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Il Conservatorio “Nicola Sala” celebra la figura di Pino Donaggio

12/12/2021
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Il Teatro San Vittorino ha fatto da scenario ad un’importante serata per il Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento. All’Istituzione di Alta Formazione Sannita, infatti, è stata affidata dal Ministero dell’Università e della Ricerca la finale della XV edizione del Premio delle Arti – sezione Pop Rock. Quattro sono stati i finalisti, individuati tra tutti gli studenti iscritti ai corsi accreditati dal sistema Afam nell’Anno Accademico 2019-2020, che hanno presentato delle musiche originali che sono state valutate da una giuria di qualità composta da personalità del mondo della musica e della cultura, appositamente nominata dal segretario generale del Mur, Maria Letizia Melina. La giuria è stata presieduta da Pino Donaggio e composta da Natale Massara e Ida De Martino. Protagonista della serata è stato proprio Donaggio a cui il Conservatorio, su proposta del Consiglio Accademico, ha conferito un diploma accademico di secondo livello honoris causa in Composizione Pop Rock. Nel suo saluto, il presidente Antonio Verga ha sottolineato l’emozione sua e di tutto l’Istituto di ospitare un artista di chiara fama internazionale a cui è stato dedicato l’appuntamento ed a cui il “Nicola Sala” ha voluto conferire il diploma accademico così come accaduto nel 2019 con Mogol. Nel ringraziare le autorità presenti, il senatore della Repubblica, Danila De Lucia, e il delegato provinciale del Coni, Mario Collarile, Verga ha evidenziato il forte impegno che sta portando avanti il Conservatorio nell’organizzare eventi ed appuntamenti con l’obiettivo di rompere quella pigrizia nata come conseguenza della pandemia con la necessità di recuperare quella socialità che si è persa in quest’ultimo periodo non mancando di sottolineare, però, la paura che ancora hanno le persone di contrarre il virus. Per il Festival d’Autunno 2021, ha ricordato il presidente, sono stati realizzati circa 50 eventi che sono serviti da vetrina per i nostri studenti e per i nostri docenti. Quindi è ritornato sull’importante attestazione che il Ministero ha voluto conferire al “Nicola Sala” facendolo risultare al quinto posto tra i Conservatori di tutta Italia per l’assegnazione dei fondi per l’ampliamento dell’organico. Un Conservatorio, il nostro, che ha avuto un incremento dei propri iscritti del 50%, passando da 1.000 a 1.500 nel corrente Anno Accademico, con ragazzi provenienti da tutte le regioni d’Italia, dall’Europa ed anche dall’est asiatico. Un Istituto aperto alle nuove tecnologie ma con i piedi ben ancorati sul classicismo. Per il futuro, ha concluso, non ci faremo sfuggire l’opportunità di poter realizzare dei master che andranno ad aggiungersi ai corsi di primo e secondo livello già presenti. Anche il direttore Grassia ha voluto evidenziare l’importanza dei fondi che sono stati assegnati al “Nicola Sala” che rappresentano un’importante chance di crescita per tutto l’Istituto. Nella sua laudatio magistralis, prima della consegna del diploma accademico di secondo livello, il maestro Gianluca Podio, responsabile del dipartimento di Popular Music del “Nicola Sala”, ha voluto tratteggiare la figura di Pino Donaggio, sottolineando come il riconoscimento che gli è stato conferito è stato dato per l’alto valore artistico del suo lavoro. Successi internazionali che hanno dato prestigio e lustro al Paese in tutto il mondo. Canzoni ma anche colonne sonore per film e fiction televisive conosciute da tutti, melodie famose e senza età. Con la formula dell’intervista realizzata dallo stesso Podio, Pino Donaggio ha tenuto una lectio magistralis sul tema “La Musica Pop Rock: Riflessioni Compositive”. Con l’ausilio dell’ascolto di brevi passaggi di venti propri brani, Donaggio ha ripercorso la sua lunga carriera, dagli esordi fino agli ultimi suoi lavori. Vivo per la musica, ha detto, in quanto rappresenta il mio ossigeno. Senza di essa, ha ribadito, non riesco a trascorrere le mie giornate. Donaggio, allo stesso tempo, ricordando quelli di Violino compiuti prima a Venezia e poi a Milano, ha sottolineato l’importanza dello studio che è fondamentale nella vita di un musicista. Quindi, ha ripercorso i tratti salienti della sua carriera. Il successo giunto come cantautore con “Io che non vivo (senza te)”, con cui ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1965, brano che ha avuto circa 330 cover tra cui la più importante è stata quella di Elvis Presley e con cui ha venduto oltre 80 milioni di copie nel mondo. Poi ha sottolineato l’importanza della canzone “Come Sinfonia” con cui ha debuttato al Festival di Sanremo nel 1961 e che, di fatto, gli ha cambiato la vita sancendo la fine dei suoi studi di Violino. A seguire si è passati ad analizzare la seconda parte della sua carriera consistita nella realizzazione di circa 1.400 colonne sonore di film e fiction. Ha sottolineato l’importante connubio cha ha avuto con il regista Brian De Palma che lo ha chiamato per diversi suoi film ma anche con Dario Argento. Proprio la specializzazione in colonne sonore per horror, lo hanno portato ad essere conosciuto negli Stati Uniti con l’appellativo di “maestro dell’horror”. Le sue attenzioni, in seguito, si sono rivolte anche alla commedia, da ricordare il film con Carlo Verdone e Renato Pozzetto, “7 chili in 7 giorni”, ma anche alla politica con “Il caso Moro” e “Giovanni Falcone”. Nel 1995, quindi, è stato chiamato dal giovane regista Claudio Fragasso per “Palermo Milano solo andata” con Giancarlo Giannini e Stefania Sandrelli con il quale ha vinto il primo Globo d’Oro come migliore colonna sonora. A seguire, il passaggio alla televisione, dove ha ricordato le colonne sonore delle fiction Rai “Don Matteo” e “Provaci ancora Prof”. Infine, le esperienze anche come direttore dell’Orchestra da Camera “I Solisti Veneti”. Un artista, dunque, che ha dimostrato, nel corso della sua lunga carriera, una grande versatilità. Terminata la lectio, si è proceduto alla consegna del diploma accademico di secondo livello honoris causa in Composizione Pop Rock che è stato conferito da una commissione composta dal direttore del “Nicola Sala” Giosuè Grassia e dai docenti Mario Fragnito, Gianluca Podio, Carlo Berton e Carmelina Cirillo. Proprio Grassia, ha voluto sottolineare come da quest’oggi anche il maestro Pino Donaggio sia entrato a far parte della grande famiglia del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, mentre il presidente Verga ha evidenziato la grande semplicità di Donaggio che è poi la virtù dei grandi. La seconda parte della serata, ha visto l’esibizione dei finalisti del Premio delle Arti: Brigida Carbone, del Conservatorio “D’Annunzio” di Pescara con il brano “Coincidenze”; Francesca Carbonelli del Conservatorio “Casella” de L’Aquila con “In quel momento” e “Dire no”; Giada Ferrarin del Conservatorio “Bonporti” di Trento e Riva del Garda con “Paracadute”; Eleonora Toscani del Conservatorio “D’Annunzio” di Pescara con “Il bacio mio più bello”. La vittoria è andata a Francesca Carbonelli con il brano “In quel momento”.

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