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“È arrivato il momento di chiudere i pozzi contaminati al tetrocloroetilene e tutelare la salute delle persone”

03/12/2022
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Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune, AltraBenevento e Libera questo pomeriggio hanno manifestato davanti la Prefettura di Benevento per chiedere la chiusura dei pozzi contaminati dal tetracloroetilene. Questa la loro dichiarazione congiunta:

“È arrivato il momento di chiudere i pozzi contaminati al tetrocloroetilene e tutelare la salute delle persone. Sono trascorsi oltre 4 anni dalla prima denuncia di Altrabenevento sulla presenza del pericoloso contaminante nelle falde, dopo che l’amministrazione comunale ne aveva addirittura negato la presenza. La situazione è gravissima perché parliamo dell’acqua bevuta dalla maggioranza dei cittadini beneventani ed ancora non si è compreso da dove arrivano gli sversamenti in assenza del piano di caratterizzazione. Questa vicenda è la dimostrazione che l’acqua non può essere gestita dalle multinazionali. La presenza di picchi di tetracloroetilene, di gran lunga superiore alla soglia prevista dalla legge, non può più essere tollerata ed è certificata dalle analisi dell’Arpac, alle quali la Gesesa contrappone le proprie campionature fatte dal fontanino di Pezza Piana. La Spa non dice, però, che dal fontanino esce acqua miscelata con quella del Biferno, mentre le analisi dell’ASL si riferiscono ai prelievi fatti direttamente nei pozzi. La differenza tra Gesesa Spa ed Arpac è che, la prima ha come unico obiettivo quello di fare affari sull’acqua, mentre la seconda è un ente pubblico, che tutela esclusivamente la salute delle persone e non ha alcun interesse a modificare i dati. La misura oramai è colma dopo che Gesesa ha ridotto i nostri fiumi in “cloache a cielo aperto”, come si evince dalle indagini della magistratura e continua ad utilizzare acqua al tetracloroetilene. Cosa dobbiamo ancora aspettare per dimostrare il fallimento della gestione privatistica? Certamente il problema non è di facile soluzione, ma la politica non è stata in grado di affrontarlo, lavandosene le mani e consentendo ad Acea di continuare i suoi affari, in cambio di campagne pubblicitarie nelle scuole e dell’illuminazione dei monumenti. È arrivato il momento di mandare a casa le multinazionali e pretendere una gestione del servizio idrico interamente pubblica ad esclusivo interesse delle fasce più povere e deboli del Sannio. Invitiamo i parroci delle parrocchie di Benevento a partecipare alla manifestazione, seguendo l’invito dell’Arcivescovo Felice e dei Vescovi della Metropolia, i quali ci ricordano che “L’acqua è un bene prezioso che non può essere assoggettato alle logiche di mercato”. È arrivato il momento di “uscire fuori dalle sacrestie” ed andare nelle “periferie” come ci ricorda Papa Francesco che, nella Laudato sì e nella Lettera a tutela del Creato, dice “che ogni privatizzazione del bene acqua è inaccettabile.”

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