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Focolaio Covid 19 Camera di Commercio. Uil : ” Vergognoso Cgil e Cisl, negano la verità e esprimono solidarietà al Segretario Generale dell’Ente Camerale”

04/12/2020
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Siamo sconcertati dalle dichiarazioni a mezzo stampa della Fp Cgil e della Cisl Fp riguardo al focolaio di Covid19 che si è verificato presso la Camera di Commercio, scrivono dalla Uil. In una nota, continuano dal sindacato, addirittura, le due organizzazioni sindacali negano che si sia verificato ed esprimono solidarietà al Segretario Generale dell’Ente Camerale. Ci troviamo dinanzi a un fatto gravissimo; smentire quanto accaduto è istituzionalmente scorretto e troviamo sia vergognoso prendere le parti dell’Ente a discapito dei lavoratori che sono le vere vittime di quanto sta accadendo e a loro soltanto va espressa la massima solidarietà. Da parte della Uil Fpl non c’è stato nessun tono pesante e nessuna accusa grave. Abbiamo provveduto soltanto a invocare il rispetto delle disposizioni normative legate alla pandemia in corso che il Segretario Generale, attuale Datore di lavoro, ha evidentemente disatteso. Per onor di verità ripercorriamo le tappe di questa vicenda che viene incredibilmente confutata dalle organizzazioni consorelle: lo scorso 28 novembre l’autorevole testata ‘Il Mattino’ ha pubblicato un articolo in cui comunicava ai lettori che alla Camera di Commercio su 21 tamponi fatti eseguire dall’Ente stesso presso un Laboratorio certificato regionale ben 10 erano risultati positivi. Questi lavoratori, immediatamente in isolamento fiduciario, si sottoponevano ad ulteriore tampone presso l’Asl di Benevento su apparente disposizione del Datore di lavoro e risultavano negativi. Ad oggi, comunque, i 10 dipendenti non hanno ripreso a lavorare e, presumibilmente, a giorni dovranno sottoporsi ad ulteriori controlli. La Uil Fpl, manifestando la solita serietà nella sua azione, e nell’interesse di tutti i dipendenti, coglie l’occasione per precisare che nessuna procedura oggetto di trattativa sindacale in Camera di Commercio è stata avallata dal nostro sindacato confederale che ha, invece, sin da subito avversato l’atteggiamento incoerente col quadro normativo vigente del Segretario Generale. A dimostrazione di quanto affermato, abbiamo scritto al Prefetto, nel corso del mese di novembre, segnalando che le procedure adottate dal Segretario Generale erano maldestre e irresponsabilmente omissive e tali gravi comportamenti a nostro avviso potevano generare risvolti penali per l’inosservanza delle Leggi a proposito di lavoro agile imposto dal Governo per combattere la diffusione della Pandemia da Covid-19. In tal senso richiamiamo l’art. 2087 del codice civile secondo il quale il datore di lavoro è titolare di una posizione di garanzia che, se non rispettata, contravviene anche alla normativa antinfortunistica volta a ridurre le probabilità di contagio; e l’art. 40 cpv del codice penale che chiarisce che “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo” così come si può profilare la mancata osservanza delle norme per il contenimento del contagio. A questo punto, la Uil Fpl ha deciso di chiedere un incontro con il Prefetto al fine di porre termine a queste deplorevoli situazioni attraverso un dovuto approfondimento circa i fatti accaduti, nonché l’intervento delle Autorità giudiziarie, anche sanitarie, a tutela della garanzia di lavoratori e cittadini. La loro salvaguardia è l’unica cosa che conta ed è alla base dell’azione quotidiana della Uil Fpl. Il nostro sindacato prende le distanze dall’atteggiamento di Fp Cgil e Cisl Fps. E’ deludente dover assistere a “difese improprie” da parte di Organizzazioni sindacali verso il datore di lavoro, quando invece l’obiettivo unico dovrebbe essere quello di tutelare i dipendenti. A nostro avviso, concludono dalla Uil,  sono azioni improvvide che fanno perdere la fiducia da parte della popolazione e fanno sprofondare ancora più l’Italia in un baratro da cui i nostri figli non riusciranno più a risalire.

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