Andreoletti : “Il Crotone è la prima squadra nel girone per passaggi filtranti e per dribbling”

Vigilia di Benevento – Crotone un match che pochissimi anni fa era un match che si giocava in serie A. Da allora la strega ed i pitagorici hanno imboccato una strada sbagliata e si ritrovano oggi a giocare di nuovo contro ma in serie C. L’allenatore giallorossa Andreoletti così si è espresso sul match di domani al ciro Vigorito di Benevento : “Penso che quest’anno ci siano molti big match, non ci sono partite facili ma sono tutte complicate. Questa sarà una partita complicate, come tutte le altre, ma per il passato delle due squadre non è una partita come le altre. Il Crotone è un avversario di blasone, vogliamo mantenere i nostri pregi crescendo sotto il profilo della personalità in campo dal punto di vista della manovra. L’avversario è di livello. Dopo 5/6 partite i numeri e le statistiche cominciano a contare qualcosa. Il Crotone è la prima squadra nel girone per passaggi filtranti e per dribbling, la seconda per cross. Sviluppa una fase offensiva importantissima, ha qualità nel reparto offensivo. Dovremmo essere bravi ad alternare la partita di dominio all’attenzione soprattutto sulle corsie esterne. Quanto più avremmo la palla, tanto più avremmo la possibilità di vincere la partita: mi aspetto personalità a centrocampo come gestione del pallone e della manovra e capacità di smarcamento negli spazi offensivi. La palla è rotonda, ma abbiamo gli strumenti per mettere in difficoltà il Crotone. Dobbiamo essere bravi quanto loro se non di più nella manovra. Non è una partita banale sia per la storia recente sia perché c’è grande rivalità per gli scontri del passato. Il fattore ambientale mi sta stupendo, vedendo anche gli avversari ho notato che al nord questo aspetto non c’è e qui sposta davvero gli equilibri: spaventa gli avversari e può condizionare il risultato. Questa squadra ha bisogno del pubblico che lo sostenga, domani me lo aspetto. Probabilmente non siamo in grado di battere il Crotone, abbiamo bisogno del supporto e della spinta del pubblico. Mi sto abituando a questo ambiente, mi motiva al massimo. Mi aspetto che anche gli avversari possano trovare le difficoltà che troviamo noi quando giochiamo fuori casa, almeno sotto il profilo ambientale. Oggi la certezza è la difesa a tre, ci dà un’ottima stabilità e i giocatori sono convinti di quello che fanno. Sarebbe da folli cambiare. Davanti è diverso: devi mettere in campo più giocatori in forma possibili e ovviamente devi considerare anche l’avversario sotto il profilo del piano gara. Cerco di mettere più qualità possibile in campo, non credo che il numero di attaccanti determina il risultato della manovra offensiva. C’è molta strategia, si può passare dal 3-4-2-1 al 3-5-2: quando hai giocatori della qualità e delle caratteristiche di quelli che alleno io cambiare da una fase all’altra diventa una passeggiata. Dobbiamo essere bravi a leggere quello che chiediamo noi, ma anche guardando all’avversario che parte da un 4-2-3-1 e poi cambia. Mi piace cercare di spareggiare un po’ i duelli, lavorando nelle zone di conflitto e tra le linee. Lì vorrei mettere giocatori di qualità“.

