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Nei pozzi di Pezzapiana il tetracloroetilene ha superato per quattro volte la soglia di potabilità afferma Altrabenevento

05/12/2022
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E  per altre cinque volte –  afferma Altrabenevento nella nota diffusa alla stampa – la soglia di contaminazione. Sbagliati i dati contenuti nella tabella consegnata dal sindaco alla stampa.
Di seguito ecco quanto inviato da Altrabenevento:

“Pubblichiamo integralmente i venti “Rapporti di prova” cioè gli esami effettuati dall’ARPAC dal 15 al 19 novembre sui prelievi di acqua dai pozzi di Pezzapiana o dalle fontane, che il Comune di Benevento ha ricevuto ma non ha reso pubblici.

Ci sono stati consegnati ieri dalla stessa ARPAC su nostra formale richiesta.

Nella Tabella 1 riepilogativa sono indicate le date dei prelievi, i numeri dei verbali dei prelievi effettuati da ASL o ARPAC,  il numero del “rapporto di prova” che coincide con protocollo di accettazione, il sito (pozzo o fontana), la concentrazione accertata.

Come si evince in tabella e nei rapporti di prova indicati, l’acqua prelevata dai pozzi di Pezzapiana tra il 15 e il 17 novembre è risultata NON POTABILE per quattro volte (evidenziate in marrone) con valori molto alti, fino a 25 volte oltre il limite massimo, prima della ordinanza del sindaco che ne vietava l’uso per bere e cucinare. Nei due prelievi effettuati dalla ASL il 15 e il 17 novembre, sono stati accertati prima 189 microgr/litro e poi 250 microgr/litro; in altri due prelievi effettuati direttamente da ARPAC sempre il 17 novembre, la concentrazione di tetracloroetilene era a 62,2 prima della aggiunta di cloro e 47,5 dopo la clorazione. In altri 5 campioni prelevati negli stessi pozzi il 18 e 19 novembre, la concentrazione del pericoloso inquinante ha sempre superato la soglia di contaminazione (valori evidenziati in giallo). Quindi, dall’esame dei dati ufficiali ARPAC risulta che effettivamente c’è stato un picco di concentrazione del tetracloroetilene nei pozzi di Pezzapiana e che agli abitanti dei quartieri Libertà, Ferrovia, Centro storico basso e contrade limitrofe per almeno 48 ore (dal 15 novembre e fino alla sera del 17 quando è stata emessa l’ordinanza sindacale che vietava di usarla per bere e cucinare) è stata fornita acqua NON POTABILE senza che la popolazione fosse avvisata. Sbaglia quindi il sindaco a dichiarare che l’”acqua è sempre stata potabile”. I dati relativi ai prelievi effettuati alle fontane pubbliche di piazza Basile (antistante la chiesa di Pezzapiana), viale S. Lorenzo angolo Torre della Catena e via Piccinato al rione Libertà, non sono confrontabili con quelli dei pozzi, perché si tratta di acqua miscelata con quella del Biferno che notoriamente non contiene tetracloroetilene. Si segnalano i dati di piazza Basile perché stranamente risultano superiori a quelli dei pozzi, ma su questo particolare torneremo con un apposito post. Nella Tabella 2 sono riportati i dati completi di sei esami effettuati dall’ARPAC che erano sinteticamente indicati anche nella Tabella 3 consegnata dal sindaco alla stampa, sabato 19 novembre quando fu firmata l’ordinanza che annullava la precedente.