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Operazione “Gioventù Bruciata” della Polizia di Stato : Arrestato Troiano Pellegrino dopo lunghe indagini

14/02/2014
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L’arrestato è ritenuto responsabile di una rapina a mano armata ai danni del supermercato Conad di Arpaia messa in atto lo scorso anno.

L’antefatto : scena da film .

La sera del 1° febbraio 2013, verso le ore 19,55 circa, alla SS. 7 Appia nel Comune di Arpaia, un poliziotto in servizio alla Squadra Mobile della Questura di Benevento, si trovava, fuori dall’orario di lavoro, presso una delle casse del supermercato “Conad” lì ubicato, intento a pagare della merce appena acquistata. Improvvisamente fanno irruzione nell’esercizio commerciale due individui, con il volto travisato da cappellino e bandana; la bandana indossata in modo tale da coprire il volto, lasciando liberi solo gli occhi. Uno dei due balordi impugnava una pistola di colore nero, del tutto somigliante a quella in dotazione alle Forze dell’Ordine, mentre l’altro giovane, che indossava una borsa di tela di iuta colore verde, si precipitava alla cassa attigua a quella dove si trovava l’Assistente Capo della Polizia di Stato ed intimava alla cassiera ( testualmente in dialetto campano: “ARAP A’ CASS!” ) di aprirla e di consegnargli tutto il denaro ivi contenuto.

L’altro balordo brandendo la pistola gridava a tutti i presenti di non muoversi e di non uscire dall’esercizio commerciale. Il giovane vicino alla cassa, al fine di incutere maggiore paura nei presenti, scarrellava la culatta della pistola simulando di aver inserito un colpo in canna. Durante l’operazione la culatta rimaneva aperta, tanto da consentire al poliziotto di avvedersi che la pistola era palesemente scarica. Conscio della momentanea inoffensività dell’arma che non avrebbe consentito al balordo di arrecare danni all’altrui incolumità, il poliziotto si scaglia sul rapinatore al fine di disarmarlo.

Ne nasceva una violenta colluttazione nel corso della quale il malfattore perdeva il caricatore della pistola sul vano della cassa. L’altro balordo, intanto, in soccorso dell’amico si avventava, colpendolo alle spalle, l’appartenente alla Squadra Mobile , il quale si vedeva costretto a lasciare il primo giovane per difendersi dall’altro .

Ne scaturiva un altro violento corpo a corpo con il secondo giovane, a seguito del quale il rapinatore perdeva il cappellino che indossava e gli occhiali da vista. Mentre il poliziotto era impegnato a difendersi dal secondo malfattore con il quale era in corso la colluttazione, il primo giovane, ovvero quello che impugnava la pistola, ormai priva di caricatore, si avviava verso l’uscita dell’esercizio commerciale brandendo la pistola a mo’ di martello.

Per evitare che costui potesse ferire seriamente qualcuno dei presenti picchiandolo in testa con la pistola, il poliziotto si vide costretto a mollare la presa sul secondo giovane che aveva immobilizzato a terra, per cercare di evitare che l’altro malfattore potesse gravemente ferire qualcuno dei presenti.

I due balordi salivano a bordo di una CITROEN C4 di colore grigio, inseguiti dal poliziotto che, per cercare di fermarli, era riuscito ad aprire lo sportello lato guida delle autovetture. Purtroppo l’autista partito a velocità sostenuta  lasciava solo un pezzo della maniglia della portiera fra le mani dell’Assistente Capo di polizia. I due malfattori si allontanavano cosi  in direzione Caserta-Napoli. Il coraggioso intervento del poliziotto è servito inequivocabilmente a fare in modo che i due banditi non riuscissero a portare a compimento l’evento delittuoso e non arrecassero del male a nessuno dei presenti .

I rei fuggivano, infatti, privi di bottino, in quanto, per difendersi dalla coraggiosa reazione del poliziotto, avevano dovuto abbandonare sul posto la borsa di tela di iuta di colore verde con i soldi che erano riusciti a prelevare dalla cassa, bottino successivamente quantificato in circa 7.000,00 euro. Mentre i due balordi si allontanavano a bordo della CITROEN C4, l’Assistente Capo di polizia allertava il “113” informandolo dell’accaduto, diramando le ricerche dell’autovettura di colore grigio della quale, stante la concitazione della fase evolutiva degli eventi, riusciva a rilevare il numero di targa parziale.

Da qui le serrate indagini da parte della Sezione Antirapina della Squadra Mobile. Il primo step è stato quello di realizzare immediatamente la falsità della targa apposta all’autovettura, infatti dal progressivo delle lettere essa atteneva ad autovetture immatricolate prima del 2004 pertanto non corrispondente a quel modello di veicolo usato per la rapina ancora non in produzione; sono poi seguiti una serie di accertamenti tecnici che hanno consentito di individuare , senza ombra di dubbio, l’autovettura utilizzata per la rapina.

Una volta rintracciata, coincidevano sia il tipo che il colore del veicolo, ma soprattutto mancava il coperchietto di protezione della serratura della maniglia posteriore sx, strappato dal poliziotto. L’autovettura presentava, inoltre, una evidente strisciatura sulla fiancata sx riconosciuta dal poliziotto.

Dall’autovettura all’identificazione di chi l’aveva in uso: Troiano Pellegrino, di anni 25, di Apollosa.

Sono seguiti accertamenti morfologici, ma anche una serie di attività tecniche investigative di tipo ambientale e telefonico che avallavano a pieno i sospetti. Dopo le lunghe indagini, in data odierna, l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare .

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