitori non sono convinti della qualità del servizio, incerto e precario, soprattutto perché non riescono, nonostante ripetuti solleciti, ad avere dal Sindaco le dovute risposte in merito ad alcune fondamentali questioni. È assolutamente inaccettabile che la pubblica amministrazione continui a negare risposte ufficiali, anche attraverso la consultazione degli atti, ai cittadini utenti!
Il colonnello Moschella pensa di gestire il servizio con il pugno di ferro (“solo le mamme che aderiscono al servizio possono controllare”, “i bambini che non accettano la mensa non possono mangiare in classe panini o pasti portati da casa”…) e continua a comunicare tramite indiscrezioni e dichiarazioni non ufficiali a qualche organo di stampa. Magari per fornire a piacimento notizie assolutamente non verificate sul numero dei pasti e sul gradimento della mensa. Così facendo egli ha creato un vespaio di polemiche tra genitori, insegnanti e dirigenti scolastici che cercano di gestire tra mille contraddizioni il rapporto con gli utenti del servizio, tentando di preservare anche il tempo pieno e quindi il lavoro dei docenti.
Proviamo a riassumere le questioni fondamentali.

– Stesso centro di cottura della Ristorò
La cooperativa Quadrelle 2001, che attualmente gestisce il servizio, – continua Corona –  è in affari con la Ristorò, la ditta della famiglia Barretta travolta dalle proteste degli ultimi due anni per il disservizio della mensa scolastica. La Quadrelle 2001, di Quindici in provincia di Avellino, utilizza lo stesso centro di cottura di proprietà della Ristorò a Ponte Valentino. Persino la linea telefonica è intestata alla società Complesso Polivalente Rossana, della signora Rossana Porcelli, maritata Barretta, ex presunta direttrice della Ristorò. Quest’ultima ditta rimane proprietaria dello stabile e per contratto deve ricevere dalla Quadrelle una percentuale su tutti gli incassi che la società di Quindici realizzerà nei prossimi 5 anni con la mensa scolastica di Benevento e non solo.
– Costo del pasto troppo basso
Il pasto prodotto dalla Ristorò negli ultimi due anni costava al Comune 4,30 euro più Iva, e ha prodotto polemiche e discussioni a non finire. Per riorganizzare il servizio, il Comune ha chiesto ad una nutrizionista di elaborare nuovi menù e tabelle nutrizionali, prevedendo una percentuale consistente di prodotti biologici. Per questo motivo quest’anno è stato ipotizzato il prezzo di 4,80 euro più Iva, posto a base della nuova gara d’appalto, scaduta ad ottobre. La Quadrelle 2001 – spiega Corona –  ha proposto allora 4,79 euro (un solo centesimo di euro di ribasso), sostenendo che la qualità dei pasti e del servizio richiesto non potevano essere garantiti con un prezzo più basso. Quel valore era comprensivo anche di una quota di 0,77 centesimi per ogni pasto da destinare ai lavori di ristrutturazione del centro di cottura comunale e all’adeguamento delle scuole per lo scodellamento. Quella gara è stata vinta dalle società GLM e Global Service che avevano offerto il prezzo di 4,10 euro a pasto, compresi i lavori richiesti dal Comune. Gara poi annullata. A seguito di una nuova procedura negoziata, il Comune di Benevento ha affidato il servizio alla Quadrelle 2001 che si è impegnata a cucinare e servire i pasti per 2,89 euro più Iva. L’offerta  – sostiene Gabriele Corona – è incomprensibile, perché la stessa società aveva offerto due mesi fa il prezzo di euro 4,79, che decurtato dei 77 centesimi per i lavori che non sono più previsti a suo carico, non avrebbe dovuto scendere sotto i 4 euro. Come fa a garantire la qualità dei pasti, la qualità del servizio e l’utilizzazione di 49 persone con 2,89 euro a pasto? Il Comune di Benevento ha effettuato una valutazione per stabilire se si tratta di una “offerta anomala”, come prevedono le leggi sulle gare per servizi? Perché il sindaco Fausto Pepe e il Comandante Moschella non rendono noto il documento con l’analisi dei costi presentato dalla Quadrelle 2001? La consultazione di quel documento potrebbe da sola risolvere molti dubbi e quindi ridurre di gran lunga le polemiche e le discussioni in corso.
La Quadrelle nel corso di un incontro tenuto presso una scuola della città ha ammesso che quel costo è “promozionale”, ammette cioè che ci rimetterà dei soldi, ma se lo può permettere perché attende l’esito di un ricorso che ha presentato, o sta per presentare, al TAR, affinché le sia aggiudicato l’appalto previsto dalla gara che poi Moschella ha annullato. Se il Tribunale amministrativo dovesse accogliere la richiesta della Quadrelle 2001, questa si aggiudicherà il servizio per 5 anni, ma al prezzo di 4,79 euro. Di conseguenza salirà di molto anche la quota a carico della famiglie. Che succederà se il TAR dovesse darle torto? Come farà a garantire il servizio con 2.89 euro a pasto che servono si e no per il costo del lavoro?
