martedì 13 Aprile 2021 AltraBenevento: ” Tetracloroetilene, mancati controlli sulla falda. Ditta non incaricata” | infosannionews.it martedì 13 Aprile 2021
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AltraBenevento: ” Tetracloroetilene, mancati controlli sulla falda. Ditta non incaricata”

02/04/2021
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Da luglio 2020 a marzo 2021, scrive Gabriele Corona,  non sono stati effettuati controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana: l’Ufficio Ambiente non ha ancora incaricato la ditta. L’assessore Gerardo Giorgione, deve spiegare perchè non si è occupato della qualità della falda dalla quale si preleva l’acqua per il “suo” rione Libertà. Altrabenevento ha chiesto all’assessore all’ambiente del Comune di Benevento, Gerardo Giorgione con una lettera inviata oggi con Posta Elettronica Certificata, di spiegare perché non è stata ancora incaricata la ditta che avrebbe dovuto effettuare costanti controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana. Ecco il testo della missiva inoltrata per conoscenza anche al presidente della Gesesa, al Prefetto e al Procuratore della Repubblica. “Abbiamo appreso che da luglio 2020 a marzo 2021 il Comune di Benevento e la Gesesa non hanno effettuato controlli sulla presenza di tetracloroetilene nelle acque profonde dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana. La notizia è davvero inquietante perché da novembre 2018, dopo le segnalazioni di Altrabenevento, tutti gli esami effettuati da vari laboratori, pubblici e privati, hanno sempre confermato la presenza del pericoloso inquinante nei pozzi utilizzati da Gesesa per fornire acqua ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico. Il 27 giugno 2020 la società Artea incaricata dal Comune di Benevento di effettuare esami anche con la realizzazione di pozzi piezometrici, a seguito dei controlli durati alcuni mesi in via Nuzzolo, via Mura della Caccia, via F. Paga ed altre aree del rione Ferrovia, ha confermato che “le aree oggetto di indagine risultano essere contaminate”. Artea ha ricordato che il tetracloroetilene (nome commerciale Percloroetilene), è utilizzato per “la produzione di oli e grassi alimentari, vernici, pigmenti e pesticidi; trattamenti per sgrassaggi, tempra per metalli, rottamazione ed autodemolizioni; lavaggio tessuti” ed ha segnalato che ad alte concentrazioni può “provocare irritazioni cutanee; è sospettato di provocare il cancro; è tossico per gli organismi acquatici”. La società incaricata dal Comune ha quindi indicato la necessità di effettuare controlli costanti sui terreni e acque profonde intorno ai pozzi di Campo Mazzoni, Pezzapiana, il pozzo dello stabilimento Strega Alberti, le aree del deposito ferroviario di via Valfortore e l’ex Monopoli Tabacchi, la rotonda I Sanniti e il lungo Calore, per verificare la presenza di tetracloroetilene ed altri 96 inquinanti. La proposta di Artea è stata approvata a settembre 2020 dal Comune di Benevento, la Provincia, la Regione, la Gesesa, l’Arpac e la ASL ma i controlli sulle acque profonde non sono stati fatti. Il Comune e la Gesesa hanno continuato a sostenere che “la situazione è sotto controllo” e che “la verifica sulla presenza del tetracloroetilene avviene continuamente” ma nessun esame è stato effettuato per misurare la presenza del pericoloso inquinante nella falda da luglio 2020. Il 29 marzo, cioè il giorno in cui la Gesesa ha comunicato di aver trovato nel pozzo di Campo Mazzoni 47,4 microgrammi di tetracloroetilene, 40 volte superiore alla soglia di contaminazione e quasi 5 volte la soglia di potabilità, è stata pubblicata all’albo pretorio del Comune di Benevento la determina n. 5 del Dirigente del Servizio Ambiente, Gennaro Santamaria, che però riguarda solo la richiesta di preventivi a cinque ditte per effettuare i prelievi e i controlli proposti da Artea giugno 2020. Perchè tanto ritardo? Avvocato Giorgione, il 3 agosto 2020 lei è stato nominato Assessore all’Ambiente e quindi ha avuto tutto il tempo per rendersi conto della gravità della situazione, ma si è occupato molto solamente del presunto pericolo degli alberi del viale Atlantici con perizie, controperizie, interventi presso la magistratura e dichiarazioni alla stampa. Adesso, per favore, vuole spiegare che cosa ha fatto per controllare la qualità della falda dalla quale si preleva l’acqua servita agli abitati dei rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico? Si capisce l’imbarazzato silenzio di molti rappresentanti politici, di maggioranza e di opposizione, di centro sinistra e centrodestra, considerati gli affari trasversali sulla gestione dei servizi idrici, conclude Corona, ma lei è l’assessore all’Ambiente, peraltro cresciuto al rione Libertà e quindi non può tacere.

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