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Azione Cattolica diocesana, ad Antivirus la testimonianza di r-esistenza di tre ristoratori in questo tempo

24/11/2020
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Lo sguardo energico e fiducioso di chi sa che non deve mollare di un centimetro nonostante il periodo difficilissimo. Dalla bocca sicuramente paura e incertezza per il futuro, ma non bava di rabbia parole di speranza che non sono solo parole di circostanza o retoriche di una chiacchierata, ma che partono dalla concretezza del sudore che stanno mettendo in campo nel proprio lavoro, sul quale stanno continuando ad investire tutto loro stessi, tempo e denaro prima di tutto. Lavoro che per loro, prima di tutto, è una passione. L’intervista-confronto tra tre ristoratori ha lasciato tanta speranza in più in chi ha seguito l’appuntamento del “primo” Antivirus del nuovo ciclo di interviste, sulla pagina fb dell’Azione Cattolica diocesana. Ignazio Ciaramella, titolare del ristorante-pizzeria “da Liberato” a Moiano, e i ristoratori Linda Di Giacomo e Marco Mongillo de “La Taverna del Conte” di Cusano Mutri hanno, dapprima, raccontato le loro origini e il perché hanno scelto la strada della ristorazione.

Una situazione di crisi economica e sociale del nostro tessuto molto difficile e complicata quella che stiamo vivendo che sta sconvolgendo molte vite, molti volti, molte storie ed anche molti sogni. L’impianto produttivo italiano si sta ammalando ulteriormente e, purtroppo, le proiezioni future non sono certamente delle più rosee. Una forte luce di speranza è stata accesa proprio dai 3 ristoratori, uno dei settori più colpiti, insieme all’agroalimentare, all’arte e all’accoglienza turistico-ricettiva, che non si sono adagiati sul divano del lamento, ma, seppur provando ad accendere anche loro i riflettori su alcune criticità reali (vedi, per esempio, sulla cultura del delivery sui pasti caldi quasi inesistente a vantaggio della cultura domestica del cibo e sulla non differenziazione in alcuni provvedimenti tra aree metropolitane e aree interne). Nonostante ciò i due locali fanno anche asporto con discreti risultati, anche in merito ai km per portare le loro pietanze.

La pandemia ha smascherato ed ampliato l’eco di problemi atavici già esistenti e persistenti da 20/30 anni, disastri annunciati che non sono stati risolti che la pandemia ha contribuito ad ingrandire. In più di disagi e di nodi da sciogliere ne ha creati anche degli altri. E a pagarne il prezzo più alto, come sempre, sono i più deboli, gli indifesi, gli invisibili. Conseguenze, queste, quelle dei tagli sulla sanità, sulla scuola e sul lavoro soprattutto delle scelte del passato. L’unica e sola scelta del presente, invece, per costruire un futuro possibile, è quella di non lasciare intentata nessuna strada. Proprio come hanno fatto Ignazio, Linda, Marco e tantissimi imprenditori del nostro territorio. Prossimo appuntamento con “Antivirus” lunedì prossimo 30 novembre alle ore 21 sul tema dell’ambiente e del prenderci cura della nostra casa comune: i presidenti parrocchiali delle Ac di Cerreto, Civitella, Cusano e San Lorenzello ci racconteranno del percorso di sensibilizzazione EarthBeat (“Battito della Terra”), messo in piedi insieme da qualche mese.