– Ancora ipotetica la ristrutturazione del centro di cottura del Comune di Benevento
L’Ente – afferma Corona –  è proprietario di locali, in contrada Capodimonte (vedi foto), utilizzati fino a circa 10 anni fa per produrre i pasti per le scuole. Abbiamo chiesto più volte che quel centro di cottura fosse attrezzato nuovamente per consentire soprattutto alle grandi e qualificate ditte che offrono questo servizio di partecipare alla gara, senza l’obbligo di utilizzare centri di cottura privati in zona. Il Comune di Benevento però, stranamente, non ha previsto la spesa in bilancio, decidendo che tali lavori vengano effettuati dalla ditta che vince l’appalto. È stata questa una decisione disastrosa!
Il mese scorso Moschella assicurava che la società GLM, allora aggiudicataria del servizio, avrebbe ristrutturato il centro di cottura del Comune in appena 3 mesi, per la spesa prevista di 700 mila euro. La Quadrelle 2001, invece, sostiene che quei soldi non sono assolutamente sufficienti, ci vogliono almeno 1milione e 200mila euro per riattrezzare il centro comunale e adeguare le scuole allo scodellamento. È chiaro quindi che se la società di Quindici dovesse vincere il ricorso al TAR e aggiudicarsi il servizio per 5 anni, ne nascerebbe un contenzioso con il Comune dall’esito assolutamente incerto. È naturale però che la Quadrelle preferisce utilizzare il centro di cottura della Ristorò, piuttosto che spendere soldi per un centro di cottura del Comune. Il sindaco, nell’ultimo incontro pubblico di Novembre con i genitori, aveva assicurato che avrebbe valutato la nostra richiesta affinché i lavori al centro di cottura e alle scuole fossero effettuati direttamente dal Comune senza passare attraverso la disponibilità di privati. Al momento, non c’è traccia della gara europea che Moschella aveva preannunciato per affidare il servizio mensa per 5 anni e per i lavori di ristrutturazione della cucina comunale, neppure ci sono atti che prevedono la realizzazione di quei lavori direttamente a carico del Comune.
Appare scontato, pertanto, che il servizio affidato alla Quadrelle fino alla fine di febbraio 2016 sarà concesso in proroga alla stessa società fino alla fine di maggio. Allo stesso prezzo?
– Il sistema dei controlli inadeguato
Le polemiche sul servizio della Ristorò – continua Corona –  hanno coinvolto anche le autorità di controllo (Comune, ASL, nutrizionista, ARPAC). Tutti ricordano che Moschella ha per 8 mesi ripetuto che “è tutto a posto, non hanno trovato riscontro le denunce di Altrabenevento”, poi però il servizio è stato sospeso e la Ristorò multata per alcune anomalie. Per evitare confusioni e lo scarica barile delle autorità preposte ai controlli abbiamo proposto, a luglio scorso, una Carta dei Servizi per stabilire esattamente le competenze degli uffici comunali, quelle dei Vigili urbani, quelle della Commissione mensa, quelle della ASL. Quel documento non è stato ancora approvato dal Comune e la Commissione mensa non è stata ancora istituita. I controlli vengono effettuati volontariamente da parte dei genitori in alcune scuole, perché in altre questa possibilità è negata. Da ieri però non si possono scattare foto alle vaschette e neppure alle etichette che non indicano la grammatura del pasto contrariamente a quanto espressamente indicato nel capitolato.
– La gestione del personale
Secondo il capitolato di appalto la Quadrelle deve utilizzare i 49 ex dipendenti della Ristorò (compreso il consigliere comunale, membro della commissione servizi sociali). Ma la società di Quindici ha già mostrato di avere preferenze nel rapporto con il personale iscritto a CGIL, CISL e UIL, mentre non ha consentito di lavorare, per diversi giorni, ai dipendenti della CUB, quelli che l’anno scorso hanno denunciato la malagestione della Ristorò. Attualmente nessun lavoratore ha firmato il nuovo contratto, nonostante il servizio sia in corso da giovedì 9 dicembre.

Insomma  – conclude – manca una condizione fondamentale per rendere un servizio convincente: la certezza. È incerta l’aggiudicazione alla Quadrelle, è incerto il costo per il Comune e per gli utenti, sono confusi i sistemi di controllo. È aleatoria la riorganizzazione del centro di cottura comunale ed è impossibile garantire la qualità dei pasti e del servizio, oltre che l’occupazione di 49 dipendenti, al costo di 2,89 euro a pasto”.

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