Rispetto alla partita con il Brindisi Andreoletti ha detto :  “Era una partita diversa: conoscevamo l’interpretazione del sistema di gioco del Brindisi, era una scelta più conservativa e ho avuto risposte differenti. Mi aspetto di più da Masciangelo, il giorno che entrerà in condizione vedremo tutte le sue qualità. El Kaouakibi invece ha fatto una buona gara, ha caratteristiche fisiche di categoria superiore e se crescerà potrà essere una buona spina nel fianco. Il Crotone ha una buona duttilità tattica e dovremmo essere bravi a capire le caratteristiche che servono nella gara per mettere in campo i giocatori più funzionali. Agazzi qualche settimana fa sarebbe stata la prima domanda, oggi no e mi fa piacere perché vuol dire che chi lo ha sostituito ha fatto grandi prestazioni. E’ un giocatore preso per giocare davanti alla difesa, può farlo e non ci dobbiamo dimenticare delle sue qualità e del motivo per cui è qui. Sta bene, ma ha poco minutaggio come altri: dobbiamo sfruttare il lavoro settimanale e magari anche la Coppa Italia. E’ uno di quelli che dovrà tirare avanti la carretta, ci aspettiamo tanti da lui. Può giocare anche insieme a Talia, a centrocampo siamo tanti e tutti bravi. Tello credo che sia un giocatore straordinario, sinceramente vedere un giocatore con le sue qualità in Serie C è un problema suo. Se c’è, però, vuol dire che qualcosa è successo. Può giocare ovunque a centrocampo, anche come esterno, e non devo dirvi le sue qualità. Si risparmia poco, ha qualità uniche, ma deve crescere. Non sono mai soddisfatto da lui, deve essere determinante e trovare continuità durante la partita. In questa squadra è centrale per personalità, carisma e qualità tecnica: lo è, ma deve diventare il giocatore su cui attaccarci quando siamo in difficoltà. Ho una stima incredibile di lui, non c’entra nulla in questa categoria e il mio compito è che ci resti il meno possibile. Vorrei fosse determinante in ogni momento. Improta invece è duttile ed ha tante qualità. Sarà convocato, se tutto va secondo i piani durante la rifinitura. Ha tanta voglia di dare il suo contributo a questa squadra, è un leader e sarà un valore aggiunto. Il rientro di Improta alza ulteriormente il livello tecnico di questa squadra. I problemi degli infortuni stanno finendo, ora cominceranno i miei nelle scelte ma è giusto che ci sia competizione. A parte Terranova, che ha avuto un piccolo problemino che spero di avere a disposizione se non in Coppa sicuramente la prossima settimana, non ci sono particolari infortuni. Ciciretti sta riprendendo la condizione, se ci sarà bisogno però lo impegnerò nei minuti finali ma spero di no. Ci sono alcuni giocatori che devono riprendere minutaggio. Canfora è un valore di questa società, un 2006 sistematicamente convocato in Nazionale. Il mio compito è metterlo nelle migliori condizioni per far meglio, ma non voglio bruciarlo. E’ un ragazzo straordinario con doti incredibili, è uno dei pochi ad aver trovato qualche spazio da 2006 in Serie C. Gli do fiducia ma lo spremo anche molto. Ha avuto qualche spezzone, ma questo è un campionato fisico. Più di tutti deve lavorare tanto, deve pensare a spingere tanto e sfruttare ogni momento che gli viene concesso e non regalato, perché se lo merita, per mostrare le sue qualità. Magari anche in settimana in Coppa Italia. Se siamo bravi, Carfora può diventare un patrimonio incredibile per questa squadra. Al di là dell’aspetto del calendario non c’è un grande passaggio. Sotto il profilo dei risultati siamo soddisfatti, abbiamo avuto continuità nonostante la sfortuna in avvio. Questa squadra però deve crescere ancora, mi aspetto una crescita costante mantenendo l’intensità che i ragazzi stanno avendo sia nel week-end che in settimana. Mi aspetto che passo dopo passo si cerchi di alzare la qualità tecnica, l’organizzazione e il fraseggio che ora come ora non siamo così lucidi ad avere. A lungo termine non basterà l’intensità o la voglia di lottare, abbiamo bisogno di crescere come squadra sotto il profilo collettivo e tecnico. Io ho l’obbligo di dare loro gli strumenti necessari per proporre un calcio più offensivo e più brillante. Mi sembra comunque di essere qui da tantissimo tempo ma sono qui da due mesi. Neanche nelle migliori aspettative, mie e della società, ci aspettavamo di essere a questo punto, e non parlo di risultati. Sono orgoglioso di aver intrapreso questa giusta strada: questo è un gruppo forte, unito, i giovani stanno seguendo molto bene i più esperti che stanno tirando la carretta. Su Tello e Karic avevamo tutti dubbi: oggi sono i primi davanti che ci sostengono e spingono in settimana. Da qui partono le basi, se non hai un gruppo sotto puoi avere giocatori fortissimi ma non vai da nessuna parte. In un gruppo non sono tutti uguali: dai giocatori più importanti, dai tanti Capitani, voglio l’esempio. Se i giocatori più esperti spingono allora poi i giovani spingono con loro. All’inizio c’era qualche problema tra gli esperti che tiravano il freno a mano, oggi fortunatamente non lo ho più. Non sono un allenatore che fa i cambi a tavolino, ragiono sulle alternative ma non sui cambi. I cinque cambi hanno cambiato questo sport: puoi stravolgere completamente la rosa in campo, può essere un vantaggio o uno svantaggio. Voglio mantenere un minimo di stabilità se la squadra sta facendo bene. Ora però, con tanti giocatori di qualità in panchina, può essere un valore aggiunto“.
Un’ultima chiosa sulla mancanza di gol nel secondo tempo : “Non mi preoccupa, non abbiamo fatto solo secondi tempi difensivi. Abbiamo creato  e tanto ma non abbiamo concretizzato. E’ una questione di bravura e fatalità“.

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