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Consiglio comunale “urgente” questa mattina che inizia con la solita ora e mezza di ritardo

14/02/2013
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In apertura vengono approvati all’unanimità i verbali delle sedute precedenti.

Si passa poi al vero e proprio oggetto di questo consiglio comunale che è “Legge 448/98 – Art. 31 comma 45 – Cessione in proprietà di aree comprese nei piani di edilizia economica e popolare già concesse in diritto di superficie. Art. 31 comma 49bis svincolo obblighi convenzionali. Determinazioni, approvazione schemi di convenzione e rettifica mero errore materiale delibera C.C. n. 22 del 25.07.2012”  .

Prende la parola l’Assessore Aversano che illustra come ai sensi della normativa vigente il Comune può trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà cioè di far diventare realmente proprietari le persone che hanno acquistato il diritto ad edificandum. Non è obbligatorio accettare la proposta del comune e chi non lo fa resta nelle condizioni di cui  alla convenzione stipulata e ne c’è l’obbligatorietà che tutti devono accettare.

A tal poposito c’è un emendamento di Angelo Miceli che chiede di eliminare la parte che parla della riduzione in quanto la stessa è stata già deliberata nel luglio del 2012 quando si stabilì  nel regolamento che la stessa era di un terzo del corrispettivo nel mentre oggi si parla dello 0,80% e quindi disattendendo quanto già deciso. Poichè non vi è l’obbligatorietà dell’accettazione, una incentivazione potrebbe essere piu facimente accettata. A tal proposito il dirigente Lanzalone esprime nulla osta sulla regolarità contabile. Nazzareno Orlando, pur non entrando nel merito, fa notare che il capogruppo di maggioranza presenta un emendamento in aula il giorno stesso della discussione. Miceli obietta che però c’è un errore in delibera ed allora Orlando si domanda ma chi fa sempre errore in delibera? Chiede inoltre Orlando su chi sarà che difinirà il tutto con la determinazione del prezzo di mercato. Luigi De Nigris aggiunge che sugli emendamenti presentati dalla maggioranza sarebbe giusto conoscere anche gli orientamenti degli altri consiglieri di maggioranza prima della votazione.Interviene poi Giovanni Quarantiello che chiede di capire se con questa riduzione nell’arco dei dieci anni si incasseranno gli stessi importi postati nel salvaenti e ciò con apposita dichiarazione del dirigente del settore.

Nazzareno Lanni presenta anche lui un emendamento nel quale chiede di aggiungere all’iter della procedura la seguente condizione : “che sia accertato dagli uffici competenti l’avvenuto assolvimento degli obblighi economici per le aree dove sono avvenute le edificazioni  con eventuale trasferimento in capo agli assegnatari degli obblighi non ancora assolti.

Su questo punto si esprime anche il dirigente Salvatore Zotti gli oneri previsti sono essenzialmente due: la realizzazione delle opere di urbanizzazione e il pagamento del diritto di superficie. Grosse difficoltà Zotti le ha sula realizzazione e successiva cessione delle opere di urbanozzazione. E perciò si è inserito l’art.5  che non incide degli obblighi già assunti e quindi restano validi i patti di cui alla convenzione originale. Le convenzioni poi all’epoca era stipulate in modo che gli assegnatori dovevano solo pagare un corrispettivo del diritto di superficie e quindi non indennità di esproprio perchè in effetti detto corrispettivo equivaleva di fatto proprio all’indennità di esproprio.

De Nigris allora aggiunge che bisognerebbe primo conoscere lo stato dell’arte prima e poi si poteva votare per l’approvazione della delibera. In effetti se passa l’emendamento di Lanni ciò andrebbe fatto e tanto vale farlo prima.

Zotti aggiunge però che questo lavoro è già stato fatto ed è presente nelle schede per cui non c’è nient’altro da aggiungere.

Mario Cangiano chiede come mai viene considerato emendamento quello di Lanni quando in effetti è solo una precisazione perchè quanto tratta è già previsto per legge.

Per Nazzareno Orlando si vota così una delibera senza avere contezza dei conti!

Giovanni Quarantiello ribadisce che in una scheda del decreto salvaenti per questo tema un introito in 10 anno di circa 1,5 milioni di euro e quindi chiede nuovamente se tale calcolo è stato fatto in maniera precisa.

Angelo Miceli aggiunge di sapere se quando nella delibera di parla di pertinenza di cosa si tratta.

Luigi Ambrosone invece chiede, a proposito di non trasferimento di tutto le aree urbanizzate all’ente. quando le cooperative non sono delimitate come si intende procedere, sono pertinenze anche le zone urbanizzate o restano alla pubblica utilità? O ci si riferisce solo alle parti condominiali? E se acquisisce un solo condomino perchè non c’è l’obbligatorietà, nei riflessi della posta nel salvaente, non potranno raggiungere il milione e mezzo preventivato.

Zotti risponde che comunque ci sono già delle richieste già pervenute e quindi probabilmente si potranno

Sono circa 1000 gli alloggi che sono interessati. Di essi si è considerato solo il 20% e si è fatto il calcolo su un alloggio medio di 90 mq. e chi aderisce dovrà pagare all’incirca 7.000 euro per “affrancare” il tutto per cui 200 alloggi a 7.000 euro al mq. porta ad avere un totale di 1,4 milioni di euro.

De Nigris concorda su questo analisi però si prevede mediamente 7.000 euro, ma sono in unica soluzione o rateizzate. Risponde Zotti : rateizzate in 18 mesi in 4 rate.

Per  pertinenze si intende ciò che urbanisticamente viene inteso con tale termine e non con quanto si intende dal punto di vista catastale. Condizione necessaria è però che siano stati fatti i frazionamenti, che sia costituito il condominio e che ci siano le quote millesimali perchè c’è la possibilità che non tutti aderiscono. Inoltre nel regolamento è già previsto l’acquisizione in quote ed è previsto anche che chi finora non ha versato niente, non avrà detratto nulla

De Nigris chiede di capire però se alla luce del parere del dirigente Lanni ritirà l’emendamento. L’emendamento però non viene ritirato perchè secondo Lanni è meglio abbondare.

Si passa alla votazione sull’emendamento di Miceli che viene approvato con 19 voti favorevoli e 2 astenuti.

Sull’emendamento Lanni però Orlando insiste nel suo assunto e cioè di andare a fondo sul problema delle delibere sbagliate.

Cangiano prospetta anche il clima di incertezza che accompagna questa delibera se Lanni, pur in presenza di chiari procedure previste per legge, sente il  bisogno di dover puntualizzare il tutto.

De Nigris fa notare come ci sia un pò di confusione nella maggioranza e pone il problema di sapere se realmente quello di Lanni è un emendamento o meno. Izzo ribadisce che è un emendamento e va inserito a fine delibera e non  a parte alla stessa.

Si passa alla votazione sull’emendamento Lanni che viene approvato con 17 voti favorevoli e 4 astenuti.

Si passa alla votazione della delibera così come emendata che viene approvata con 18 voti favorevoli, tra i quali spicca quello di Quarantiello della minoranza.

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